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Leo Ortolani

Leo Ortolani: l’uomo dietro al ratto col muso da scimmia

In passato abbiamo parlato di due importanti autori del fumetto giapponese. I mangaka in questione sono Junji Ito e Naoki Urasawa. Grandi artisti che hanno segnato profondamente il mondo delle tavole nipponiche e che, successivamente, hanno riscosso successo anche qui in occidente. Adesso, però, è arrivato il momento di parlare di un fumettista nostrano che tutti noi conosciamo. Uno dei maestri italiani che ha spiazzato tutto col suo umorismo, alternando gag slapstick, satira e parodia. Sì, stiamo parlando di Leo Ortolani, padre del fenomenale Rat-Man, paladino della giustizia -per modo di dire- impresso a fuoco nella mente di ogni lettore. Non importa da quanto abbiate iniziato a leggerlo o quanti volumi di quale delle tante collane abbiate divorato, anche una sola vignetta basta per innamorarsi di questo personaggio e del suo mondo. Ma, oltre al famoso ratto, sono tante altre le opere realizzate da Leo nel corso degli anni. Quindi partiamo subito con le origini dell’uomo dietro al topo.

È importante ricordare che Leo Ortolani non si è limitato a creare Rat-Man e compari (Brakko, Cinzia, Arcibaldo, Piccettino, Clara ecc.), ma anche altri prodotti di qualità. Alcuni di questi hanno avuto subito successo, mentre altri sono conosciuti solo dagli appassionati più accaniti. Oggi parleremo di tutto ciò che ha realizzato il Maestro durante la sua carriera, partendo, però, da quelli che sono stati i suoi inizi nel mondo del fumetto. Noterete presto che, nonostante abbia iniziato con storie umoristiche semplici, ben presto è emerso il suo stile unico. Oltre all’aspetto grafico (gli inconfondibili musi di scimmia), anche le tematiche affrontate e il modo in cui il tutto avviene fanno delle sue tavole dei capolavori.

Leo Ortolani

Leo Ortolani: il geologo di Parma

Leo Ortolani è nato a Pisa nel 1967. L’anno successivo si trasferisce a Parma, dove vive tuttora e a cui è fortemente legato. Successivamente si è laureato in geologia, cosa che influenza molto il suo umorismo e che ricorda in più fumetti. Da piccolo ha un amore profondo per i dinosauri, che inizia a disegnare sempre più spesso. Il padre, poi, gli regala il suo primo numero di Topolino ed è amore a prima vista. Divora fumetti su fumetti e, da appassionato di serie quale è, prende a ridisegnare la propria versione degli episodi che vede in tv di Spazio 1999. Finalmente incontra il mondo Marvel. Legge i Fantastici Quattro scritti da Stan Lee e disegnati da Jack “The King” Kirby, che diventano immediatamente il suo duo preferito. Lo stile del disegnatore americano piace molto al giovane Leo, che cerca di replicarlo, ma c’è un problema: non sa disegnare volti umani. Così riflette su quali siano gli esseri più simili e, in breve tempo, capisce che il muso di scimmia diverrà il suo marchio di fabbrica. Anche l’esperienza come militare gli tornerà utile per le sue storie.

Dopo questo inizio un po’ caotico decide di voler fare il fumettista. Manda una serie di sceneggiature alla Bonelli per Dylan Dog con alcune bozze, ma riceve solo rifiuti. Questo non lo frena, al contrario, come lui stesso ha ammesso sul suo blog, sono state proprio queste bocciature a fargli venire l’idea di autopubblicarsi. Tempo dopo decide di partecipare ad un concorso per fumettisti esordienti, inviando una storia seria intitolata Ognuno ha i suoi problemi accompagnata da una parodia del Batman di Tim Burton, uscito poco tempo prima. Qua appare per la prima volta Rat-Man! Inutile dire che vinse la gara. Il topo resta fermo per qualche anno, intanto Leo Ortolani inizia a lavorare ad altri piccoli progetti. Tra questi ci sono L’ultima burba, striscia sulla vita in caserma, e Quelli di Parma, altra striscia sugli abitanti di Parma, appunto. Ogni tanto qualche tavola di Rat-Man compare su Made in USA, una fanzine con cui l’autore collabora. Anni dopo c’è il boom dell’autopubblicazione e il giovane fumettista decide di usare il suo personaggio più famoso. Dopo il quarto numero autoprodotto, la nicchia di lettori è già abbastanza grande, così viene contattato da Marvel Italia (oggi Panini Comics). Il primo albo venduto dall’editore piace abbastanza, ma il secondo quasi raddoppia il numero delle vendite: un evento unico nel mondo del fumetto. Così, dopo una serie di tentativi iniziali andati male, Leo Ortolani ha raggiunto la fama di cui gode anche oggi. Tuttavia è sempre rimasto umile, così come ripete più volte.

“Ti assicuro che il successo non mi ha dato alla testa…

Rimango sempre quel semplice ragazzo di Betlemme che tutti conoscono.”

Leo Ortolani

Così arrivò il ratto

Deboroh La Roccia è un bambino segnato da un terribile trauma. Ha perso i genitori in un supermercato durante i saldi di fine stagione. Cresciuto in orfanotrofio, decide di voler diventare un supereroe. Il postino Paul Otherside gli consegna un numero di Topolino che gli ispira l’idea per il suo costume. Il bambino, per riconoscenza lo bacia, e da quel momento anche lui ha una rivelazione: sarà Cinzia Otherside, eterna fiamma del ratto. Così entra a far parte della Seconda Squadra Segreta, un team di eroi di cui lui è l’unico membro senza poteri. In quel momento nasce Rat-Boy, e successivamente cambierà nome in Marvelmouse, un lottatore mascherato. Dopo questo inizio abbastanza caotico, nasce finalmente Rat-Man, l’eroe che tutti conosciamo.

In seguito inizia a collaborare con la polizia, in particolare con il capitano Krik, Doc e Brakko (col suo cane Svarzeneggher), che diventa il suo migliore amico. Il successo del fumetto ha portato ad una serie animata prodotta da Stranemani e Rai tra il 2005 e il 2006. Gli episodi vennero trasmessi quasi interamente su Rai Gulp ma, a seguito della cancellazione del programma, le ultime puntate sono state distribuite direttamente in DVD. Le differenze col fumetto sono tante, venendo trasmesso in fascia protetta ed essendo indirizzato ad un pubblico composto principalmente da bambini, Leo Ortolani non ha avuto la stessa libertà d’espressione, dovendo limitarsi alle gag più classiche e tagliando di netto alcuni personaggi che, se compaiono, hanno un nome diverso e ruoli molto più piccoli. Per avere maggiori informazioni, vi invitiamo a visionare la puntata di Fumettology dedicata al fumetto disponibile a questo link.

Leo Ortolani

Altre opere e il blog

Oltre a Rat-Man, Leo Ortolani ha realizzato molte altre opere. Il suo attore è sempre lo stesso, l’omino col muso di scimmia, ma questa volta non ha le orecchie da topo. Tra le più importanti ci sono sicuramente Venerdì 12 (parodia di Venerdì 13), Star Rats (Star Wars), Il Signore dei Ratti (Il Signore degli Anelli) e Allen (Alien). Non si è limitato alle proprie versioni dei blockbuster e alle strisce che abbiamo citato prima. Cinzia è senza ombra di dubbio uno dei capolavori dell’autore, ma ne parleremo approfonditamente in un altro articolo. Dopo questo arrivano Dinosauri che ce l’hanno fatta (nato dalla passione che aveva da bambino), Andrà tutto bene (nato su instagram durante la pandemia e poi distribuito come volume unico) e Bedelia (spin-off di Venerdì 12).

Insomma, è evidente la passione di Leo Ortolani per il cinema. Proprio da questa nasce CineMAH, la rubrica più popolare del suo blog. Qua postava, fino a pochi anni fa, mini recensioni dei film che vedeva al cinema in compagnia di altri amici fumettisti. Le varie vignette sono poi state raccolte in un unico volume chiamato Il buio in sala. Dopo il primo capitolo ha pubblicato altre piccole vignette sulle ultime uscite e, almeno per ora, non pubblica più online. Nel 2019 ha rilasciato il secondo capitolo: Il Buio Colpisce Ancora. Ai tempi aveva suggerito anche Il Buio Contro Tutti e Il Ritorno del Buio come possibili titoli. Quindi, anche dopo l’abbandono di Rat-Man, il Maestro continua a stupirci con la sua comicità, l’autoironia e lo stile Kirbyano che non ha mai lasciato. E voi? Qual è il vostro lavoro preferito di Ortolani? Fatecelo sapere nei commenti e continuate a seguire MonkeyBit per restare sempre aggiornati!

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