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Mister Link

Mister Link Recensione: Un inaspettato anello mancante

A quasi un anno dalla sua uscita ufficiale, Mister Link (in lingua originale Missing Link) è finalmente arrivato anche nelle sale cinematografiche italiane. Candidato agli Oscar come miglior film d’animazione e vincitore del Golden Globe per la stessa categoria, la nuova opera dello Studio Laika, che ha già dato vita ad alcuni capolavori unici dell’animazione stop-motion come Coraline e la porta magica, ParaNorman e Kubo e la spada magica, è stata rilasciata nei cinema nostrani oggi, il 17 settembre 2020. Scritto e diretto da Chris Butler, Mister Link è in grado di portare sul grande schermo un’inedita ed inaspettata versione del Sasquatch, la leggendaria creatura conosciuta in tutto il mondo. Nel lungometraggio, infatti, avremo la possibilità di conoscere Susan (Zach Galifianakis), un’entità intelligente e pacifica, che può parlare, scrivere e provare sentimenti ed emozioni.

Questo misterioso essere, alto più di due metri e ricoperto da una scura e folta peluria, è stato protagonista di un gran numero di prodotti d’intrattenimento, come film, videogiochi e serie televisive. Quello che lo Studio Laika tenta di fare è andare controcorrente, trasformando questa spaventosa figura in qualcosa di completamente nuovo, che avrà bisogno di compagnia e di aiuto per poter finalmente sconfiggere la solitudine. In suo soccorso arriverà Sir Lionel Frost (Hugh Jackman), un celebre investigatore, particolarmente interessato a risolvere i misteri delle creature leggendarie sparse in tutto il mondo e pronto a combattere con tutte le sue forze per dimostrare la loro esistenza e della sua ex-compagna Adelina Fornight (Zoe Saldana).

In viaggio verso lo Shangri-La

I tre partiranno per un lungo viaggio alla ricerca dei simili di Susan, gli Yeti, direzione Shangri-La, un luogo immaginario racchiuso nell’estremità occidentale dell’Himalaya descritto da James Hilton nel romanzo Orizzonte perduto del 1933. Un posto unico e meraviglioso, nel quale il tempo sembrerebbe essersi fermato e dove sarebbe possibile osservare alcuni incredibili paesaggi naturali. Un Eden materiale e spirituale, nel quale si  vive in pace e in tranquillità. Ovviamente, il viaggio per riuscire a raggiungerlo sarà tutt’altro che semplice, e sarà proprio Susan a contattare il celebre esploratore per accompagnarlo in questa incredibile avventura. Per farlo, però, Sir Lionel Frost avrà bisogno di incontrare la temeraria avventuriera Adelina Fortnight, la sua ex-compagna, in possesso di una mappa per l’Himalaya.

Mister Link permetterà agli spettatori di vivere un incantevole e profondo viaggio pieno di emozioni e pericoli. Quella che ci troviamo davanti è solo l’inizio di una stupenda amicizia, che porterà i nostri protagonisti in una vasta varietà di stupende e suggestive ambientazioni, ricche di dettagli e realizzate in maniera impeccabile. Attraverso foreste, deserti e montagne innevate, il trio di eroi si troverà ad affrontare un cacciatore di taglie di nome Willard Stenk (Timothy Olyphant), assoldato da Lord Piggot-Dunceby (Stephen Fry) per uccidere Sir Lionel Frost, in modo da assicurarsi che le sue opinioni conservatrici rimangano incontrastate. In una sorta di lotta tra progresso e tradizione, Susan e i suoi nuovi compagni di viaggio faranno il possibile per raggiungere questa meta leggendaria, così da riuscire a conseguire i propri obiettivi personali.

Mister Link

Il Sasquatch e l’accettazione del diverso

Ridicolizzato dagli altri per le sue convinzioni, Sir Lionel Frost potrebbe ricordare vagamente una figura già nota ai patiti dei lungometraggi d’animazione, ossia Milo Thatch, il goffo ma intrepido protagonista di Atlantis – L’impero perduto, gemma dell’animazione di casa Disney che purtroppo molto spesso viene dimenticata. Unendo infatti la curiosità, la voglia di guardare al progresso e l’incredibile forza di volontà di Milo all’astuzia e al carisma di alcuni tra i più noti e classici avventurieri del cinema e della letteratura, è facile immaginare questo nuovo eroe, che fa fatica ad essere riconosciuto dei suoi colleghi che sono rimasti bloccati ad un concetto estremamente tradizionale di esploratore. Una mentalità progressista ed aperta, in grado di collaborare con “mostri e donne“, che sicuramente non rispecchia gli standard principali per far parte di un club degli Esploratori Britannici del 1886.

Come in ogni road movie che si rispetti, il viaggio accompagna un processo di crescita personale, in cui ognuno dei tre protagonisti avrà la possibilità di scontrarsi con la il concetto di discriminazione. Missing Link affronta in maniera intelligente e con un’incredibile vena ironica il problema della discriminazione sociale che, in un modo o nell’altro, colpisce il nostro trio di eroi. Mentre il personaggio di Susan viene discriminato a causa dell’ignoranza e dei preconcetti delle persone, che faticano a comprendere la sua vera natura, Sir Lionel Frost e Adalina si trovano a combattere in una società chiusa mentalmente, che non riesce a giustificare e ad accettare i loro comportamenti progressisti. Questo incredibile percorso di maturazione li porterà solo più avanti a rendersi conto che non hanno bisogno dell’accettazione altrui per poter andare avanti con le loro convinzioni, e che non è necessario fare parte di qualcosa per essere felici. Un messaggio particolarmente importante, sia per i bambini che per gli adulti.

 

Mister Link

Un amicizia che nasce dalla diversità

Fin dalla creazione del team e dal lancio del loro primo film Coraline e la porta magica, pubblicato nel 2009, lo Studio Laika continua a confermarsi uno dei pilastri fondamentali per quanto riguarda i lungometraggi d’animazione. Mister Link mantiene alti i livelli di narrazione dei titoli pubblicati dallo studio, caratterizzati da un perfetto equilibrio di comicità e immaginazione per parlare di tematiche mature, adatte a tutte le età. Sotto il punto di vista puramente estetico il titolo supera notevolmente la qualità dei lavori precedenti, mostrando delle animazioni estremamente fluide e delle ambientazioni meravigliose, curate nei minimi dettagli. È facile lasciarsi trasportare nei luoghi che avremo modo di visitare in questo lungo e meraviglioso viaggio, a partire dalle selvagge foreste in cui viveva Susan alle immacolate montagne innevate dell’Himalaya. La tecnica utilizzata, inoltre, conferisce ai personaggi una straordinaria empatia. Mister Link è un prodotto veramente interessante, in grado di affrontare tematiche molto complesse e adulte come l’inclusione, la diversità e il femminismo in maniera semplice ed irriverente. Una storia narrativamente lineare, ma comunque ben scritta, che accompagna gli spettatori in un percorso di crescita personale. 

Mister Link Recensione
8.5 / 10 VOTO
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PRO
    - Personaggi ben scritti e caratterizzati
    - Ironia vincente, ideale per trasmettere un messaggio così importante anche ai più piccoli
    - Le animazioni in stop-motion raggiungono livelli impressionanti
CONTRO
    - Alcuni aspetti della trama non sono molto originali
VOTO
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