MonkeyBit

Iron Man

Iron Man: Tutte le armature, prima parte (1962-1983)

Il costume di un supereroe (o di un supercattivo) è il suo biglietto da visita. Guardandolo, possiamo intuire gli intenti, le motivazioni e l’ispirazione del paladino della giustizia o del manigoldo che vi si nasconde sotto. Naturalmente, personaggi dalla vita editoriale lunghissima hanno in più occasioni dovuto rinnovare il guardaroba. Tutto ciò è vero per qualsiasi supereroe, ma nel caso di Iron Man questo concetto è esasperato all’ennesima potenza.

Il Vendicatore corazzato ha infatti cambiato la propria armatura infinite volte, aggiornandola o riparandola se distrutta. Per impedire che la tecnologia dell’arma Iron Man possa essere usata a scopi nefasti, Stark lavora alle migliorie della sua “protesi” senza sosta da quasi 60 anni ormai. Anni nei quali ha sfoggiato decine di armature diverse, molte delle quali comparse in un numero soltanto o create appositamente per uno scopo specifico (esplorare lo spazio, i fondali marini e via dicendo).

Iron Man

Inoltre, come spesso accade, le armature del Vendicatore dorato cambiavano design anche inseguendo il gusto estetico degli anni in cui furono pubblicate. È affascinante, in retrospettiva, vedere come i creativi e i sognatori dei decenni scorsi immaginassero “la tecnologia del futuro”. Talmente affascinante, che abbiamo deciso di fare una follia.

Da oggi, infatti, ripercorreremo la storia dell’involucro di ferro attorno al più celebre miliardario playboy della Marvel. Vedremo, una ad una, tutte le corazze e le armature che, assieme al cuore e all’anima di Stark, hanno dato vita a Iron Man. Ci si pone davanti una strada lunghissima, e se voleste percorrerla con noi, faremmo meglio ad iniziare subito.

Kiss me goodbye and write me while I’m gone

Dove e quando è nato Iron Man? Come e perché quel ricchissimo magnate delle armi ha deciso di costruire un arnese come non se erano mai visti prima e mettersi a fare il supereroe? Probabilmente, per rispondere a questi quesiti la vostra mente ha viaggiato non più addietro del 2008. Allora, quel miliardario aveva il volto di Robert Downey Jr., il quando erano quegli stessi anni e il dove era l’Afghanistan. Ma dobbiamo fare qualche passo più indietro, di oltre 35 anni.

Iron Man nasce nel dicembre del 1962 sulle pagine di Tales of Suspence #39, dalla mente, neanche a dirlo, di Stan ‘The Man’ Lee. Per la storia di debutto dell’uomo di ferro, tuttavia, il coinvolgimento di Lee fu pressoché marginale. Al compianto Stan va riconosciuta l’idea del personaggio, un singolare ibrido fra l’uomo e la macchina. I testi del racconto sono da attribuire al fratello di Stan, Larry Lieber, mentre i disegni portano la firma di Don Heck. A questa squadra dobbiamo la paternità non solo del personaggio in sé, ma anche della sua prima, storica armatura.

Iron Man

In quegli anni, il “più grande Paese del mondo” non era in guerra in Medio Oriente ma ben più a Est, nelle giungle del Vietnam. Qui, nell’universo di Terra-616, assieme all’esercito degli Stati Uniti, si trova il principe dell’industria bellica Anthony Stark. Il miliardario, che era lì per vendere tecnologia di sua invenzione ai pezzi grossi, rimane vittima di un’imboscata e viene mortalmente ferito da uno dei suoi stessi ordigni.

Prigioniero del perfido signore della guerra Wong-Chu, a Stark non rimangono che pochi giorni di vita, che dovrà passare a costruire armi all’avanguardia per i nemici del suo Paese.

Iron Man

Iron Man Mark I

Le schegge di metallo nel petto di Stark si avvicinano sempre più al cuore. Nella sua ora più disperata, l’illuminazione. E se utilizzasse quella stessa tecnologia, grazie alla quale aveva aumentato la potenza delle armi, per mantenere in vita il proprio corpo? Costruendo una corazza, a immagine e somiglianza di un corpo umano e potenziata con le sue invenzioni, potrebbe continuare a vivere.

Si tratterebbe tuttavia di una vita a metà, prigioniero di quell’involucro di freddo metallo che lo separa dal mondo ma anche che lo mantiene in vita. Assieme a Ho Yinsen, anch’egli ostaggio di Wong-Chu, Stark assembla in gran segreto un’armatura che utilizzerà per fuggire dalla custodia dei rossi. Tony è libero, ma Yinsen muore.

Iron Man

Ciò che emerge dalla cattività dei Vietcong sono il corpo e l’anima di un uomo sotto una massiccia, possente e impenetrabile corazza di ferro, che sfoggia un’antenna poco discreta sulla spalla sinistra. Un colosso di metallo placcato dall’aspetto imponente che sbaraglia le forze di Wong-Chu senza batter ciglio. Il pezzo toracico dell’armatura racchiude il supporto vitale che mantiene in vita il corpo del miliardario.

Grazie alla nanotecnologia a transistor, l’armatura garantiva al pilota un potenziamento considerevole delle proprie prestazioni fisiche, quali forza e riflessi. Non essendo inizialmente in grado di autoalimentarsi, la placca pettorale necessitava di essere ricaricata periodicamente con una fonte di energia esterna.

Iron Man

Tornato negli States, Stark inizia a muovere i suoi primi passi come supereroe. Apporta qualche miglioria alla sua “protesi” per renderla più efficiente e performante, il tutto di nascosto. Al contrario della sua controparte cinematografica, il Tony Stark dei fumetti custodirà gelosamente il segreto della sua doppia identità per anni. Ufficialmente, il pilota di Iron Man era la guardia del corpo di Stark.

Iron Man Mark II

La prima armatura viene, già dalla sua seconda apparizione su carta, ridipinta d’oro. Ciò avrebbe dovuto, teoricamente, suggerire il motif del “cavaliere con l’armatura scintillante” al quale il personaggio continuerà ad attenersi. In questa veste da mille carati, Stark diventerà uno dei membri fondatori degli Avengers, i più potenti eroi della Terra.

Iron Man

La vita della corazza Mark I termina dopo uno scontro con Mistery Doll su Tales of Suspance #48 del 1963, in cui Stark realizza che il modello impiega fin troppa energia del pezzo toracico solo per sostenere il proprio peso. Questo porta il miliardario a dover reinventare completamente il look della sua creatura, indirizzandola sulla strada che sta percorrendo ancora oggi.

Il modello Iron Man Mark II è più leggero e agile, capace di movimenti molto più rapidi e infinitamente più efficiente della goffa Mark I, e anche più pratica da indossare. Quest’armatura inizia due tradizioni iconografiche importantissime per Testa di Ferro.

Iron Man

Una è l’assenza di giunture su braccia e gambe, che si presentano quasi come fossero rivestite da una patina dorata a diretto contatto con la pelle. Mani e piedi sono invece distinti in quelli che sembrano essere “guanti” e “stivali” di metallo. Il pezzo facciale conserva ancora i due segmenti verticali di metallo che spezzano in tre il foro della bocca. A differenza del modello precedente, la maschera della Mark II presenta due specie di “corna” verticali e triangolari sopra gli occhi, che la separano dal resto dell’elmo.

Il più importante cambio nell’iconografia del personaggio è, tuttavia, il passaggio da corazze placcate monocromatiche a modelli fiammanti rosso e oro, oramai sinonimo stesso di Iron Man. L’armatura Mark II è anche nota come “Ditko Armor”, poiché venne ideata proprio dal leggendario co-creatore di Spider-Man, all’epoca disegnatore regolare di Iron Man.

Iron Man Mark III

Pilotando la Ditko Armor, Tony è testimone di un evento cruciale per i Vendicatori, forse più della fondazione stessa del gruppo. Sulle pagine di Avengers #4, le fila del gruppo si arricchiscono della leggenda vivente, Capitan America, scoperto dai Vendicatori stessi fra i ghiacci dell’Artico.

Iron Man

Due anni dopo, nel 1965, la corazza di Iron Man subisce un altro upgrade. Nuovamente disegnata da Don Heck, ideatore della prima armatura, questa nuova corazza saluta le corna sulla maschera della Ditko Armor in favore di un pezzo facciale più discreto. Ma non per molto.

Dopo aver debuttato sul #66 di Tales of Suspance, l’armatura Mark III accompagnerà il Vendicatore corazzato per anni. Anni in cui le avventure del personaggio si spostano dalla antologica Tales of Suspance a una testata tutta sua. Lee ed Heck, nel frattempo, avevano abbandonato la gestione di Testa di Ferro, e Stan era subentrato nel ruolo di editor capo della Marvel.

Nel 1974, su Iron Man #68, il design dell’armatura di Tony subisce un piccolo, osceno cambiamento. La maschera sfoggia, per il successivo anno e mezzo, uno squallido naso a punta. A quanto pare, fu un suggerimento di Stan Lee stesso a causare l’inserimento di questo piccolo, disturbante dettaglio. L’armatura Mark III è inoltre dotata di, e non stiamo scherzando, pattini a rotelle. Questi potevano uscire a piacimento da sotto gli stivali dell’armatura, per poi propellere il Vendicatore con l’ausilio di razzi sul tallone degli stessi.

Iron Man

Ma la Mark III non è famosa soltanto per idee di design e feature discutibili. È questo modello che per primo equipaggia l’arma che diventerà la più iconica di tutto l’arsenale di Testa di Ferro: i raggi repulsori, tecnologia fantascientifica d’avanguardia permette a Iron Man di proiettare fasci d’energia direttamente dalle proprie mani.

Iron Man Mark IV

L’anno è il 1976, l’albo è il #85 della serie regolare di Iron Man, ed è su queste pagine che compare l’armatura più iconica, classica e riconoscibile della storia del personaggio. A seguito di uno scontro, la corazza Mark III e il suo elmetto col naso erano stati irrimediabilmente distrutti. Stark si vede così costretto a dover costruire un’armatura nuova da zero, quella che per molti è e sarà per sempre LA armatura del Vendicatore rosso e oro.

La Mark IV ha due grandi batterie a disco sulle anche, gambe e braccia più robuste, e un elmo dal design più sobrio. La maschera è reminiscente, nei suoi occhi e bocca a fessura, della Maschera di Ferro della letteratura francese. Ma soprattutto, non c’è traccia di quel fastidiosissimo naso a punta. Utilizzando tecnologie avanzatissime, la corazza è ancora più veloce da indossare dei modelli precedenti.

Le capacità di questa nuova armatura sono pressoché illimitate. Oltre ai raggi repulsori ereditati dal modello precedente, la Mark IV monta gyro-stabilizzatori per rendere il volo più efficiente, un raggio traente, disturbatori ECM per evadere ai radar, dispensatori di fenton come sistema antincendio e laser emettibili dalle punte delle dita.

Iron Man

Ciò che manca all’armatura è un supporto vitale avanzato come le precedenti versioni. Tony, infatti, si era sottoposto a un intervento per rimuovere le schegge dal suo cuore e poter tornare alla “normalità”. Ma alla Marvel ogni supereroe deve avere il suo super problema. E se il cuore di Stark non rischia più di abbandonarlo, quale potrebbe diventare il suo flagello?

Il demone nella bottiglia

Durante la storica gestione del personaggio di David Michelinie e John Romita Jr., Tony si vede costretto ad affrontare una nuova e serissima minaccia: l’alcolismo. Preda di raggiri e tormentato da decine di perfidi malviventi, Stark cerca rifugio nella bottiglia scoprendo presto di non poterne più fare a meno.

Iron Man

Gli anni dell’armatura Mark IV sono gli anni delle storiche saghe dei Vendicatori, degli scontri contro perfidi avversari e contro le forze del male. Ma per Tony, quelli della cosiddetta Bronze Age dei comics sono anche gli anni delle sue più dure lotte contro un nemico che non può essere arrestato o esiliato nel passato. Il tutto culmina nel 1979, con Demon in a Bottle su Iron Man #128. L’immagine di quel Tony Stark sconvolto e distrutto da una dipendenza, una malattia, continua a lasciare il segno in migliaia di appassionati.

Libero dal giogo dell’alcol, Stark si trova a dover affrontare Sunturion, in un campo di battaglia piuttosto inusuale: lo spazio. L’armatura Mark IV non è adatta a sopportare l’ambiente estremo del vuoto cosmico. Quindi, deve costruirne una che lo sia.

Iron Man Mark V, VI e VII

Iron Man

L’armatura Mark V è massiccia, statuaria ed elegante, con un design e un’estetica profondamente anni ’80. Il casco manca di una fessura per la bocca, il reattore sul petto è pentagonale e il torso sfoggia delle spalline sopra due braccia potenti quasi quanto le gambe. Fa il suo debutto nel 1980, sulle pagine di Iron Man #142.

Per qualche motivo, l’armatura denominata Mark VI compare per la prima volta ben 7 anni dopo la Mark V, sulle pagine di Iron Man #218, bypassando altri due modelli che fanno la loro comparsa nel frattempo. Come la precedente, anche questa corazza serve uno scopo ben preciso, ossia portare Stark nelle profondità marine.

Iron Man

Un modello goffo e pesante simile alla Mark I, ma con giunture rinforzate e spalline prominenti. L’essere tutta dorata non giova al look della corazza, ma il vero tocco di classe è la pacchiana cupola di vetro che sormonta la testa del Vendicatore. Testa coperta dall’elmo della Mark IV, che risulta comicamente piccolo rispetto al resto dell’armatura. Il buon senso di Stark gli impedirà di usarla nuovamente.

L’idea di dotare Iron Man di armature diverse per situazioni uniche piacque così tanto che, un anno dopo la Mark V, Michelinie e Romita Jr. lo fecero ancora. L’ultima armatura “speciale” è la Mark VII, dalle pagine di Iron Man #152 del 1981. Colloquialmente nota come Stealth Armor, questa corazza non monta armi ma è invisibile a qualsiasi sistema di rilevamento. Esteticamente è identica alla Mark IV, ma tutta nera e con occhi rossi retroilluminati. Anni dopo, Tony ne userà una versione dotata di un repulsore con carica limitata, con cui affronterà Titanium Man e Dinamo Cremisi.

Iron Man

Arriva Iron Monger

La Mark IV continuerà a essere l’armatura principale utilizzata da Tony fino ai primi anni ’80. Nel 1982, al timone della testata di Iron Man subentra Dennis “Danny” O’Neil. Con la sua gestione, Stark vede comparire all’orizzonte delle minacciose nuvole di tempesta.

Quella tempesta porta il nome di Obadiah Stane. Stane è un ricco e machiavellico uomo d’affari, il cui obiettivo è entrare in possesso delle Stark Enterprises. Gli occhi di Stane sono sulla compagnia da anni, sin da quando era gestita dal defunto Howard Stark, che aveva categoricamente respinto le sue proposte. Dopo anni, Obadiah decide di tornare alla carica, iniziando una guerra di logoramento contro l’attuale CEO della compagnia.

Iron Man

Stane assolda dapprima un gruppo di criminali chiamati Chessmen, per colpire gli affetti di Stark e tenere la sua “guardia del corpo” impegnata. La regina dei Chessmen, Indres Moomji, aveva poi il compito di sedurre Tony e distruggere la sua vita sentimentale. E come torta sotto la ciliegina, Stane si serve della sua influenza per scoraggiare importanti clienti dal concludere affari con la Stark Enterprises.

Sull’orlo della bancarotta, raggirato dalla propria amante e costantemente vessato da criminali in costume, Stark cede. Dennis O’Neil, dopo aver letto Demon in a Bottle, si era convinto che la battaglia di Tony contro l’alcolismo si fosse risolta troppo frettolosamente. Ma adesso che ogni pezzo della sua vita sta andando in frantumi, il geniale miliardario subisce una brusca e rovinosa ricaduta.

Iron Man

La fine (?) di Iron Man

Stark sa che Stane è il responsabile di tutti i disastri che sono avvenuti nella sua vita recente, ma non possiede abbastanza prove per incastrarlo. Messo all’angolo in un mortale gioco di scacchi, Tony torna a cercare conforto nella bottiglia. Stane, nel mentre, è riuscito a strappare un accordo per l’acquisto delle Stark Enterprises. Al timone delle neonate Stane Enterprises, Obadiah diventa oscenamente ricco e potente.

Privato della sua compagnia, della sua eredità, e insoddisfatto dalla propria carriera come Vendicatore, Stark precipita. Questa sua nuova crisi di alcolismo sarà anche peggiore della precedente, al punto che Tony si vede costretto a cedere sia la quota della propria compagnia che l’identità stessa di Iron Man a un’altra persona. E con Tony nuovamente nelle morse della bottiglia, privo di uno scopo e ridottosi a vagabondare per strada, possiamo prenderci una pausa dalla storia del Vendicatore in armatura.

La prossima volta, osserveremo più da vicino l’uomo che per i tre anni successivi porterà sulle spalle l’identità di Testa di Ferro. Un uomo che è stato al fianco di Stark fin dall’inizio e un tassello fondamentale della mitologia di Iron Man. Assisteremo poi al trionfale ritorno di Tony e proseguiremo la disamina di tutte le sue future corazze. Continuate a seguirci su MonkeyBit per rimanere aggiornati sulle novità e per scoprire altre interessanti informazioni e approfondimenti per quanto riguarda videogiochi, film, serie televisive e fumetti!

Iron Man

Comments

Post a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.