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La tana

La tana Recensione del nuovo cortometraggio Pixar

La tana (Burrow il titolo originale) è il nuovo cortometraggio Pixar rilasciato sulla piattaforma streaming Disney Plus il 25 dicembre 2020, giorno d’uscita del tanto atteso Soul (qui la nostra recensione del film). Il corto fa parte del programma SparkShorts, dove a giovani artisti è affidato il compito di realizzare con budget molto ridotti, di gran lunga inferiori a quelli abituali dello studio d’animazione, la realizzazione di piccole opere. Il principale scopo è quello infatti di trovare il lume creativo, la scintilla nascosta nei dipendenti della company in grado di dare un apporto innovativo e fantasioso. Ad oggi si contano esattamente 8 titoli appartenenti all’iniziativa, tutti di grandissima qualità e soprattutto figli di una totale libertà creativa dove l’unico impegno da rispettare sono i 6 mesi di tempo per concludere il lavoro.

Madaline Shafarian è la regista e sceneggiatrice di questo nuovo La tana, un racconto semplice e allo stesso tempo molto toccante, in perfetta sintonia con il periodo tragico che tutto il mondo sta vivendo per colpa della pandemia. La giovane Shafarian è un nome ben noto dentro l’industria cinematografica d’animazione, non per altro ha già fatto parte del team lavorativo di Coco, lungometraggio che fece trionfare la Pixar agli Oscar del 2018 con una storia d’amore e famiglia dentro il contesto culturale del Dia de los muertos, una tradizione tipica del Messico. L’autrice si fece notare col suo primo film animato Omelette, molto apprezzato dalla critica per la sua capacità di raccontare in soli 2 minuti e mezzo il vero significato di amare. Nell’opera, un cane cerca in tutti i modi di salvare il padrone dal momento buio che sta attraversando, aiutandolo nel fargli tornare a splendere il sorriso di cui tanto ha bisogno.

 

La tana

La tana nascosta al centro del cuore

Il cortometraggio si può considerare un piccolo grande gioiello realizzato in animazione 2D, che si discosta dalla computer grafica che rappresenta un vero e proprio marchio di fabbrica degli Studios. Già da questo primo elemento ci si rende conto di trovarsi di fronte una creatura Pixar molto insolita, dove Madaline Shafarian riesce ad inserire armoniosamente diversi elementi personali che fanno parte della sua vita. La storia ruota attorno ad un coniglio femmina che vuole costruirsi una casa sotto terra, un progetto a cui tiene fortemente. Il suo sogno però inizierà lentamente a riscontrare degli ostacoli, ad ogni scavo troverà degli abitanti di diversa specie che hanno già occupato il terreno costruendosi abilmente la propria abitazione. Non resterà altra soluzione che andare ancora più in profondità fino a trovare il giusto luogo, ma più si scappa dal problema e più risolverlo sarà difficile.

Io sono cresciuta vicino a un parco nazionale e nella mia mente è sempre rimasta l’immagine dei conigli selvaggi sui sentieri. Inoltre sono ossessionata dai cutaway e dai film di Wes Anderson. E così ho mescolato tutti questi elementi  in un corto animato. Senza dimenticare che l’essere in una tana e sentirsi isolati avrebbe funzionato bene come metafora del periodo che stiamo vivendo ora.

Con grande maestria, la giovane animatrice riesce ad inserire all’interno della narrazione molte caratteristiche della propria personalità, a partire dall’amore per gli animali che riempiono lo schermo per l’intera durata del cortometraggio. Il soprannome della regista, infatti, è proprio ‘Rabbit’ e questa sua passione per i conigli in special modo ha delineato la scelta effettiva della protagonista, a cui ha cercato di donare il più fedelmente possibile anche le sue espressioni di vita quotidiana.

Dalle parole della regista in conferenza stampa, si evince di come anche gli sviluppi della storia abbiano una particolare attinenza con la personalità dell’autrice. Lei è infatti un’animatrice che pur di chiedere aiuto a colleghi anche più esperti di lei in materia, preferisce rimanere le ore davanti al computer cercando la soluzione autonomamente. Ecco che la protagonista di La tana è una Shafarian versione coniglio che racchiude questo tratto della sua persona, incapace di chiedere supporto agli altri scavatori e intenta a trovare da lei una soluzione al problema.

La tana

Il vizio della tecnica impeccabile

La tana possiede un comparto tecnico di assoluta bellezza per gli occhi, fatta di colori che ammaliano l’occhio dello spettatore in ogni scena del cortometraggio. Un prodotto Pixar che sembra quasi più somigliante ad un lungometraggio tipico dello Studio Ghibli di Miyazaki e Takahata piuttosto che ai suoi canoni. Il che non è affatto un elemento negativo, anzi questa animazione in 2D potrebbe diventare un’ottima variante alla splendida computer grafica dell’attuale Pete Docter, produttore esecutivo della compagnia dal 2018. I tratti del disegno che contraddistinguono ambientazioni e animali sono di notevole fattura, molto ben amalgamati con il lavoro di scelta della tavolozza di colori che compongono il reparto estetico.

I disegni dei personaggi sono stati realizzati dall’intera troupe che ha lavorato per sei mesi al progetto, ovviamente Madaline Shafarian non è riuscita a curare nel dettaglio l’intero “cast” di protagonisti presenti in La tana, ma nel complesso il tratto è molto omogeneo, sembra disegnato tutto interamente a mano dando una maggior elemento di empatia. Quello che salta all’occhio nell’aspetto visivo è proprio il ricordo di Beatrix Potter, una delle scrittrici ed illustratrici più note nel panorama inglese di un tempo. I suoi racconti sono tra i più venduti e anche la passione per la natura, gli animali e la pittura si riversa nello stile che la Shafarian utilizza nel suo fantastico cortometraggio.

 

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La tana Recensione
7.5 / 10 VOTO
PRO
    - Cortometraggio Pixar in animazione 2D molto ben costruito
    - Comparto tecnico e visivo come sempre di grandissimo livello
CONTRO
    - Storia che può risultare sin troppo basilare per alcuni
VOTO
El Camino

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