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La nave sepolta

La Nave Sepolta Recensione del nuovo film Netflix

La nave sepolta (The Dig) è un gran bel film, una visione assolutamente consigliata. Troppo diretto? Probabile. Lasciate che mi spieghi. Nato dalla mente registica di Simon Stone, basato sul romanzo di John Preston e prodotto da Netflix, la pellicola è un dramma storico. Si tratta di un avvenimento realmente accaduto nel 1939, ovvero gli scavi di Sutton Hoo, uno degli eventi più importanti della storia inglese.

La caratteristica che più ho apprezzato è stata la caratterizzazione sorprendente dei personaggi. Questi sono vivi, coinvolgono lo spettatore, le loro vicende ci interessano e l’umore che provano ci influenza portandoci a ridere e piangere insieme. Essendo stato colpito da questa potente trovata, dovuta in pari merito alla regia magistrale e alla bravura degli attori, ho deciso di impostare questa recensione in maniera poco convenzionale, soffermandomi sui protagonisti per raccontarvi meglio l’esperienza visiva a cui andrete ad assisterete. Fatta questa premessa, è necessario aggiungere che ci saranno dei possibili spoiler, tuttavia non si tratta di nulla di eccessivo.

Trama

Tutto comincia con l’arrivo di Basil Brown (Ralph Fiennes) nella dimora di Edith Pretty (Carey Mulligan). La donna ha convocato l’uomo, noto addetto agli scavi (erroneamente chiamato archeologo dagli altri), per effettuare dei lavori nella sua proprietà. Nel suo giardino, infatti, ci sono degli enormi tumoli di terreno, probabilmente lasciati dai vichinghi. La signora desidera che si inizi dalla più grossa, tuttavia l’esperto sconsiglia questa scelta, dopo aver notato delle curvature sulla cima. Spiega che quelle impurità sono note come “solchi dei ladri” e che, probabilmente, qualsiasi cosa si trovasse lì sotto sarà già stata rubata.

Nel frattempo, mentre i lavori iniziano, facciamo la conoscenza degli altri abitanti: Robert, il figlio di Edith, Billy Lyons e sua moglie, che ospiteranno Basil durante la lontananza da casa, e il maggiordomo, burbero ma dal cuore d’oro. Inizialmente Brown è l’unico ad occuparsi degli scavi, ma presto sarà assistito da George Spooner e John Jacobs, due amici della signora. Tutto procede nella norma, ma presto il museo locale si interesserà ai tumuli di terra, cercando di acquisirne il controllo in più occasioni. La proprietaria, che ha commissionato tutto di sua volontà, riesce a fermarli.

La nave sepolta

Dopo dei fallimenti iniziali, Brown e i ragazzi iniziano a scavare il solco dei ladri, scoprendo che in realtà cela una nave sepolta nel terreno. Inizialmente si crede che questa sia opera dei vichinghi ma, al contrario degli altri, l’addetto ai lavori gli attribuisce origini più antiche. A seguito della scoperta di interesse nazionale, il British Museum prende il controllo degli scavi, affidando il comando all’archeologo Charles Phillips. Quest’ultimo porterà con se il suo team, compresi Stuart Piggott e sua moglie Margaret “Peggy” (Lily James). La cosa infastidisce molto Basil, che viene declassato solo per non avere un titolo, pur essendo la persona più competente del gruppo. Tuttavia, dopo dei dubbi sull’abbandono dei lavori, decide di restare, convinto da sua moglie May.

“Sembra essere scontroso, poco interessato alle relazioni umane e concentrato esclusivamente sugli scavi…”

Basil Brown è il primo personaggio che vediamo e fin da subito è chiaro che sarà lui il protagonista del film. Ci viene presentato come uno uomo acculturato, metodico, che vive per la sua passione e dedito al suo lavoro con grande determinazione. Inizialmente sembra essere scontroso, poco interessato alle relazioni umane e concentrato esclusivamente sugli scavi, eppure, superata questa facciata, verranno rivelati molti lati di lui.

Robert è il primo a legare con lui, incuriosito dalle sue competenze sul campo e voglioso di imparare cose nuove. Il rapporto col bambino non è forzato, ma lo vediamo maturare al giusto ritmo, in maniera naturale. Man mano che gli scavi procedono, il loro legame aumenta, permettendo allo spettatore di seguire dettagliatamente l’evolversi di entrambi gli eventi. Questa profonda affezione che anche Brown prova nei suoi confronti è la prima testimonianza del carattere buono del protagonista.

La nave sepolta

Durante il soggiorno nella proprietà di Edith, a casa dell’autista e della cameriera (i coniugi Lyon), l’addetto agli scavi e la signora Pretty non parlano molto delle proprie vite, concentrandosi esclusivamente sui lavori. Saranno i due sposi a raccontare sia all’uno che all’altra delle loro vicende personali, permettendo ad entrambi di avere una maggiore empatia. Sempre grazie a loro veniamo a conoscenza della moglie di Basil, May, profondamente innamorata del marito tanto da mandarle lettere ogni giorno. Il suo personaggio è uno di quelli meno presenti durante il film, ma ogni volta che viene mostrata i suoi sentimenti e la sua saggezza sono evidenti.

Edith Pretty

La padrona di casa, colei che ha permesso l’inizio della storia, una donna determinata e forte, ma dal passato infelice. La signora Pretty ha sempre uno sguardo perso nel vuoto, gli occhi lucidi e un aspetto molto malinconico. Non ci viene rivelato subito il motivo di tutto ciò, ma questa scelta di sceneggiatura rende ancora più interessante il personaggio, donandole un fascino misterioso che incuriosisce lo spettatore. Quando, poi, ne scopriremo le cause sarà molto più facile comprendere l’essenza della sua tristezza.

La donna ha vissuto un amore sofferto, passando la sua giovinezza a rifiutare la proposta di matrimonio del futuro marito per dedicarsi alle cure del padre. In seguito alla morte del genitore, i due finalmente si sposano, ma l’uomo parte per la guerra, lasciandola da sola con un ancora più piccolo Robert. Dopo il decesso del coniuge, Edith si ritrova a dover affrontare i suoi numerosi problemi e dovendo accudire suo figlio. Tuttavia ha un carattere forte e riesce a tenere testa a tutti e ad essere un’ottima madre, pur restando segretamente addolorata.

La nave sepolta

Questo, in realtà, non è l’unico motivo, ma non rivelerò altro per evitare di rovinare la visione del film. La signora Pretty è anche molto istruita e intelligente. Si fa valere e, in un mondo di studiosi snob, riesce ad avere la meglio grazie alla sua forza di carattere. La buona riuscita del personaggio è dovuta certamente alla grande performance di Carey Mulligan, ma soprattutto allo stile registico adottato, che ha la capacità di raccontare più storie simultaneamente senza creare confusione e rendendo interessante ognuna di esse.

“Suo marito non la ama, è evidente, ma Peggy non vuole fargli del male, motivo per cui inizia una lotta interna.”

Peggy, chiamata da suo marito “Margaret“, è una donna combattuta. Dei tre personaggi principali, è quella che viene introdotta per ultima, eppure la sua sottotrama è, probabilmente, quella che ho gradito di più. È una giovane scienziata è arrivata agli scavi pensando di essere stata convocata per il suo talento in merito. Presto scopre che il vero motivo della sua presenza è unicamente il suo peso. Scartata dai suoi colleghi, ignorata dal marito e costretta a lavorare senza essere riconosciuta per i suoi meriti, Peggy lega molto con Edith e gli altri abitanti della proprietà.

Molto presto si innamora di Rory Lomax, il cugino di Edith venuto a dare una mano con il recupero della nave. Suo marito non la ama, è evidente, ma Peggy non vuole fargli del male, motivo per cui inizia una lotta interna. Non riesce ad essere felice. Durante gli scavi, Stuart gioca con i suoi colleghi, mentre, dopo il lavoro, esce a bere con gli amici e la notte, tornato a casa, ignora sua moglie. Al contrario, Rory è molto dolce con lei e si dimostra sinceramente interessato alle sue competenze.

La nave sepolta

Questa che può sembrare una storia banale, in realtà è scritta e interpretata in maniera eccezionale. Non ci sono scontri diretti tra i due, solo un lento amore che appassisce, così come sono lente e brevi le loro inquadrature insieme e i loro dialoghi. L’avventura di Peggy è anche quella che prende più tempo per evolversi, come è giusto che sia. Un rapporto di amicizia, degli scavi archeologici o la superazione di un lutto sono tutti eventi che prendono tempi diversi, proprio come una relazione che finisce. Il modo in cui tutto questo viene raccontato in una singola pellicola è davvero degno di ammirazione. Simon Stone è stato più che capace nel suo lavoro.

 

Riflessioni finali

Tutto di questo film, dalla recitazione alle scenografie, mi è piaciuto. Come avrete notato, però, non ho mai accennato alla musica. Questo perché semplicemente non c’è. I sottofondi sono pochi e i dialoghi sono talmente ben scritti che ci si concentra sulle vicende, facendo passare la colonna sonora in secondo piano. L’unica eccezione è il brano finale, un vero tocco di classe che chiude in maniera perfetta una storia davvero interessante.

Vi ricordiamo che il film sarà disponibile dal 29 gennaio su Netflix. Intanto, continuate a seguirci su MonkeyBit per restare sempre aggiornati.

La Nave Sepolta Recensione
8 / 10 VOTO
PRO
    -Sopraffina caratterizzazione dei personaggi
    -Recitazione del cast ottima
    -Regia immersiva
CONTRO
    -Colonna sonora praticamente inesistente
VOTO
El Camino

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