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Manga: il mistico viaggio del fumetto giapponese verso l’Italia

Ad inizio mese abbiamo ricevuto una notizia molto interessante: il “libro” più venduto ad agosto 2021 in Italia è stato un manga. Questo ci ha fatto pensare all’incredibile popolarità che il fumetto giapponese ha raggiunto nel corso degli anni. Fino a poco fa venivano considerati come letture di nicchia, ma adesso è sempre più comune trovare giovani appassionati. Prima di approfondire meglio l’argomento risponderemo subito alla vostra domanda: qual è il bestseller del mese?

Si tratta del numero 98 di One Piece (qua trovate il link per acquistarlo). Ovviamente non è un semplice manga, ma un’edizione variant che unita alla prossima uscita, il numero 99, appunto, formerà un poster esclusivo. Inoltre è compreso un codice per un abbonamento gratuito a Crunchyroll della durata di un mese. Per chi ancora non conoscesse il sito, è una piattaforma di streaming interamente dedicata agli anime. Dategli un’occhiata e capirete meglio come funziona. Questa campagna di marketing è nata in attesa del numero 100.

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Nascita e trasformazione del manga

Non c’è un anno di nascita preciso per i manga: già nel 1185, all’origine del periodo Kamakura, c’erano delle caricature impaginate col tipico formato usato ancora oggi. Quello che davvero ci interessa è seguire i momenti salienti dell’evoluzione del fumetto nipponico. Saltiamo direttamente agli anni cinquanta, quando l’animazione giapponese iniziò a farsi strada nel mondo. Una nuova casa d’animazione, la Toei, produce il primo anime trasmesso all’estero: La leggenda del serpente bianco.

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Il pubblico ama il film e c’è grande richiesta di altri lavori del genere, tuttavia c’è un problema: a causa della guerra non ci sono abbastanza fondi per realizzare nuovi anime originali. Così, alla Toei, qualcuno ha un’idea geniale e decide di adattare i manga per il piccolo schermo. In questo modo le pagine illustrate dai vari mangaka vengono usate come storyboard e la trama è già scritta. Tra l’altro attraverso le statistiche di vendite dei fumetti era anche possibile sapere se sarebbe piaciuto agli spettatori.

La grande invasione degli anime

La trovata della piccola casa di animazione ebbe successo e presto altri agirono allo stesso modo. In breve tempo vennero prodotti numerosi anime, che però vennero relegati alla loro terra natia. In seguito, tra gli anni settanta e ottanta, arrivarono Mazinga Z, I Cavalieri dello Zodiaco, Dragon Ball, Ranma ½ e, ovviamente, Capitan Harlock. In Europa questi cartoni attirarono l’attenzione e presto vennero esportati in Francia, Germania e Italia.

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Come mai stiamo ancora parlando di anime? Perché come vi abbiamo detto prima, tutti i cartoni prodotti in quel periodo sono nati da manga. Quando Rai e Mediaset iniziarono a trasmettere queste trasmissioni su suolo nostrano ebbero un successo incredibile. Così, le case editrici italiane decisero di voler pubblicare “i fumetti dei cartoni animati giapponesi”. Ben presto Mondadori, Rizzoli, Salani e tante altre distribuirono in tutto il territorio valanghe di volumi.

Dalla nicchia al successo

Fino agli anni novanta, però, i manga erano letti solo da una piccola nicchia di persone. Non c’era motivo di leggere storie che potevano essere viste ogni giorno in televisione. Tra i tanti, furono due titoli a smuovere il mercato e aumentare incredibilmente il numero di lettori: Akira di Katsuhiro Ōtomo e Ken il guerriero scritto da Buronson e illustrato da Tetsuo Hara. Quest’ultimo, uscito qualche anno prima, raggiunse il successo più tardi. Di colpo l’industria iniziò a crescere e gli editori dovettero pubblicare più numeri.

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Da quel momento in poi il manga diventa il tipo di fumetto più venduto in Italia subito dopo i classici della Bonelli, come Dylan Dog e Tex della Disney con Topolino. Se non fosse stato per lo sbarco degli anime, i lavori dei grandi mangaka non sarebbero mai arrivati a noi. Eppure, col tempo, l’animazione giapponese passò di moda, così l’unico modo di continuare a seguire le avventure che si vedevano in TV era leggerle. La spinta dei due titoli sopracitati, uniti a questo fattore, aiutarono tantissimo la diffusione di questi volumi.

La conclusione del nostro viaggio

Ormai il manga è uno dei fumetti più amati e diffusi sul suolo italiano. Non a caso, come dicevamo nella premessa, il libro più venduto di agosto è l’ultimo numero di One Piece. Bisogna anche ricordare che non sono state conteggiate le vendite in fumetteria, che aumenterebbero di molto il distacco rispetto agli altri “concorrenti”. È incredibile pensare quanto la cultura e l’arte giapponese abbiano affascinato e influenzato il pubblico nostrano in una manciata di anni.

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Per concludere il nostro viaggio, vi invitiamo e leggere alcuni editoriali su dei mangaka che amiamo: Junji Ito (maestro dell’orrore), Hirohiko Araki (padre de Le bizzarre avventure di JoJo), Naoki Urasawa (sottovalutato in Italia fino a poco fa), Kentaro Miura (colui che ha concepito Berserk) e Akira Toriyama (la mente dietro Dragon Ball). Inutile dire che tra le letture più apprezzate oggi c’è la sacra trinità composta da Dragon Ball, One Piece e Naruto che avvicinano anno dopo anno nuove generazioni di lettori. Siamo sicuri, però, di aver dimenticato qualche titolo. È per questo che vi chiediamo di commentare dicendoci qual è il vostro manga preferito!

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