MonkeyBit

La Mia Sfida: Cambiare il Mondo

La Mia Sfida: Cambiare il Mondo Recensione

La Mia Sfida: Cambiare Il Mondo (Own The Room in originale) è un documentario targato National Geographic in arrivo su Disney+ dal prossimo 12 marzo. Il film racconta la storia di cinque studenti provenienti da diversi angoli del pianeta che portano i loro progetti imprenditoriali a Macao, in Cina, per competere per i Global Student Entrepreneur Awards. Santosh viene da una piccola città agricola del Nepal; Alondra lavora alla cassa nella panetteria di famiglia a Porto Rico; Henry è un mago della programmazione di Nairobi; Jason è un esperto di marketing proveniente dalla Grecia; e Daniela, un’immigrata in fuga dalla crisi in Venezuela, sta conquistando l’industria chimica dal suo laboratorio alla NYU.

Il documentario si divide in due parti principalmente. La prima, in cui ognuno dei cinque giovani racconta la sua vita, il proprio progetto e le difficoltà socio-culturali del Paese in cui vive o, nel caso di Daniela, delle condizioni da immigrata. Nella seconda invece vedremo la resa dei conti a Macao, chi vincerà? Quali saranno le reazioni degli altri ragazzi? Il film dunque, si concentra in una narrazione classica e semplice. Un racconto puramente documentaristico come ce ne sono tanti; si tratta di un cinema di buoni sentimenti, con una morale di fondo tradizionale, ma con diverse situazioni geografiche che rendono il tutto più interessante. La pellicola è diretta da Cristina Costantini e Darren Foster, vincitori dell’Emmy per Science Fair. I due sono tornati dietro la macchina da presa e hanno collaborato nuovamente con National Geographic. Di seguito trovate il trailer ufficiale italiano.

“Le cinque storie sono quasi tutte interessanti”

Spesso le pellicole con più racconti, specialmente nei documentari, rischiano sempre di essere sbilanciate. Infatti non è raro trovare lungometraggi – fiction e non, lo ripeto – con due storie riuscite e una storyline abbozzata, svogliata. Nel caso di La Mia Sfida: Cambiare Il Mondo il risultato è ottimo perché le cinque storie sono quasi tutte interessanti. Questo perché, mentre quattro sono stimolanti – una addirittura dolce e commovente -, una non convince in toto. Sto parlando della storia di Jason che, vuoi il contesto culturale trattato con più superficialità, vuoi la poca caratterizzazione (di lui non conosciamo la famiglia al contrario degli altri), non ha il mordente giusto per mantenere salda l’attenzione verso di lui e la sua causa. Nonostante ciò, La Mia Sfida: Cambiare Il Mondo delinea gli altri quattro ragazzi con grande precisione. In particolare Daniela e Henry vengono approfonditi dando un contesto familiare, sociale e culturale. La storia di Daniela, inoltre, è delicata e tocca corde sensibili.

La Mia Sfida Cambiare il Mondo

Come detto nell’introduzione, la prima parte del documentario si concentra sulla qualificazione dei cinque ragazzi ai Global Student Entrepreneur Awards che si svolge a Macao. Di conseguenza impariamo a conoscerli: famiglia, idee, pensieri di amici e genitori e tutte le classiche informazioni documentaristiche. Inutile dire che La Mia Sfida: Cambiare Il Mondo punta a raccontare ai giovani cinque storie di giovani. Ciò si evidenzia in particolare nel linguaggio filmico e nell’approccio registico. Il sodalizio Costantini-Foster si muove nei canoni classici del genere senza mai sbilanciarsi in tecniche espressive sperimentali o quantomeno coraggiose. Una nota dolente che potrebbe annoiare lo spettatore più appassionato di documentari che, come ben sappiamo, è un genere florido che continua ad evolversi anno dopo anno.

Il target di riferimento

Il target di riferimento è dunque per ragazzi, i quali apprezzeranno il prodotto. Si tratta di un cinema di buoni sentimenti come l’amicizia, amore verso i propri cari, sacrificio, dedizione, sogni che diventano realtà, gioia. La Mia Sfida: Cambiare Il Mondo è un inno alla vita e spinge i ragazzi ad intraprendere i percorsi più impensabili perché nulla è impossibile come ci dimostrano questi giovani. Anche chi non vince esulta, chi perde è contento perché o si è fatto conoscere ottenendo i fondi necessari per il progetto oppure è gioioso semplicemente perché ha “vinto lo stesso”.

La Mia Sfida Cambiare il Mondo

Senza spoilerare nulla (anche se è difficile parlare di spoiler quando basta digitare su Google “GSEA winner“), il/la vincitore/vincitrice dopo essere stata premiata può coronare il sogno di una vita: passa un giorno in compagnia e torna al suo progetto originario, chi perde vince moralmente. Non ci sono vinti, ma ci sono vincitori che insegnano ai giovani a combattere per l’ambiente, per i deboli, per il bene o semplicemente per portare felicità al prossimo. Il finale da questo punto di vista è forse contemporaneamente il momento più debole e più forte del documentario. Da un lato si rischia di cadere in morali trite e ritrite, dall’altro queste morali vecchie come il mondo hanno fatti che comunque provano la loro veridicità. Infine, manca un “vero” finale. Che fine fanno i progetti? Di alcuni si ha risposta, di altri si sa poco. Chiaramente la pellicola è stata girata in funzione della finale a Macao, ciononostante la conclusione è comunque deludente.

Conclusioni

La Mia Sfida: Cambiare Il Mondo è una pellicola perfetta per i ragazzi, ma per chi mastica di più il genere non vola alto né basso. Il linguaggio cinematografico è classico senza alcuna sperimentazione: lo stile stagnante delle inquadrature talvolta è persino ridondante. L’opera è stata realizzata ai fini di raccontare la storia di cinque giovani e concludersi a Macao dove si teneva la finale dei Global Student Entrepreneur Awards, dunque la conclusione è convincente a metà. Un pregio non indifferente del film è aver saputo raccontare quattro storie molto interessanti (in particolare quella di Daniela e Henry), che possono anche commuovere.

La Mia Sfida Cambiare il Mondo

Il film insegna infine a non lasciarsi abbindolare da chi dice “non ce la farai mai”, ma a crederci fino in fondo perché, come ci dimostra il lungometraggio alcuni ce la fanno. Tutti e cinque i ragazzi sono arrivati lì, chi più chi meno, con non pochi problemi. La produzione ha dunque fatto un all-in per i giovani: che funzioni o meno, non siamo certo noi a stabilirlo – ci auguriamo che su Disney+ venga visto -, quello però che possiamo dire è che si poteva fare molto di più. In primis in sede di regia, in secundis nel racconto un po’ raffazzonato di Jason a cui manca una struttura narrativa convincente, nonostante il progetto iCry2Talk sia molto interessante.

La Mia Sfida: Cambiare il Mondo Recensione
6,2 / 10 VOTO
PRO
    - Le storie dei ragazzi sono interessanti, talvolta commoventi
    - Il progetto sensibilizza i giovani e li stimola
CONTRO
    - La storia di Jason manca di mordente
    - Regia fin troppo classica
VOTO
El Camino

What's your reaction?

Developed by SpawnLab