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La lotta mediatica fra Trump e Biden durante le elezioni 2020

Joe Biden è stato eletto oggi 46esimo presidente degli Stati Uniti d’America dopo una lunga e tortuosa campagna elettorale contro Donald Trump. In questi mesi, segnati dalla pandemia e dall’odio, solo una cosa ha accomunato i due candidati presidenziali: i social media.

Non è un segreto che i social network siano diventati uno strumento politico essenziale nelle campagne presidenziali ed elettorali degli ultimi decenni. Molte persone si informano quasi unicamente attraverso il web e, in questo 2020 segnato tristemente dalla pandemia, i social si sono dimostrati lo strumento di propaganda più efficace. Le tradizionali attività di divulgazione americane come il sondaggio porta a porta sono fuori questione visto lo stato della sanità pubblica; questo significa che la lotta elettorale si è dovuta spostare su Internet ed è stata particolarmente infuocata.

Se le elezioni presidenziali degli Stati Uniti fossero state decise unicamente in base al numero dei fan nei social media, Trump avrebbe vinto a mani basse; sappiamo che l’ex presidente è molto attivo su Twitter, Facebook e persino Twitch e abbiamo analizzato come quest’ultimo social abbia avuto un grosso impatto nella campagna elettorale. Nonostante ciò, anche il candidato Joe Biden si è impegnato per ottenere del seguito e ha guadagnato molto terreno nelle piattaforme preferite dal rivale.

Dal fare annunci su Twitter sulla scelta del loro futuro Vice Presidente all’andare live su Instagram con gli influencer, i candidati presidenziali non hanno tralasciato nessun social network per amplificare il loro messaggio. I due rivali hanno però attuato delle strategie differenti, che ora analizzeremo separatamente.

Trump, il colosso dei social

Donald Trump tra i due ha senza alcun dubbio l’audience maggiore: 137 milioni di seguaci tra Facebook, Instagram, Twitter e YouTube; inoltre, ha guadagnato l’incredibile quota di 1.10 bilioni di partecipazioni (mi piace, commenti, condivisioni) dai suoi 8.9 mila post. Ovviamente, non tutte le interazioni sono positive, ma anche solo contando quelle a favore (come mi piace e cuori), la quota è di 882 milioni.

Il social media favorito da Trump è Twitter, in cui è famoso per essere un tweeter compulsivo, pubblicando fino a cento messaggi in un giorno. Le sue affermazioni sono spesso confusionarie e contradditorie e il suo umorismo grezzo portano le persone ad un ultimatum: amore o odio. Questo semplice modo di comunicare, che risulta duro e spesso appariscente, ha attirato milioni di persone, molte delle quali supportano Trump clamorosamente e attaccano i suoi nemici. Riassumendolo: sta funzionando molto bene.

La piccola e supportiva community di Biden

D’altra parte, Joe Biden ha decisamente meno sostenitori del rivale nei social: appena 15 milioni di seguaci tra le diverse piattaforme e un decimo delle interazioni di Trump, appena 1.93 milioni, per i suoi 4.4 mila post. È chiaro che Trump parla a più persone e più spesso del suo oppositore, e quelle persone sono molto più ingaggiate ed entusiaste; nonostante ciò, non tutto è perduto per Biden.

Uno sguardo ai post più popolari di Biden dipinge un atteggiamento totalmente diverso da quello visto in precedenza. Al posto del “noi verso loro” di Trump, la comunicazione più efficace del nuovo candidato è “sostenerci a vicenda”; i suoi post più amati presentano infatti molto meno individualismo: la sua scelta di Kamala Harris come Vice Presidente; le sue strette relazioni e debiti con Barack Obama; e la sua benedizione al leader dei diritti civili statunitensi John Lewis in occasione del suo funerale.

Non è da dimenticare però che parliamo pur sempre di politica e gli attacchi ai rivali fanno parte della causa. Biden denigra Trump per il suo modo di fronteggiare l’emergenza COVID-19 e prende in giro le sue dichiarazioni – e sono perfino battute divertenti -; ma oltre al suo acerrimo rivale, Biden non attacca nessuno: non i Repubblicani, non i protestanti, nessuna particolare comunità o organizzazione.

È in Twitter, il social network prediletto di Trump, che Biden sta prendendo piede. Anche se la sua community è ben minore, il candidato ha guadagnato molto seguito in vista delle elezioni. Secondo i dati di Conviva, una società che si occupa di analisi di dati online, Biden ha avuto il miglior mese sul social sia in termini di ingaggio per post e video sia di crescita di followers. Dal 14 settembre al 13 ottobre scorso Biden ha di fatto totalizzato una media di 148.600 coinvolgimenti per post, mentre Trump 136.100.

I record di spese per le pubblicità

Oltre ad essersi impegnati con i post per ottenere seguito, i due candidati presidenziali hanno stabilito anche nuovi record di spese per le pubblicità nei social network. Entrambi hanno usato infatti una raffica di annunci politici durante la campagna per arrivare direttamente ai votanti in piattaforme come Facebook.

Nell’arco di tempo tra gennaio 2019 e il 24 ottobre 2020, entrambi i candidati hanno speso individualmente più di quanto Trump e Hilary Clinton avessero speso insieme durante le elezioni del 2016. Biden ha sborsato infatti 94 milioni di dollari e Trump l’immensa cifra di 107 milioni di dollari per delle pubblicità su Facebook che sono comparse nei feed degli utenti come il post di un amico. Questi annunci digitali hanno permesso ai candidati di raggiungere esattamente chi volevano e come volevano: Biden ha posto come obiettivo principale e donne e i giovani, Trump gli over 40.

Il supporto delle celebrità a Trump e Biden

Oltre alle pubblicità mirate, i due candidati hanno avuto un ultimo asso nella manica durante questa campagna elettorale: le celebrità. Sono moltissime infatti le persone famose che hanno deciso di supportare pubblicamente l’uno o l’altro protagonista, da Beyoncé a Brad Pitt, e hanno cercato di spingere i loro fan ad andare a votare.

Tra le star in supporto a Biden troviamo: Taylor Swift, John Legend, Cardi B, Jennifer Lawrence, Beyoncé, Lady Gaga, Brad Pitt e moltissimi altri. Anche le celebrità in supporto di Trump, seppure minori, si sono fatte sentire, e troviamo Scott Baio, Jay Cutler, Brett Favre, Kid Rock e Lil Pump.

Gli sforzi sono stati ricompensati?

Dopo aver analizzato le diverse strategie dei due opponenti, possiamo domandarci se tutti gli sforzi siano stati ricompensati o se siano stati vani.

Entrambi hanno scelto fin dal principio una strategia da seguire e l’hanno portata avanti fino alla fine, ricevendo più o meno supporto da cittadini di tutto il mondo. Oggi Joe Biden è stato eletto presidente, ma questo non vuol dire che la sua strategia sia stata la migliore. Non sappiamo quante delle interazioni ricevute si siano tramutate veramente in voti per Trump o Biden ma una cosa è certa: i social media sono stati i protagonisti di questa lotta e probabilmente lo saranno sempre di più, visto il sempre crescente numero di utenti nel Web.

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El Camino

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