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Gigi Proietti

In ricordo di Gigi Proietti

Proietti è stato un maestro, ciò è indiscusso. Molti però non sanno quanto la sua carriera sia stata maestosa e ricca, piena di attività diverse, di giganti da cui ha imparato e a cui ha insegnato. Per esempio, sapevate che doppiò Gatto Silvestro negli anni ’60? Forse nemmeno ci rendiamo conto di quanto Gigi Proietti sia stato coinvolto nel nostro intrattenimento, nella vita di tutti i giorni o, semplicemente, nelle barzellette che raccontiamo. Lo vogliamo ricordare così, con i nostri primi incontri, con ciò che ha significato per noi.

 

Gigi Proietti simbolo della televisione

Il mio personale ricordo di Gigi Proietti è in televisione, da bambina. Sono nata insieme al Maresciallo Rocca e, prima che esistesse Netflix o Amazon Prime, avevamo la Rai, lui e le sue serie televisive. Mi ricordava mio padre, ma era più buffo e divertente – anni dopo, riguardandolo, ho colto invece anche il dramma e l’emozione che riusciva a dare al suo personaggio. L’ho sempre seguito, sempre amato le sue barzellette e il suo modo di fare spettacolo.

L’ho poi visto in scena, a teatro, e ammetto che non ricordo neanche quale fosse l’opera, perché ero completamente coinvolta dal suo enorme carisma e dal pathos con cui interpretava il suo ruolo. Il grande mattatore agiva così, rendendosi sempre il focus di ogni spettacolo, canalizzando con naturalezza tutti gli occhi su di sé. Sempre umile, simpatico, genuino, ma anche affettuoso, nel suo amare l’Italia e gli italiani.

In lui ho sempre visto un simbolo, ma anche il desiderio vero e puro di essere di conforto alla società, regalando una risata. Fantastico, poi, in Cavalli di Battaglia, il suo grande ritorno in televisione per festeggiare i 50 anni della sua carriera. Gigi Proietti mi ha sempre accompagnato, nella vita, dal genio di Aladdin al teatro, passando ovviamente per la tv. Un maestro, un padre, un amico.

Claudia D’Amico

 

 

La storia d’Italia

Il mio ricordo riguardo a questo grande attore è legato alla scuola, per l’esattezza alla materia Storia. Sembra strano come legame ma c’è un motivo particolare: I 7 Re di Roma. Tutti abbiamo studiato le origini della nostra Capitale e di come la leggenda vuole che ci siano stati 7 sovrani a partire dalla fondazione.

I miei genitori, per potermi sia aiutare ma anche divertire, mi consigliarono di vedere lo spettacolo che porta lo stesso nome, interpretato da Gigi Proietti. Loro ebbero la fortuna di vederlo dal vivo proprio nel 1989, anno in cui fu per la prima volta presentato al teatro Sistina di Roma. Oltre ad avere la sceneggiatura di Luigi Magni e le musiche di Nicola Piovani, lo spettacolo è pieno di risate, battute tutte però dedicate alla storia di Roma.

L’intero spettacolo mette in risalto le enormi qualità di mattatore ed attore di Proietti, il quale interpreta non solo i 7 protagonisti principali ma anche altre 6 figure, per un totale di 13 personaggi che si susseguono sul palco. Ogni singolo ruolo è stato tratteggiato in una maniera così unica e memorabile che tutt’ora ricordo ancora le canzoni, le battute e i piccoli gesti che il grande Proietti ha inserito. La sua scomparsa ha portato un gigantesco vuoto nel mondo dell’intrattenimento tutto, specialmente nel teatro, a lui tanto caro. Grazie Gigi per le risate e per i ricordi.

Jacopo Zuma Cerqua

 

Gigi Proietti, il mattatore

Voglio ricordare Gigi Proietti con l’ultima sua performance che ho avuto la fortuna di vedere al cinema. Quest’anno terribile è stato segnato anche dall’assenza della fruizione cinematografica nel suo luogo ideale: la sala. È molto curioso ed ironico il fatto che una delle ultime pellicole che ho visto nel 2019 sia stata proprio Pinocchio di Matteo Garrone.

La conosciamo tutti la storia del burattino, eppure tra le idee visionarie migliori del regista romano, la scelta di casting di Proietti per Mangiafuoco è stata una delle più sensazionali. L’artista c’è per pochissimi minuti di lungometraggio e nonostante questo, ruba la scena. Lo spettatore non può far altro che rimanere ammaliato dalla genialità sopraffina con cui l’interprete ha saputo dar vita ad un personaggio iconico del romanzo di Collodi.

Quando penso a Pinocchio di Garrone mi viene in mente subito ad una cosa: al cast. Sì perché se da un lato l’opera la si può criticare per diversi motivi – ad esempio il regista dà forse il meglio con l’approccio realistico e documentaristico, più che con quello fantastico – dal lato attoriale invece no. Tutti gli interpreti sono stati convincenti.

In particolare Proietti, in ogni recensione che leggevo, veniva citato per la bravura con cui era riuscito a commuovere in breve tempo. Ecco forse era questa la capacità di Gigi migliore, magari non lo conoscevi a 360 gradi, ma quando lo vedevi in televisione, anche solo per cinque minuti mentre stavi facendo altro, riusciva a strapparti un sorriso.

Enrico Baccileri

 

Gigi Proietti

El Camino

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