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Metaverso: tracking degli occhi utilizzato per le pubblicità

Metaverso, una parola tanto interessante quanto incredibilmente spaventosa. Il mondo virtuale che la “nuovissima” Meta sta cercando di creare ha sin da subito fatto parlare di se. Le opinioni sono ovviamente molto contrastanti e, come quando ci si vuole trasferire in una nuova città, ognuno mantiene il proprio focus su un dettaglio peculiare. Tra chi, attraverso l’avvento delle NFT principalmente, vede già un business in questo nuovo mondo e chi non vede l’ora di gettarsi in un’esperienza completamente immersiva, impossibile magari nella vita di tutti i giorni, possiamo scorgere veramente di tutto.

Metaverso

Quello che però in tantissimi non stanno considerando è l’immensa quantità di informazioni personali che verrebbero coinvolte in un processo del genere. Anche se tutt’ora siamo immersi in un sistema che registra continuamente le nostre abitudini, tramite cookies e altri sistemi, questo si limita a quando noi siamo in contatto con un dispositivo elettronico. Nel caso del Metaverso invece saremmo sempre coinvolti in un contesto del genere permettendo di digitalizzare ogni nostro movimento in un foltissimo elenco di azioni che compiamo abitualmente.

Tutto questo dovrà avvenire con il nostro completo consenso, soprattutto visti i burrascosi trascorsi di Facebook in campo di privacy, ma una volta che lo avremo dato, magari in un’infinito contratto che nessuno leggerà, saremo in balia di questo sistema. Parliamoci chiaro, il fatto che vengano proposte pubblicità ad personam è un fattore che giova a tutti, solo che bisogna vedere fino a dove ci si potrà spingere per raccogliere queste ambite informazioni. In una recente intervista al Financial Times, Nick Clegg di Meta ha dichiarato: ” Nel Metaverso non venderemo le informazioni riguardanti il tracking degli occhi ma li utilizzeremo per capire che dettaglio interessa alla gente, alla fine devi essere in grado di utilizzare tutti i dati in tuo possesso“.

Quello che traspare quindi è che un dato così profondo come a cosa è rivolto il nostro sguardo sarà solamente statistico e servirà a migliorare l’efficienza delle pubblicità. Con statistico intendiamo che quello che Meta potrà utilizzare nel momento in cui dovrà perfezionare un sistema pubblicitario dedicato ad un determinato prodotto non è “Mario Rossi guarda in quel punto e Marco Rossi guarda in quell’altro”, ma più un “verso il minuto 1:02 l’attenzione del 70% di chi ha guardato la pubblicità era su questo dettaglio”. Voi cosa ne pensate, una tattica troppo invasiva o naturale evoluzione umana? Fatecelo sapere sui nostri social e continuate a seguirci qui su MonkeyBit per altre notizie.

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