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Luca Recensione: il film Pixar ambientato in Liguria

Luca, il nuovo attesissimo lungometraggio della Pixar, sarà disponibile su Disney+ dal 18 giugno. Ringraziamo Disney per averci dato la possibilità di vedere in anteprima la pellicola di Enrico Casarosa (regista del corto candidato all’Oscar La Luna). L’opera è ambientata a Portorosso, un immaginario paesino ligure dove i mostri marini non sono visti di buon occhio. Luca e il suo amico Alberto -come si vede nel trailer– sono mostri marini finché rimangono a contatto con l’acqua; dovranno quindi camuffarsi nella cittadina per evitare di essere cacciati.

Prima di gettarci nella recensione in anteprima, di seguito trovate la sinossi ufficiale e il trailer di Luca.

Luca vive delle esperienze indimenticabili insieme al suo nuovo migliore amico Alberto. Ma entrambi nascondono un segreto: sono delle creature marine provenienti da un mondo sotto la superficie dell’acqua.

Luca: tra aspettative e fardelli

L’ambientazione marina dalla Pixar era già stata trattata nel capolavoro Alla Ricerca di Nemo (2003) e nel suo sequel Alla Ricerca di Dory (2016), Casarosa ha deciso dunque di scegliere Portorosso e ambientare in Italia la vicenda così da non risultare troppo banale. Scelta che si rivela vincente perché, durante tutto l’arco del film, impariamo a conoscere questo piccolissimo paesino: i suoi odori, le sue strade e soprattutto i suoi punti di riferimento (la torre antica, la piazza principale ecc.).

Come Luca e Alberto “impariamo” a vivere in questo nuovo mondo fatto di pesca, acqua e trenette al pesto. Durante la visione si percepisce tutto l’amore per l’Italia e in particolare per la Liguria. Infine, non riveliamo nulla, ma ci sono citazioni al cinema italiano decisamente gradite.

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Non era facile realizzare un film che non scadesse nella solita Italia “da cartolina”, eppure Casarosa ci è riuscito. Portorosso non viene romanticizzato: i paesani odiano visceralmente i mostri marini e, per soldi, sarebbero pronti a dare la caccia a questi poveri animali. Vi è piuttosto un amore per gli “sfigati”: nel non potersi permettere una Vespa, loro sono gli unici a scoprire l’amicizia, quella vera, quella che non si compra.

L’opera aveva aspettative e responsabilità piuttosto alte, ciononostante sono state complessivamente mantenute, seppur le lacune non manchino.

“Si percepisce una sorta di ripetizione, talvolta mal inserita, della poetica Pixar”

In ogni lungometraggio della Pixar – persino nelle pellicole più mediocri come Cars 2 – ci sono sempre gli elementi che contraddistinguono la poetica pixariana: sfruttamento della natura da parte dell’uomo, emozioni sfaccettate, amicizie difficili ma pur sempre vitali. Fatte le dovute eccezioni quindi, lo studio d’animazione californiano ha quasi sempre proposto personaggi giovani che devono (inevitabilmente) crescere. Si ritrovano spaesati o per la mancata fiducia dei genitori in loro, o per una paura intrinseca dovuta alla natura, all’essenza delle cose. Nel caso di Luca, si percepisce una sorta di ripetizione, talvolta mal inserita, della poetica Pixar.

Per capire meglio il concetto bisogna tenere a mente La Luna e in generale i corti dello studio. In quei casi, la sperimentazione è più libera, mentre nei lungometraggi la linea editoriale Pixar è più marcata. In Luca certe sequenze accadono perché devono farlo e in alcune situazioni sembra che i creativi abbiano voluto inserire ogni elemento della poetica dello studio. Ciò non è necessariamente un difetto, anzi. A volte è inserita egregiamente con tocchi registici e di messinscena significativi, in altre sembra una forzatura di troppo.

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Si evince soprattutto nel finale (che ovviamente non riveliamo), dove sembra tutto molto frettoloso, ma comunque commovente, infatti non mancano le emozioni che contraddistinguono lo studio. E sotto questo punto di vista il lavoro è più che ottimo. Ancora una volta Pixar realizza un film, dove gli sguardi (e gli occhi) comunicano più di mille parole. In ogni loro lungometraggio, lo sguardo arriva sempre dove le parole e le didascalie non possono arrivare – pensiamo al capolavoro Toy Story, in cui Buzz scopre di essere un giocattolo guardando una pubblicità glaciale in una stanza buia.

Luca imparerà a guardare Portorosso, a guardare le stelle, a guardare al di là del mare e delle squame. L’amicizia con Alberto, il pregio più grande del film, infatti nasce e matura fuori dall’acqua anche grazie alla deliziosa spalla “sfigata” Giulia.

Pinocchio e le musiche dell’opera Pixar

Luca prende chiaramente ispirazione da Pinocchio, nonostante esso si distanzia per quanto riguarda trama e concetti. Alberto ha la spensieratezza e la voglia di divertirsi di Lucignolo, ma non è una copia carbone del noto somaro. Allo stesso modo, Luca ricorda Pinocchio nella curiosità e nella voglia di vivere come l’amica Giulia. Infine, si nota anche dalla musica: già nel trailer abbiamo potuto assaporare di nuovo Il Gatto e La Volpe di Bennato.

In certi aspetti però, differisce e prende le dovute distanze dal capolavoro di Collodi. La coscienza, ovverosia il fine ultimo per diventare un bambino vero, in questo film viene cercata, ma anche scacciata. A volte, c’è bisogno di coraggio per crescere, ma soprattutto per vivere. Luca imparerà a poco a poco che, anche se disubbidendo, si può fare la cosa giusta senza dare ascolto ai propri genitori.

La vita merita di essere vissuta e questo è un insegnamento che il film riesce a veicolare a grandi e piccini senza scadere in eccessivi pietismi o in messaggi troppo libertini.

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“Le animazioni regalano sprazzi di luce bellissimi”

Come sempre, Pixar non sbaglia sul piano tecnico. Specie nell’ambientazione: le animazioni regalano sprazzi di luce bellissimi che catturano l’occhio dello spettatore in fugaci paesaggi visionari. L’acqua è viva e le nuvole e le stelle sono intrise di una malinconica dolcezza. Il character design ha il suo fascino – ma Pixar ha fatto di meglio diciamolo: Massimo Marcovaldo (il padre di Giulia) è una gradita citazione al papà de La Luna e i tre giovani sono realizzati in funzione del loro temperamento.

Seppur forse alcune scene pecchino di mancato dinamismo, non si può dire che il film non sia animato molto bene. Bisogna però ammettere che, sul piano strettamente tecnico, questa volta, Disney Animation Studios abbia fatto di meglio con l’ultimo Classico Disney Raya e L’Ultimo Drago.

Conclusioni

Luca è un Pixar tutto da vedere. Certo, non si trova né nel meglio dello studio, né nel peggio: ciò che però lo rende imperdibile è la sua intrinseca bellezza nella rappresentazione di una Liguria e di un’Italia con pregi e difetti. Contenutisticamente impegnata, la pellicola è fortemente attuale. La linea editoriale Pixar (e Disney) continua a promuovere messaggi positivi e lo fa con grande classe.

Luca Recensione
7,3 / 10 VOTO
PRO
    - Il comparto tecnico è buono
    - L'ambientazione è splendida
    - L'amicizia tra Luca e Alberto scalda il cuore
CONTRO
    - Alcune tematiche Pixar sono inserite un po' forzatamente
    - Talvolta manca il dinamismo
VOTO
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