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Leo Ortolani

Leo Ortolani: due chiacchiere con il Maestro del fumetto italiano

Sì, siete tutti qua per le domande e le relative risposte, ma è doveroso raccontare un po’ di storia. Tutto è partito l’8 aprile 2021, in realtà un paio di giorni prima. In redazione si stava discutendo su quale Maestro scrivere il prossimo pezzo per la nostra rubrica dedicata ai Comics. Inutile dire, come avrete letto, che abbiamo scelto Leo Ortolani, colonna portante del panorama fumettistico italiano. Con grande sorpresa, l’articolo ci ha permesso di parlare in maniera diretta col padre di Rat Man. Dopo l’editoriale su Cinzia (lo trovate qua), siamo pronti a mostrarvi quest’intervista in esclusiva per MonkeyBit.

Prima di cominciare ci tenevamo a ringraziare nuovamente Leo Ortolani per la sua infinita gentilezza e disponibilità. Qua trovate il profilo Instagram del Maestro, dove carica materiale molto interessate (sì, ci trovate anche le vignette). Di recente è uscito il secondo numero di Matana, l’esilarante parodia western che sarà composta da sei uscite. Potete acquistarla su Amazon seguendo questo link. Ora non perdiamo altro tempo e partiamo subito con l’intervista!

Le domande fatte da MonkeyBit a Leo Ortolani

Nel film Una pura formalità viene detto che non bisognerebbe mai incontrare i propri idoli perché si scoprirebbe che hanno scritto le loro opere migliori “sul cesso in preda ad un attacco di diarrea”. Hai mai scritto o disegnato mentre eri sulla tazza?

Sono d’accordo, a volte conoscere i propri miti potrebbe essere deludente, ma non tanto perché scrivano seduti sulla tazza, piuttosto perché magari hanno una personalità che non era quella che tu, lettore, immaginavi avessero. E che presupponevi di sapere, avendone letto le opere. Per il resto, non ho mai scritto storie seduto sul water, ma le idee arrivano in ogni momento e ovunque tu sia, quello sì. E devi segnartele. Fosse pure sulla carta igienica.


Cinzia, ormai, è uno dei tuoi personaggi più iconici. Quando hai capito che era molto di più di una semplice gag?
Che Cinzia fosse più di una semplice gag l’ho capito subito, appena uscita la prima storia di RAT-MAN. Ci fu chi mi chiese subito di rivederla. E nella seconda storia (TOPIN), compare ancora Cinzia, in veste di giornalista. Uno scatto in avanti immediato, lasciandoci subito alle spalle la battuta un po’ banale dell’esordio.


Sappiamo del tuo immenso amore per Dylan Dog. C’è una storia in particolare che avresti voluto scrivere?
In realtà vorrei scriverne una particolarissima, che ho nel cassetto da più di dieci anni. Scriverla e disegnarla. Chissà, magari un giorno…


Qual è il personaggio che preferisci tra quelli che hai inventato?
Amo tutti i miei personaggi, mi piace passare del tempo con loro, ora con uno, ora con l’altro. Ovviamente sono più affezionato a Rat-Man o per meglio dire alla scimmietta che ho vestito da supereroe. Con questo personaggio sono a contatto dal 1976… Un bel po’ di tempo. Una amicizia duratura.

Leo Ortolani

Senti nostalgia a distanza di quasi quattro anni della serie regolare di RAT-MAN?
No, direi di no. Ho molti altri progetti, mi piace cambiare argomento, salto dai dinosauri allo spazio, alle tematiche LGBT, alla critica cinematografica… Sono rimasto più o meno fermo per 20 anni, con RAT-MAN, adesso preferisco muovermi e andare in giro.


Ci sono dei fumettisti esordienti del panorama italiano che ti hanno particolarmente colpito?
Non è più un esordiente ma una certezza, Giacomo Keison Bevilacqua. Aspetto novità da Zuzu e da Labadessa.


Cosa ne pensi dei cartoni animati di Zerocalcare?
Molto divertenti. Mi piace il suo sperimentare con l’animazione.


Poco più di una settimana fa è uscito MATANA 2, cosa ne pensi? Lo ritieni più bello del primo? Da dove è nata l’idea per realizzare quest’albo?
Se MATANA 2 sia più bello del primo non dovrei essere io a dirlo… 😀 L’idea di un fumetto western spaghetti mi è nata cercandola, come sempre. Avevo proposto a Panini una nuova miniserie, dopo STAR RATS dello scorso anno, volevo fare qualcosa in cui non mi ero mai cimentato prima. Così ho scelto il genere western spaghetti, che di film del genere ne ho visti e mi divertiva giocare con i loro stereotipi.

Leo Ortolani

Sei riconosciuto da tutti come il migliore tra gli eredi di Jack Kirby. Senti il peso di questa eredità? Accetti volentieri questa carica?
Non sono affatto un erede del Re, perché ho seguito una strada completamente diversa. Inizialmente, con il genere supereroistico, ho provato a ricalcare le soluzioni grafiche che mi affascinano sempre, quando riguardo i suoi disegni, ma con il tempo ho sviluppato uno stile personale che ha inglobato anche quelle soluzioni. Sicuramente sarò sempre un suddito di Kirby.


Deboroh, così come tutti i tuoi protagonisti, è la tua scimmia attrice. Credi che potrebbe far parte del team MonkeyBit?
Deboroh potrebbe fare tutto, proprio perché non sa fare niente, ma non ve lo consiglio in squadra!


Qual è la parodia che più hai voluto realizzare?
Ogni volta che lavoro a una parodia è quella che vorrei realizzare più di tutte! Così, in ordine cronologico, direi MATANA. In realtà, ogni parodia ha presentato delle sfide e delle soddisfazioni tutte sue. Giusto ieri stavo rileggendo AVARAT, la parodia di Avatar, realizzato in 3D. Una fatica, ma anche un grande piacere lavorare a una cosa così particolare.


Puoi anticiparci qualche tuo progetto futuro?
Al momento sono al lavoro su un terzo libro a tema spaziale, ambientato su Marte, il prossimo passo per la “conquista dello spazio” che l’uomo sta progettando di realizzare nei prossimi decenni.

Leo Ortolani

Poter parlare con Leo Ortolani è stata un’esperienza incredibile, speriamo che anche voi abbiate trovato interessante l’intervista. Il Maestro è da sempre una garanzia, qualunque sia stato il progetto in cui si è cimentato. È davvero difficile per un autore non deludere mai i suoi lettori, ma il nostro eroe ci è sempre riuscito.

Noi scimmie ringraziamo nuovamente Leo Ortolani. Se volete leggere altro date uno sguardo al sito o andate a comprare uno dei suoi fumetti. Adesso, da aspiranti eroi, flettiamo i muscoli e siamo nel vuoto!

El Camino

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