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Il Ladro e il Ciabattino

Il Ladro e il Ciabattino: intervista a 151eg

Il ladro e il ciabattino è un film d’animazione originariamente diretto, co-sceneggiato e co-prodotto dall’animatore canadese Richard Williams. I lavori iniziarono nel 1964 ed è rimasto incompiuto. Non è mai arrivato ufficialmente in Italia fino a quest’anno, grazie ad un progetto che ha visto 151eg fare un lavoro di adattamento e doppiaggio in italiano. Noi lo abbiamo intervistato proprio riguardo al film, che è disponibile gratuitamente sul suo canale YouTube al seguente link.

Quali sono state le più grandi difficoltà per quanto riguarda il doppiaggio, visto il COVID-19?

Temo proprio il fatto di non poter usare una vera e propria sala di doppiaggio unica per tutti ma dover fare in colonne separate, con strumentazioni, con diverse possibilità, diverse qualità e diversi riverberi. È un grosso problema. Infatti una persona un po’ più esperta noterà che il doppiaggio ha vari errori di compressione, equalizzazione ma soprattutto di differenze nella qualità audio dei vari microfoni.

Mi consola il fatto che anche in lingua originale ci fosse lo stesso problema. I vari personaggi sono stati doppiati in momenti diversi, in anni diversi, in luoghi diversi e con strumentazioni diverse. Ho praticamente avuto il loro stesso problema, semplicemente perché i doppiatori hanno doppiato in anni diversi mentre nel mio caso abbiamo doppiato semplicemente in luoghi diversi. I loro erano distanti nel tempo, i miei nello spazio. Ma credo che sia stata davvero questa la più grande difficoltà.

A parte questo, avrei avuto varie opportunità di proiettare il film al cinema, se solo non ci fosse stato il problema del COVID. Tant’è vero che la proiezione che c’è stata a Roma è stata un miracolo e comunque siamo stati tutti quanti lontani, costretti dal distanziamento sociale, e il numero di persone che potevano stare dentro al cinema è stato dimezzato proprio per colpa di questa cosa. È stato un vero peccato. D’altro canto spero di poterlo riportare in qualche evento o qualche festival in futuro.

Il ladro e il ciabattino

Come sei venuto a conoscenza de Il ladro e il ciabattino?

Chiunque studi animazione non può non venire a conoscenza di questo film, perché il libro di Richard Williams, The Animator’s Survival Kit, è la Bibbia dell’animazione. Tutti hanno sempre avuto a che fare con quel libro. È impensabile studiare animazione senza incappare nel nome di Richard Williams. Ovviamente avevo già sentito parlare del film in varie occasioni e in vari modi, ma non avevo mai visto per intero il film sapendo tutti i passaggi della sua storia. Tutto questo è stato possibile grazie ad una ragazza che mi segue su YouTube, la quale ha insistito che io provassi a guardare il film qualche anno fa. Beh, quando l’ho visto sono rimasto folgorato.

 

Come hai coinvolto gli altri doppiatori e YouTuber all’interno del progetto?

Dipende. C’è una storia diversa per ogni singolo doppiatore ovviamente. Direi che per i doppiatori più professionisti si è trattato proprio di scrivere una mail e cercare di spiegare la situazione. Ovviamente ci sono doppiatori noti che hanno detto di sì e altri che hanno detto di no.

È stato semplicemente un trovare il contatto, con più o meno difficoltà, e cercare di convincerli, spiegando esattamente il progetto. Qualcuno si è appassionato, qualcuno ha ignorato, qualcuno ha declinato gentilmente.

Mentre per gli YouTuber è dipeso da doppiatore a doppiatore. In alcuni casi, come quello di Daniele Ambra, lui si era già proposto per un altro lavoro di doppiaggio che mi serviva nel 2017 e il suo nome mi era rimasto in mente perché era stato davvero molto molto bravo. Tutto questo l’aveva fatto all’inizio della scuola di doppiaggio. Ora dopo averla finita, averne iniziata un’altra e averne finita un’altra e aver iniziato a fare doppiaggio in sala in modo serio, non potevo non dargli questa fantastica opportunità, perché penso che il ruolo fosse perfetto per lui. Daniele Ambra è il doppiatore di Re Nod ne Il ladro e il ciabattino.

Altri invece mi sono stati proposti dai doppiatori stessi. Per esempio il doppiatore del narratore, Riccardo Ricobello, mi è stato proposto proprio da Francesco Saverio de Angelis, il doppiatore di Spietuto, il capitano dei briganti, e di Occhiosolo. È stato lui a dirmi “Guarda, ho questo amico, se vuoi è un bravissimo doppiatore”.

Riccardo Ricobello è uno di quelli a cui avevo inizialmente scritto per partecipare ne Il ladro e il ciabattino col ruolo di Zigzag. Purtroppo tale ruolo non poteva incastrarsi con i suoi impegni e quindi la scelta subito successiva è stata Sergio Garbarino.

Insomma, per tornare alla domanda, dipende da ruolo a ruolo. Qualcuno come Chiara degli Orion, l’ho conosciuta personalmente al Lucca Comics del 2019. Siamo rimasti in contatto e non potevo non proporre un ruolo anche a lei. Tant’è vero che lei doveva fare all’inizio sia la principessa che la strega per poi decidere di lasciare il ruolo della principessa a Valentina Bonacoscia.

Il COVID ha fermato tutto. Avevi in mente di presentare questo progetto, a titolo gratuito ovviamente, a fiere o convegni?

Sì, assolutamente sì. Ho pensato anche di farlo a pagamento, ovviamente nel caso in cui ci fossero stati contenuti speciali legati al doppiaggio italiano, poiché non ho diritti sul doppiaggio americano né sul film in sé a livello visivo. Nonostante ciò sarebbe stato carino fare un DVD per avere un qualcosa di fisico.

In ogni caso qualsiasi proiezione del film deve assolutamente essere gratuita. Non posso non pretenderlo. Posso dire che c’erano vari Comicon che magari avevo già anche contattato o che avevano la possibilità di presentarlo con una sala, quindi sì, ho strapensato di presentarlo in vari festival. Anzi, dopo l’uscita del film alcuni festival mi hanno chiesto di far partecipare il mio film.

D’altro canto è un po’ complicato portare un film del genere al cinema poiché, essendo un’accozzaglia di cose restaurate, non ha la qualità che un cinema pretende. A livello di diritti bisogna parlarne con la AMPAS, la Academy of Motion Picture Arts and Sciences, che è l’unica che detiene davvero i diritti, a parte Richard Williams e discendenti.

Abbiamo davvero contattato chiunque e abbiamo fatto il possibile. Ovviamente se qualcuno fosse interessato tutt’ora ad avere il film lo può avere. Ci sono state anche due scuole di animazione che me lo hanno chiesto e giustamente lo hanno ricevuto.

La diffusione su YouTube de Il ladro e il ciabattino secondo te ha permesso una diffusione più veloce rispetto ad una presentazione “in sala”?

Assolutamente sì! In realtà sono rimasto anche sorpreso dalla risposta di YouTube. Non è un film facile, non è un film dalla grande trama straordinaria. È un film sottile, è un film artistico, un film visivo. Questo non lo rende superficiale, assolutamente, ma comunque è diverso da quello che di solito la gente si aspetta da un film, ovvero che intrattenga.

Questo film riesce ad intrattenere ma lo fa anche con un sapore che non è quello di oggi, non quello che verrebbe usato nel 2020. Sono rimasto molto sorpreso nel vedere che non solo la gente lo ha visto per curiosità ma lo ha proprio amato, lo hanno adorato. Non me lo aspettavo per nulla.

Mi sono ritrovato ragazzini che lo hanno considerato il loro film preferito e tuttora stanno facendo fan-art. Ci sono persone che hanno subito deciso di fare dei cosplay. La gente si è davvero “fissata” per il film, non lo ha semplicemente visto, lo ha adorato. Tra le partecipazioni al contest che ho fatto dopo l’uscita del film e le persone che tuttora mi chiedono altri video sul film, il coinvolgimento è stato ampio.

Per non parlare di tutti coloro che si son presentati alla proiezione a Roma, non posso che dire che ho sentito tantissimo amore da parte di tutti e un interesse molto sincero verso il film ed è quello che sia io che Garrett Gilchrist speravamo. E che credo in America non ci sia stato. Negli Stati Uniti Il Ladro e il Ciabattino non è finito in tendenza, da loro è ora meno conosciuto che in Italia. Questa cosa devo dire che è una vittoria personale.

Ovviamente se non fosse stato su YouTube poche persone sarebbero andate a vederlo al cinema, perché al cinema non vai a vedere qualcosa conoscendone la storia alle spalle. In questo film è proprio la storia alle spalle che fa metà del lavoro, perché se non avesse avuto una storia così straordinaria non sarebbe stato nemmeno così apprezzato, almeno credo.

Poi ovviamente è un qualcosa di meraviglioso, un film dall’enorme valore, però è anche un film dalla sceneggiatura debole, dal soggetto impreciso, dalle tematiche vaghe e assolutamente non al passo con i tempi.

Questa pellicola è la versione di Garrett Gilchrist. Come sei venuto in possesso di tale versione? Ci sono delle motivazioni particolari che hanno spinto verso questo montaggio, da molti considerato quello più vicino all’idea originale di Richard Williams?

Inizio dicendo che io ho visto per prima proprio la versione di Gilchrist, che è quella più completa.

Questa versione ha un pregio e un difetto: il pregio è che qualcosa di molto completo e soddisfacente, fra tutte le opzioni è davvero quella che senza dubbio comprende tutto quello che era stato previsto per il film; d’altro canto ha il difetto di non essere né quella con la qualità più alta né quella più corretta al livello di “completismo”.

Quando si fa un film spesso si rimuovono delle scene, per quanto vengano anche completate, finite con tanto di effetti speciali. Poi quando visto il film per intero si decidono quali sono le scene troppo lunghe, per esempio, o quelle dai ritmi troppo dilatati, oppure si sceglie tra una scena o un’altra, tra una gag o un’altra, ma non vengono messe entrambe.

Nella versione The Recobbled Cut però ci sono tutte. È probabile che una decina di minuti del film sarebbero stati tagliati una volta finito definitivamente con tutte le animazioni. Alcune delle scene che si vedono nella versione che ho messo su YouTube probabilmente sarebbero state tagliate e messe nel DVD come contenuti extra, ma qui ci sono. Ed è un po’ la sua sfortuna perché non è esattamente come Richard Williams lo aveva inteso, infatti nessuno lo dovrebbe chiamare Director’s Cut o simili.

È il più vicino a quello che il regista aveva pensato nel corso degli anni, ma un film non viene fatto semplicemente sulla base di tutti i piccoli passaggi che lo hanno attraversato ma per come esce alla fine. Infatti ero indeciso fra questa versione e la versione che in realtà è la Director’s Cut, ovvero A moment in time, che è la versione de Il ladro e il ciabattino che è stata esposta al MOMA di New York ed è la versione che è stata curata personalmente da Richard Williams.

È più incompleta di questa, più corta, dove mancano più scene perché il regista ha tenuto solo ed esclusivamente i pezzi che sono stati fatti completamente sotto la sua supervisione e con i tagli che lui ha pensato nel 2016. Quella versione, nonostante sia preziosissima, è la più completa, è più simile ad un’impronta di lavoro che ad un film completo e quindi non è così soddisfacente da vedere e al tempo stesso è introvabile.

Sarebbe stato molto molto complicato, per me, ottenere i diritti per doppiare quella versione. Forse addirittura impossibile poiché proprio perché è un’impronta di lavoro non ha una colonna internazionale e la risposta sarebbe stata che il film è in qualità altissima e si sarebbe dovuto abbassare di qualità per poterlo doppiare in italiano. Mi avrebbero detto di no e basta.

Dopotutto Il ladro e il ciabattino non ha abbastanza pubblico per poter fare quello che sarebbe stato necessario con la versione A moment in time, per quanto sia straordinaria, leggendaria e meravigliosa e anche una versione così complicata che avrei potuto esporla in qualche museo, in situazioni molto limitate e solo a patto che la qualità audio fosse esattamente quella del film originale.

Purtroppo tutto questo non era possibile, non con i miei mezzi, non da parte mia. In quel caso serviva l’intervento di una grande casa di produzione ma un doppiaggio professionale di questo tipo costerebbe sui 50.000 €, che è completamente fuori da qualsiasi progetto personale che io possa sperare di fare nella vita.

In ogni caso sono venuto in possesso di questa versione in particolare perché le prime due versioni, quella di Roger Allers e di Harvey Weinstein, sono entrambe estremamente censurate, sono completamente estranee alla mia idea di cinema in quanto arte. La versione A moment in time era introvabile, l’impronta di lavoro degli anni ‘90 era inguardabile, l’unica soluzione era usare questa, che era la versione con meno compromessi.

Non me la sentivo assolutamente di creare una mia versione, quindi era il caso di scegliere questa. Era anche quella più raggiungibile da parte di una persona qualsiasi, perché appunto Garrett Gilchrist non è che avesse agenti o manager a filtrare qualsiasi contatto. Era più raggiungibile a livello umano e quindi sono riuscito a scrivergli più privatamente.

Come ne sono venuto in possesso? Proprio scrivendogli privatamente, spiegandogli la mia situazione e lui è stato più che entusiasta di dirmi “Guarda, fallo assolutamente”. Ovviamente il film è su YouTube su concessione di chi effettivamente ha i diritti del film, ed effettivamente queste persone sono rimaste in possesso dei diritti del film tuttora. Nonostante sia legale proiettarlo al cinema ecc…, i diritti ufficiali del film non sono né miei né di Garrett Gilchrist, ma restano ovviamente a chi di dovere.

L’idea dei dialoghi in rima era già presente nella versione originale de Il ladro e il ciabattino o è stata un’idea successiva?

Tutte le idee di questo film sono originali del film in lingua originale, insomma il mio adattamento è fedele all’originale. Ovviamente questo non vuol dire che ho fatto follie alla Cannarsi, non ho cercato disperatamente la fedeltà, l’importante era il senso.

Se una battuta non funzionava in originale, andava adattata in italiano e cambiata leggermente per dare la stessa impressione, lo stesso suono, lo stesso tipo di idea, non semplicemente lo stesso significato ma la stesso risultato, che è una cosa molto diversa. Le rime di Zigzag ci sono anche in originale.

Nonostante ciò, visto che la lingua italiana ha una struttura sintattica completamente diversa da quella inglese, ho dovuto cambiare il tipo di rime, perché in originale sono rime concatenate, in italiano sono rime baciate, per esempio. Effettivamente è l’unica differenza perché per il resto anche Zigzag parla in rima in originale.

Così come sono presenti anche ne Il ladro e il ciabattino originale tutte le battute sulle palle, le palle d’oro che appunto si chiamano così in modo abbastanza goliardico, si scherza sul nome e così via. Tutto quello che io ho inserito nel film c’era anche in originale nonostante possa sembrare strano.

Alcune battute come “Brutto Fffff… Fido” in originale doveva diventare “fuck”, non ce l’aveva con Fido però poi cambiava “fuck”vfaa in Fido. Alla fine per quanto si tratta di un adattamento nessuna idea è davvero mia ma è tutto quanto già nell’originale.

Il ladro e il ciabattino

Come anche scritto nella descrizione, molta parte della traccia audio originale de Il ladro e il ciabattino era troppo corrotta. Quali brani sono stati reinseriti per poter rimanere fedele all’originale?

Inizio dicendo che: i brani che più di tutti hanno avuto bisogno di lavoro sono stati i cori mentre Zigzag arriva in città, quelli che dicono “Non temer, non temer, Zigzag il Gran visir è qui”, che sono stati completamente rifatti dal fidanzato di This is Luna (Luna Racini), Tommaso Sgarbi. Sono state completamente rifatte perché erano irrecuperabili.

Come mi disse lui stesso, i ritmi delle percussioni non c’erano più, erano irrecuperabili. Quindi quello è stato fatto da lui. Poi c’è M.M. Soundtracks che si è occupata della colonna sonora del narratore, che è stata ricostruita in digitale.

Altre colonne sonore mi sono state date direttamente da Gilchrist, come ad esempio il tema della città d’oro che inizia a suonare quando il Re finisce il suo discorso al popolo. Altre scene invece hanno avuto una colonna sonora che è stata sostituita solo nella versione.

Per esempio “Fantasia of a Theme by Thomas Tallis”, che è il brano dei titoli di coda o della spiegazione di Re Nod alla principessa Yum-Yum, o anche la Scheherazade che appare per quasi tutto il film, sono state entrambe prese in un’altra versione. Quella registrata da Garrett Gilchrist non aveva i permessi di cui avevo bisogno per poterlo mettere su YouTube senza problemi a livello di copyright.

Quindi mantenendo la stessa colonna sonora, ho scelto di usare una versione suonata da un’altra orchestra. Ovviamente ci tengo a specificare che quei brani di colonna sonora sono dei brani sostitutivi. Richard Williams non aveva pensato esattamente quella versione orchestrale della Scheherazade di Rimskij-Korsakov, aveva semplicemente messo lì una versione in modo indicativo, per indicare quale tipo di pezzo andava e da quale composizione.

Per quanto lui avesse intenzione di mettere esattamente le colonne sonore che si sentono nel film, non è l’esecuzione che era stata pensata. Probabilmente, ripeto probabilmente, si pensava di risuonare tutta quanta la colonna sonora con una sola orchestra per ogni singolo tema, che fosse Verdi, perché c’è anche l’overture de La Forza Del Destino del compositore italiano. Ci sono vari pezzi di musica classica che nella versione italiana non sono stati suonati dalle stesse persone che hanno suonato la versione americana.

Il ladro e il ciabattino

Sempre in tema audio, tutti gli effetti sonori presenti ne Il ladro e il ciabattino sono quelli originali o ne sono stati aggiunti di nuovi?

Con i rumori ho avuto lo stesso problema: c’erano qua e là dei rumori che erano spariti. Purtroppo il film non ha una colonna internazionale, perché non era stato finito, quindi i singoli pezzi audio si trovano su tipi di pellicole diversi, su pezzi di registrazioni che erano pensati per essere rifatti o modificati.

Addirittura alcune voci, soprattutto nei brusii originali, erano pensate per essere poi sostituite una volta che il film fosse finito. Insomma ci son tante cose che erano lì ma un po’ appiccicate male. Come ha detto qualcuno nei commenti, anche se con intenzione negativa, “il film è appiccicato con lo sputo”, perché è una successione di pellicole che dovevano essere poi lavorate per poter finire al cinema. Qui non sono lavorate. Quando dico che alcune scene non sono complete si vede che sono incomplete in quanto mancano i colori, altre sono incomplete perché mancano i suoni; altre sono incomplete e non se ne accorgerebbe mai nessuno perché sembrano complete con gli occhi e le orecchie ma un esperto nota subito che anche in originale non vanno bene così.

Non erano ancora finite davvero, serviva ancora un po’ di lavoro per poter preparare la pellicola per il cinema. Appunto è stato lo stesso problema che ho avuto io, visto che ogni singola pellicola era fatta con una qualità diversa, alcune erano ufficiali, altre erano approssimative, altre erano pensate per essere sostituite. Son capitati vari suoni, rumori, colonne sonore che sono stati rimossi utilizzando Splitter, un programma audio con un’intelligenza artificiale che rimuove alcuni toni medi all’interno dell’audio e toglie le voci. Ma non può fare miracoli, si sta comunque rovinando l’audio originale.

In alcuni punti era irrecuperabile, non c’era niente da fare, mentre in altri punti ho recuperato come possibile sostituendo la colonna sonora o con il pacchetto che Adobe mi ha concesso, perché Adobe concede ai proprietari dei loro programmi un pacchetto di suoni copyright free, oppure con suoni che abbiamo dovuto recuperare noi come possibile. Uno dei problemi più grossi è stato proprio la trombetta che viene suonata verso la fine del film, quando appaiono per l’ultima volta i briganti e c’è Spietuto, il capitano dei briganti, che, cercando di far silenzio, grida alla carica e parte questa trombetta che è ridicola. Una trombetta che è anticlimatica. Recuperare quel suono è stato un problema in quanto era immersa nelle voci dei personaggi che in originale gridavano “CHARGE! Attack them!” e che in italiano dovevano essere tutti quanti sostituiti. Non era possibile mantenere la trombetta e non tutte le voci che c’erano attorno, quindi abbiamo dovuto ricostruire il suono e tra l’altro è stato Francesco Saverio de Angelis a darmi un enorme aiuto.

Concludo dicendo che un’altra cosa che non mi aspettavo di fare è stato il rifare da capo sia la locandina che i titoli di testa e di coda che il logo de Il ladro e il ciabattino. Tutte cose che sono state fatte dai miei amici e che mi sono state di enorme aiuto. In particolare la locandina che è stata una collaborazione di tutte le persone che mi sono attorno, frutto di un enorme lavoro e che è solo ufficialmente italiana. Non mi aspettavo che poi sarebbe finita anche su Wikipedia.

El Camino

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Comments

  • Anonimo

    Io ho adorato questo film! Grazie mille a chi lo ha faticosamente portato in Italia. Splendida e interessante intervista !

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