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Marvel's Avengers

Marvel’s Avengers Recensione

Marvel’s Avengers segna il ritorno di una delle squadre di supereroi più famose al mondo, a un anno e mezzo di distanza dall’incredibile successo nelle sale cinematografiche avuto da Avengers: Endgame, diventato il film coi maggiori incassi nella storia del cinema. Viviamo in un periodo storico in cui, forse anche un po’ per necessità – tutti hanno bisogno di sentirsi tali, in fondo – c’è un gran bisogno di supereroi, e sarebbe stato sciocco non cavalcare l’onda anche nel mercato dei videogiochi: questo Square Enix lo sa perfettamente, tanto che, dopo aver acquisito la relativa licenza dai Marvel Studios, ha messo al lavoro ormai da anni Crystal Dynamics (uno dei suoi team occidentali più talentuosi) su una trasposizione videoludica dello storico marchio editoriale ideato nel 1963 da Stan Lee e Jack Kirby. Marvel’s Avengers è pensato come un enorme Game as a Service (formula sdoganata nel 2014 da Destiny), in maniera, considerata la sua cross-generazionalità, decisamente lungimirante, e si arricchirà nel tempo di nuovi contenuti: quel che vogliamo fare noi, al momento, è però valutarlo per come si presenta al lancio, ben sapendo che tra pochi giorni (se non ore) sarà disponibile un sostanzioso aggiornamento che andrà ad arricchire il post game.

L’avventura, in effetti, prevede una sostanziale separazione tra le sue modalità principali, offrendo una corposa serie di missioni per giocatore singolo e una modalità denominata Iniziativa Avengers, verso cui dovrebbe pian piano spostarsi l’attenzione degli sviluppatori – e di conseguenza il “cuore” ludico del gioco – sul lungo periodo. La storia si svolge prima di tutto quanto, ed è per questo consigliato completarla prima di accedere alle altre parti del pacchetto.

Per essere da subito chiari, la campagna di Marvel’s Avengers ci ha davvero stupito per densità e profondità, tratti non comuni nel genere di riferimento, nel quale spesso le story mode si limitano ad essere delle blande “palestre” per quel che verrà dopo. Ecco, qui non abbiamo affatto avuto questa impressione, ma – una volta giunti ai titoli di coda – siamo rimasti dell’idea di aver giocato qualcosa di davvero soddisfacente e soprattutto completo.

La vicenda si apre con un prologo che ricorda quasi l’incipit di un cinecomic per intensità e spettacolarità. La giovane Kamala Khan (alter-ego di Ms. Marvel) è in viaggio assieme al padre Abu per assistere a uno spettacolo celebrativo dedicato ai Vendicatori ed essere premiata per aver vinto un concorso di fan-fiction su di loro: carica di belle speranze e di una vera e propria adorazione per i suoi eroi, si trova di fronte a un bellissimo parco a tema e può addirittura incontrare subito alcuni dei suoi beniamini, in uno scenario che va oltre ogni sua più rosea aspettativa.

La situazione, però, è destinata molto presto a degenerare, trasformandosi (anche per la ragazza, direttamente coinvolta) in un vero e proprio incubo: Taskmaster, insieme a un gruppo di mercenari, attacca la baia di San Francisco, evento che richiede l’intervento immediato degli Avengers. Pur riuscendo a fermarlo, il gruppo assiste impotente al disvelarsi di una macchinazione ben più grande, ordita dallo scienziato George Tarleton, capo dell’AIM (Avanzate Idee Meccaniche), il cui intento è quello di far esplodere un’arma biologica carica di Terrigen, un potente minerale scoperto nella baia, per trasformare in superumani chiunque venga a contatto coi gas prodotti. Si tratta, nella narrazione di Marvel’s Avengers, dell’evento noto come A-Day, che provoca lo scioglimento dei Vendicatori e l’apparente sacrificio di Capitan America.

“Marvel’s Avengers si apre con l’evento noto come A-Day, che provoca lo scioglimento dei Vendicatori e l’apparente sacrificio di Capitan America.”

Passano cinque anni. All’AIM, che controlla la situazione del pugno di ferro e, col supporto della popolazione, ghettizza i trasformati, chiamandoli Inumani, si contrappone la Resistenza, un gruppo composto proprio da Inumani che mirano a sovvertire il nuovo ordine mondiale. Kamala, dal canto suo, vive nel bel mezzo di questa situazione, da un lato con l’obbligo di nascondere i suoi poteri e cercare di vivere come una normale adolescente, dall’altro con il desiderio di mettersi in contatto con i ribelli e insieme ricostituire gli Avengers.

Dopo aver recuperato alcune prove schiaccianti per dimostrare la colpevolezza di Tarleton (sul quale gli effetti del Terrigen, anche grazie alla ricercatrice Monica Rappaccini, sono stati ben più terribili) durante l’A-Day, la giovane riesce a mettersi in contatto con Bruce Banner, e comincia da lì una vera e propria battaglia per ridare speranza all’umanità.

Marvel's Avengers

Nel suo complesso, la campagna di Marvel’s Avengers ci ha convinto per lunghezza e per capacità di mettere in scena una storia spettacolare e tutto sommato ben orchestrata, pur non priva di qualche ombra che potrebbe risultare indigesta a chi si aspettava un livello di profondità pari a quello dei fumetti o anche, sotto certi aspetti, dei film.

Alcune svolte narrative sono davvero troppo frettolose, soprattutto quelle legate all’introduzione di determinati personaggi, come Vedova Nera e soprattutto Thor. L’ingresso in campo del dio del tuono, nello specifico, ci è parso davvero posticcio, volto a cercare di replicare il tonante arrivo del figlio di Odino nel Wakanda a supporto della battaglia finale in Avengers: Infinity War, facendolo però in maniera goffa e sconnessa, senza spiegare per quale motivo l’Asgardiano si trovi lì in quel momento.

“Il livello di scrittura di Ms. Marvel ci è parso molto attento alla psicologia e al background narrativo del personaggio, e generalmente superiore a quello degli altri eroi.”

In generale, le vicende puntano moltissimo sulla spettacolarità e molto poco sulla coerenza a livello narrativo, scelta mitigata dalla presenza della giovane Ms. Marvel, impegnata a tenere insieme tutto quanto: il livello di scrittura di Kamala ci è infatti parso molto attento alla psicologia e al background narrativo del personaggio, e generalmente superiore a quello degli altri eroi. Fanno eccezione Banner/Hulk e Tony Stark/Iron Man, anch’essi sopra la media, anche perché connessi a un paio di colpi di scena piuttosto interessanti che li rendono le principali pedine nella trama, accanto alla protagonista.

Essendo vissuta perlopiù dal punto di vista della giovane inumana, la storia tende a macchiettizzare un po’ gli Avengers stessi, evitando però di scadere nel banale o nell’eccesso, anzi, imbastendo talvolta – ma mai in maniera importante o continuativa – scene di grande impatto e coinvolgimento emotivo, senza per questo volersi concedere chissà quali profonde riflessioni, soprattutto sul ruolo degli inumani nella società.

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Come già anticipavamo, pur con le sue sbavature – tipiche di un videogioco che a lungo termine non punta tutto sulla cura riposta nel racconto – la campagna riesce a intrattenere e a raccontare un arco narrativo che scorre in maniera piacevole, dipanandosi in circa 12-15 ore. Una volta concluso il prologo, che da solo vi porterà via almeno due orette, avrete pieno accesso alla Chimera, la leggendaria nave volante degli Avengers, che funge da vero e proprio hub centrale ed è interamente esplorabile: vi consigliamo di dare un’occhiata tra una missione e l’altra, in quanto potreste trovare risorse utili e qualche collezionabile, per non parlare degli svariati vendor che pian piano, in maniera dinamica nel prosieguo dell’avventura, popoleranno stanze e corridoi.

L’elemento più importante nella nave è però il tavolo operativo, dal quale avviare e proseguire le missioni della storia (che spesso, per ragioni narrative, vanno affrontate senza possibilità di scegliere con chi giocare) o gli incarichi secondari, oltre a controllare le sfide legate ai vari eroi. Ognuno, infatti, può contare su una serie di quest iconiche, composte da sfide legate ai loro poteri e missioni pensate per irrobustire il sottotesto narrativo del gruppo protagonista di Marvel’s Avengers, dando a questo o quel personaggio una vera ragion d’essere non necessariamente connessa agli avvenimenti principali.

“Ognuno fra gli eroi può contare su una serie di quest iconiche, pensate per irrobustire il sottotesto narrativo del gruppo.”

Tutte le missioni, esclusa qualcuna legata alla trama, si svolgono all’interno delle stesse macro-aree, ben visibili sulla mappa generale, seguendo una filosofia paragonabile a quella di altri videogiochi concettualmente simili. La varietà in termini di ambientazioni proposte è piuttosto buona: si va dagli ambienti cittadini di San Francisco e New York alle foreste scandinave, passando per vere e proprie giungle o ambienti desertici.

Il problema, in questo caso, è strettamente legato al level design, altro elemento che non riesce praticamente mai a brillare, rimanendo quasi sempre piatto e basilare: ogni mappa dà la sensazione di essere un insieme di grandi arene, con qualche appiglio qua e là pensato per sfruttare le diverse capacità di salto (il rampino di Vedova Nera, le braccia estensibili di Ms. Marvel, i possenti balzi di Hulk) o di volo (qualche oggetto da schivare nel caso di Iron Man e Thor) di ogni eroe, e nulla più. Un vero peccato: da questo punto di vista si sarebbe potuto certamente fare di meglio, anche considerato che, quando poi c’è da combattere, Marvel’s Avengers riesce a tirar fuori tante altre buone qualità.

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La campagna, anche grazie a un paio di momenti con boss fight iconiche, sia all’inizio che alla fine, riesce già molto bene ad esaltare un combat system chiaramente votato alla spettacolarizzazione, ma molto meno superficiale di quanto ci saremmo aspettati.

Ognuno dei sei personaggi giocabili, ovvero Ms. Marvel, Capitan America, Iron Man, Vedova Nera, Hulk e Thor – altri, fra cui Occhio di Falco e Spider-Man (quest’ultimo esclusiva PlayStation) dovrebbero essere inseriti tramite DLC, con tanto di missioni aggiuntive – è molto ben caratterizzato e riesce a differenziarsi in maniera importante dagli altri eroi: in tal senso, Crystal Dynamics è riuscita a proporre uno schema in cui non è obbligatorio portare avanti e utilizzare tutti quanti allo stesso modo, anche perché a prescindere dalle proprie scelte si ha a disposizione un incredibile ventaglio di possibilità. Gli eroi possono apprendere ben cinquanta abilità differenti (tanti quanti sono i loro livelli) suddivise in vari rami, legati sia agli attacchi di base (leggeri o pesanti) che alle loro capacità specifiche.

“Marvel’s Avengers riesce ad andare oltre la tradizionale suddivisione per “classi” o “ruoli”, offrendo uno stile di gioco diversificato a seconda di chi si sceglie di impersonare.”

Il buon Cap, per esempio, possiede varie skill legate al suo scudo, che gli permettono via via di rendere più efficaci determinati attacchi caricati o di concatenarne il lancio coi suoi pugni. Thor può fare uso del fido Mjolnir, che, nelle meccaniche, non fa mistero di ispirarsi (neanche troppo velatamente) all’ascia di Kratos in God of War, tanto da possedere addirittura alcune combo simili a quelle dell’eroe spartano, tra cui vari tipi di spazzate, una carica corpo a corpo successiva al lancio, e così via. Vedova Nera è invece maestra delle armi e può alternare l’uso delle fide pistole a una coppia di SMG, sposando uno stile più votato alla guerriglia.

Benché sia comunque possibile provare a inquadrare tutti entro determinati canoni, il gioco riesce ad andare oltre la tradizionale suddivisione per “classi” o “ruoli”, offrendo uno stile di gioco estremamente diversificato a seconda di chi si sceglie di impersonare.

Marvel's Avengers

Gli eroi hanno in comune le abilità d’attacco di base, tra cui la Forza Intrinseca, principale elemento attorno a cui vengono strutturate le loro peculiarità e che consente di potenziarne le principali caratteristiche: i fulmini di Thor, i gadget e il rampino di Black Widow (usato sia per gli spostamenti che per i contrattacchi contro i nemici), lo scudo e la forza combattiva di Cap e via dicendo.

Tutti, allo stesso modo, possiedono la medesima strutturazione in termini di layout delle abilità: due principali, denominate Mosse Eroiche, e una “ultimate”, detta Mossa Eroica Suprema. Alcuni, però, bisogna dirlo, ci sono parsi più curati di altri nel modo – unico per tutti – in cui sono costruiti, specie nel modo in cui le loro abilità sono state differenziate e riescono a trovare un’effettiva applicazione specifica sul campo. Vedova Nera e Capitan America, in particolare, sono adatti a chi non vuole rinunciare a qualche tecnicismo in più, pur rimanendo nell’ambito di un sistema tutto sommato semplicistico e volutamente spettacolarizzato, mentre Hulk “picchia” senza troppi complimenti né strategie e Thor, col suo incredibile DPS dalla media distanza, rende forse tutto quanto un po’ troppo facile.

“La sinergia di squadra nasconde del potenziale anche nelle sfide e nei raid più complessi che verranno fuori nell’endgame.”

Quel che ci è parso funzionare maggiormente, nel complesso, è la sinergia di squadra: già al livello in cui siamo arrivati, ancora ben lontano dal cinquantesimo, gli eroi possono “cooperare” fra loro attivando varie abilità che influenzano anche i compagni, come l’invisibilità di Natasha, l’urlo di guerra di Steve Rogers o i poteri rigenerativi della giovane Khan, in grado di curare non solo lei ma anche chi le sta accanto, il che la rende un ottimo PG di supporto.

Un tale sistema nasconde del potenziale anche nelle sfide e nei raid più complessi, che verranno fuori man mano che Marvel’s Avengers si arricchirà di nuovi contenuti: in tali momenti, la corretta attivazione di tali abilità sarà fondamentale per avere ragione di certi nemici, specie alle difficoltà maggiori. Queste ultime sono in totale quattro, e il gioco vi consente libertà totale nella loro scelta: dal canto nostro, vi consigliamo di affrontare la campagna a normale, per poi provare ad alzare man mano l’asticella in relazione al livello raggiunto.

Marvel's Avengers

Per approfondire tutte le abilità degli eroi (intercambiabili a piacimento sul tavolo operativo) avrete bisogno di decine, se non centinaia di ore di gioco, anche perché il loro avanzamento non è collettivo ed è soprattutto legato, oltre che al livellamento tradizionale, alla potenza e al grado dell’equipaggiamento, elementi che a loro volta ne determinano la forza complessiva. Peccato, però, che nel momento in cui scriviamo Crystal Dynamics non abbia ancora attivato la gran parte delle sfide e dei contenuti specifici volti ad arricchire l’endgame (Endgame… ah-ah… ok, basta), che arriveranno con un aggiornamento gratuito fra qualche giorno.

Ciò comporta che per potenziare ogni personaggio sia necessario ripetere fino allo sfinimento le stesse missioni, cosa che, almeno per il momento, rende il grinding verso il picco massimo di potere un’operazione davvero tediosa, specie se consideriamo che l’incremento ottenibile nella campagna è davvero minimo in relazione al totale. Tra qualche giorno, comunque, dovrebbero essere attivate altre Zone di Guerra cooperative in multiplayer, vero e proprio “cuore” del supporto a lungo termine: proprio queste ultime, che al momento sono “solo” tre, dovrebbero dare il senso più compiuto alla struttura cooperativa per quattro giocatori, oltre che al loro ritorno periodico sui server.

Non aspettatevi chissà quale longevità nelle missioni secondarie, che si esauriscono piuttosto in fretta e soprattutto devono fare i conti con un design eccessivamente semplicistico, legato al completare qualche obiettivo qua e là, con sporadici bauli carichi di bottino da aprire risolvendo semplici minigiochi e unità d’elite che spawnano in punti casuali della mappa e che, se uccise, garantiscono un drop raro. Le quest richiedono quasi sempre di raggiungere un punto nella mappa e svolgere un incarico piuttosto semplice, come la distruzione di determinati oggetti o il controllo di alcune zone, in una specie di improvvisata partita multiplayer contro l’IA.

“Non aspettatevi chissà quale longevità nelle missioni secondarie, che si esauriscono piuttosto in fretta.”

Non vanno dimenticate le missioni HARM, a conti fatti dei tutorial avviabili sulla Chimera, che però si trasformano progressivamente in sfide sempre più ostiche, e soprattutto le già menzionate quest iconiche, vere e proprie linee narrative secondarie che possono concludersi con lo scontro con un boss, a volte – come nel caso di Hulk – anche ben fatto.

Oltre alla possibilità di recuperare qualche fumetto collezionabile mancato durante la storia (con tanto di veri e propri set dotati di copertine storiche), le missioni iconiche offrono diversi oggetti estetici con cui abbellire e personalizzare i propri eroi, anche se per ora i contenuti in tal senso latitano un po’: i costumi, per esempio, prevedono la ripetizione degli stessi tre o quattro pattern con differenti colori, in uno schema non proprio irresistibile, specie considerato che attorno ad essi sono costruiti i vari battle pass specifici per ogni personaggio, al momento decisamente mal strutturati e sostanzialmente ignorabili.

Marvel's Avengers

A completare il pacchetto, per ora, ci pensano le Fazioni, rappresentate da personaggi specifici presenti nei due avamposti social presenti, ognuno legato a un determinato gruppo: lo S.H.I.E.L.D. e la Resistenza. Per prendere gli incarichi e le missioni quotidiane, che permettono di scalare i gradi di fazione, è necessario recarsi di persona sul posto (un po’ come accade in Destiny), senza che sia presente una voce specifica nel menu principale: una scelta che non possiamo non bocciare, anche considerato che, per chi gioca tutti i giorni, ripetere tali operazioni potrebbe diventare davvero fastidioso, specie su console dell’attuale generazione e in presenza dei lunghi caricamenti dovuti agli hard disk tradizionali.

Al momento, valutare la qualità complessiva dell’esperienza online è davvero difficile, considerato non solo che c’è ancora ben poco da fare, ma anche che il matchmaking – almeno nel corso delle nostre prove – si è dimostrato parecchio “pigro”: per molte missioni è pressoché impossibile trovare un numero di giocatori sufficiente, e diventa dunque obbligatorio affidarsi, a mo’ di tappabuchi, ai compagni controllati dalla CPU, dotati di un’intelligenza artificiale non proprio irresistibile.

Dal punto di vista visivo, infine, non possiamo non mettere in evidenza un fatto abbastanza palese: Marvel’s Avengers è un videogioco sviluppato avendo già in testa la prossima generazione di console. Su PlayStation 4 (anche sulla Pro della nostra prova) e Xbox One, il gioco stenta non poco nel mantenere le performance accettabili, arrivando a toccare picchi negativi al limite dell’ingiocabilità, che vi troviate in modalità Prestazioni (equiparabile a come si presenta il gioco su console standard) o nella meno parsimoniosa 4K, che spinge sulla risoluzione cercando al contempo di mantenere più stabile (seppur mediamente più basso) il frame rate. Il titolo, poi, è uno di quelli che mettono più a dura prova le ventole delle macchine Sony, che – anche nel caso di una Pro modello “gamma” – si fanno sentire in maniera decisamente fastidiosa, specie in questo periodo di fine estate.

Se non altro, nelle situazioni più tranquille il gioco riesce a mantenere una buona stabilità, e va anche detto che rispetto alla beta estiva (in cui si assisteva a momenti davvero tragici) sono stati fatti diversi miglioramenti, non solo nella stabilità ma anche in altri elementi tecnici, a volte fondamentali per garantire un’esperienza più fluida, come il rilevamento delle collisioni, ora un po’ più preciso, e la rimozione di qualche artefatto di troppo.

“Marvel’s Avengers è un videogioco sviluppato avendo già in testa la prossima generazione di console.”

Il giudizio complessivo sul comparto tecnico rimane comunque davvero impietoso, e ci spinge – se ancora avete qualche rimostranza da questo punto di vista – a consigliarvi di aspettare direttamente la versione per console next gen, che, anche a detta degli stessi sviluppatori, dovrebbe restituire risultati decisamente migliori. Abbiamo poi apprezzato le musiche, attinenti al contesto cinematografico, e la presenza della localizzazione italiana, di buon livello sia nella traduzione che nel parlato (nel caso di alcuni personaggi, come Tony Stark, si è cercato di dare alle voci un tono simile ai film), ma anche in questo caso c’è da fare qualche appunto: nel corso della battaglia finale, in un paio di scene il doppiaggio nostrano viene sostituito con quello originale in lingua inglese, a tutto svantaggio dell’immersione.

Marvel's Avengers

In attesa di analizzare approfonditamente l’endgame, per il quale realizzeremo un articolo che sarà complementare alla recensione, possiamo per il momento valutare (con tanto di voto) Marvel’s Avengers per il prodotto che è nelle prime settimane di vita, notoriamente le più calde. Nel complesso, mettendo a fuoco il comparto single player e l’esperienza cooperativa nel suo insieme, il videogioco prodotto da Square Enix si è rivelato piuttosto solido, inaspettatamente adatto a un numero di palati piuttosto variegato e anche a chi cerca un’esperienza per singolo giocatore curata per gli standard di un GaaS (non è facile trovarne in quest’ambito). Per ora è impossibile dare delle valutazioni più approfondite sul supporto post-lancio a lungo termine, che dovrebbe garantire al gioco una vita lunga e una longevità indefinita: resta, in ogni caso, qualche rimostranza sulla versione current gen, che, a livello tecnico, è stata costruita in un modo che non rispecchia le grandi ambizioni della produzione e che ci rende difficile consigliarvelo a scatola chiusa se non siete grandi fan dell’universo Marvel e se non avete in programma di procedere all’upgrade (che, comunque, è gratuito).

Il fatto che Crystal Dynamics stia seguendo molto da vicino il progetto, con aggiornamenti continui già nei primi giorni sul proprio blog ufficiale, ci fa però ben sperare sulla buona riuscita dei piani futuri, che dovrebbero rendere l’avventura un prodotto fatto e finito, con tutti i crismi e le stratificazioni che un appassionato del genere si aspetterebbe. Avere a disposizione un tale universo declinato in una simile salsa, del resto, è un’occasione più unica che rara: dal canto nostro, ci auguriamo che gli sviluppatori riescano a non lasciarsela sfuggire e a sfruttarla come si deve.

Marvel's Avengers Recensione
7.8 / 10 VOTO
PRO
    - Mantiene intatta l'atmosfera dell'universo di riferimento
    - Sistema di combattimento e di evoluzione degli eroi più interessante del previsto
    - Campagna più che degna
CONTRO
    - Endgame (ah-ah) ancora un po' piatto, in attesa di altre Zone di Guerra
    - Tecnicamente troppo castrato su PS4 e Xbox One
VOTO

El Camino

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