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Lo Stanzino del GDR

Lo Stanzino del GDR – Come creare un personaggio originale e divertente

Bentornati a una nuova sessione qui, ne Lo Stanzino del GDR. La scorsa settimana abbiamo dato un’occhiata ai 5 peggiori tipi di giocatori che potreste incontrare durante le vostre avventure, e abbiamo sottolineato come alcuni di essi derivino da pessime scelte nella creazione del proprio personaggio. E sebbene alcuni si creino volontariamente un alter-ego negativo e dannoso, è altrettanto vero che non tutti sono sempre in grado di dare forma a un eroe o un’eroina originale, divertente, interessante e perfetto da ruolare. Soprattutto per i principianti, che già devono preoccuparsi di imparare le regole del gioco e non conoscono bene fin dove ci si può spingere. Eccovi dunque una guida passo passo alla creazione del miglior personaggio, che soddisfi i vostri gusti e vi permetta di divertirvi al massimo delle vostre possibilità. Preparate dunque una scheda vuota e date sfogo alla vostra immaginazione.

0. Premessa

In qualunque GDR cartaceo, la creazione di un personaggio è un processo che non si può ben definire. I più appassionati possono passare intere giornate a costruire nel dettaglio il più completo e coerente avatar mai esistito, mentre altri preferiscono mettere giù poche righe e poi dargli forma nel corso dell’avventura. Nessuno di questi metodi è sbagliato, e potete anche evitare certi passaggi se li ritenete non necessari o troppo noiosi. D’altronde, siamo qua per divertirci.

Vi lascio dunque un elenco dei vari passaggi di questa guida. Avete piena libertà di seguire solo quelli che vi interessano davvero e saltare quelli su cui vi sentite già pronti oppure a cui date poco peso. Siete anche invitati a usare la vostra scaletta personale o strumenti differenti, se così preferite. Ecco qui:

  • Setting, limitazioni e spunti iniziali
  • L’idea: la base da cui cominciare
  • La costruzione: classi, abilità, armi e altro ancora
  • La caratterizzazione: trucchi per rendere vivo il personaggio
  • Il background: passato, presente e futuro del personaggio
  • Il roleplay: il risultato di tutto
  • Errori comuni da evitare

1. Setting, limitazioni e spunti iniziali

Quando si inizia una nuova campagna, è normale che l’eccitazione e l’adrenalina ci portino a voler correre e creare subito il nostro alter-ego cartaceo. Dopotutto, qualunque giocatore con un minimo di esperienza porta con sé elenchi infiniti di idee e concept da mettere in pratica nella prossima avventura. Prima di metter già mano alla scheda, però, è necessario controllare bene il setting in cui si svolgeranno gli eventi e quali limitazioni o spunti possono derivarne. È sicuramente un’idea carina voler interpretare un Ranger specializzato nell’uccidere draghi, ma cosa succede se poi scoprite che nel vostro mondo i draghi sono estinti? Bisogna ricominciare da capo.

Innanzitutto, mettetevi in contatto con il vostro master e chiedete informazioni sull’ambientazione. Siano queste poche righe di testo o interi manuali, almeno sapete dove partire. Date un’occhiata al materiale che vi viene fornito, documentatevi e iniziate a cercare spunti e limiti. Magari non adorate giocare un soldato cybernetico, ma nel setting che vi viene fornito gli innesti funzionano in maniera diversa e potrebbero attirarvi di più. Oppure potreste scoprire che il creatore del mondo ha ideato una nuova specie che volete assolutamente provare. Intanto, già potete scartare (ed evitare di sprecare) i tipi di personaggi che non si legano bene alle caratteristiche della campagna.

Nel caso il master si rifiuti di fornirvi dettagli oppure non abbia neanche lui voglia di informarsi sul setting (o costruirlo), non agitatevi. Non a tutti piace passare ore a prendere appunti e leggere tomi di decine di pagine. A quel punto, potrebbe essere più funzionale passare al prossimo step e poi chiedergli un’opinione sul proprio personaggio. Anzi, questo fatelo sempre, per sicurezza. Per quanto voi abbiate la libertà di creare il vostro alter-ego preferito, alcune idee potrebbero essere scomode o poco funzionali ai piani del master e parlarne aiuta a evitare qualunque problema. Una buona trovata è anche quella di coordinarsi con il resto del gruppo, in modo da formare un mix eterogeneo che possa affrontare ogni sfida – o perché no, uno squadrone di soli barbari ignoranti che conoscono solo il significato di violenza. Se questo fa divertire voi e tutti gli altri, ben venga.

2. L’idea: la base da cui cominciare

Alla base di ogni personaggio c’è un’idea. Questo è un concetto fondamentale per ogni avatar che si rispetti, un passaggio indiscutibilmente importante che se ignorato potrebbe portare a lunghe ore di noia esistenziale. Se aspirate a dare vita al miglior alter-ego di sempre, dovete partire per forza da un’idea. Ovvio, alcuni preferiscono saltare questo passaggio e iniziare a compilare direttamente statistiche ed equipaggiamento, esordendo con “al resto ci si pensa poi”. E sebbene un atteggiamento del genere può talvolta funzionare (e anche bene), è logico che possiede le stesse probabilità di fallire miseramente. Partiamo quindi con l’avere un obiettivo chiaro: un concept, una direzione, una linea guida.

Una guaritrice che sconta i crimini del passato curando le ferite dei compagni. Un giovane appassionato di elettronica che vuole creare il robot più intelligente mai visto. Un alieno in visita sulla Terra per scoprire le abitudini degli umani. Un mostriciattolo generalmente sottovalutato che vuole dimostrare al mondo la propria forza. Tutte queste sono idee che possono poi tradursi in personaggi interessantissimi e divertenti, ma ce ne sono di infinite e tocca a voi trovare quella giusta. Se per alcuni (come il sottoscritto) è però facilissimo inventare decine e decine di individui strani e bizzarri, per altri non è una cosa così immediata. Ecco dunque alcuni consigli che possono aiutarvi a costruire le fondamenta del vostro piano:

  • Leggere il manuale: al posto che basarvi su tutorial online o sul farvi spiegare le regole dagli amici, dare un’occhiata ai manuali può darvi ben più aiuti che solo imparare a giocare. Apprendere le meccaniche e scoprire la struttura del GDR può portare alla nascita di idee molto intriganti, che altrimenti non avreste nemmeno considerato. Leggete, che fa bene alla mente.
  • Hobby e passioni: se nella vita di tutti i giorni praticate attività particolari o avete studiato alcuni argomenti, è probabile che siate ferrati in determinati ambiti. Portare questo bagaglio di conoscenze a sessione può darvi un grosso vantaggio, sia nell’interpretazione del vostro avatar che con questioni di popolarità. Se dunque sapete suonare uno strumento, potreste creare un Bardo e allietare l’atmosfera con qualche melodia di vostra creazione. Oppure, la vostra approfondita cultura nel settore dell’abbigliamento può tornarvi molto utile se vi calate nei panni di uno Stilista. Tutti questi sono ottimi spunti, e vi consiglio di provarli.
  • Ascoltare storie: Internet è pieno di siti e gruppi in cui altri appassionati condividono le loro avventure e i momenti salienti delle loro campagne. Bazzicando qua e là, sicuramente prima o poi vi scontrerete con un’idea o una trovata a cui non avevate pensato. E tranquilli, non si tratta di copiare dagli altri. Ciascuno interpreta i personaggi in maniera diversa, e la stessa scheda nelle mani di due individui diversi porta a esiti differenti.
  • Andare a pancia: se l’inizio dell’avventura si avvicina e ancora non avete ideato niente, potreste provare a interpretare il classico “iniziato”, una persona che ancora non ha capito quale strada percorrere ed è alla ricerca di uno stimolo. Con il permesso del master, potete lasciare parte della costruzione in bianco e giocare le prime sessioni, osservando la situazione e cercando qualcosa che attiri la vostra attenzione. Magari lungo il viaggio incontrerete un soldato che lotta con una frusta esotica e vorrete provarla, oppure scoprirete i segreti dell’alchimia e vi verrà voglia di sperimentare in quel campo. A quel punto, va da sé che pian piano darete forma e identità al vostro alter-ego, senza scervellarvi per forza in anticipo. Attenti solo a non aspettare troppo, o potreste finire il viaggio e non aver compiuto nulla di interessante.

El Camino

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