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Rainbow Six Siege
Il Divin Codino

Il Divin Codino Recensione del film sul grande Roberto Baggio

Il 26 maggio arriverà su Netflix Il Divin Codino, il film che racconta la storia di Roberto Baggio attraverso le fasi più importanti della sua vita. Si tratta di una storia che ogni appasionato di calcio apprezzerà, ma che cerca di venire incontro anche agli spettatori che non seguono lo sport. Più che sulle partite vere e proprie, infatti, la pellicola si incentra sulle vicende umane dell’atleta, mostrando un aspetto sensibile ed emotivo che intrattiene, o almeno dovrebbe, un pubblico più vasto. Noi di MonkeyBit abbiamo un parere abbastanza neutrale, ma approfondiremo dopo i nostri motivi.

Il Divin Codino ha fatto la storia del calcio italiano ricevendo numerosi premi e riconoscimenti per la sua carriera. Ha portato l’Italia in finale ai mondiali, che si sono conclusi con la tragica sconfitta da parte del Brasile. Baggio ha sbagliato quel rigore che lo avrebbe spedito nell’Olimpo del calcio insieme ai più grandi giocatori. Eppure continua ad essere una delle leggende nostrane che i bambini cercano di imitare. C’è veramente poco da dire su questo film che ripercorre la sua storia, quindi procediamo subito con la recensione. Vi ricordiamo che potrete vedere la pellicola su Netflix.

Il Divin Codino in tre momenti

Il film, come accennato prima, ripercorre tre momenti della vita di Roberto Baggio. Vediamo il giocatore impegnarsi al massimo per vincere i mondiali, affrontare i suoi problemi familiari e avvicinarsi al buddismo. Qui molti potrebbero muovere le prime critiche, dal momento che il protagonista, interpretato da Andrea Arcangeli, è raccontato come un uomo e non da calciatore. Viene affrontato ed approfondito l’aspetto umano e lo sport passa in secondo piano per una narrazione più romanzata e tradizionale.

Il Divin Codino

Questa scelta di sceneggiatura è stata presa principalmente per raccontare una storia interessante che potesse attirare l’attenzione anche di un pubblico che di calcio ne capisce poco o niente. Il Divin Codino, però, non riesce a mantenere l’interesse dello spettatore. Lo sport scompare in favore di un racconto più generico, deludendo gli appassionati che desideravano rivedere le partite che hanno amato. Ma il film è comunque troppo piatto per avvicinare qualcuno che non sa nemmeno chi sia Baggio.

“Li vinco io quei mondiali”

Parliamo adesso della morale del film. Il Divin Codino non è di certo un capolavoro, ma ha comunque un insegnamento. Ricordate perché Avengers: Infinity War fu un successo? Abbiamo visto gli eroi fallire. Non c’è stato un lieto fine, sono stati sconfitti miseramente, ma abbiamo continuato a fare il tifo per loro. Allo stesso modo Roberto Baggio non è riuscito a segnare il suo rigore, ma proprio per questo è amato da tutti, come gli ripeterà in seguito la moglie.

Il Divin Codino

Baggio non è un eroe senza macchia e senza paura che riesce a superare ogni ostacolo senza difficoltà. È un uomo comune che ha fatto di tutto per seguire il suo sogno e, come a volte capita, ha fallito. Ci ha provato impegnandosi al massimo e dedicando anima e corpo alla sua passione, ma non ci è riuscito. È proprio questo lato umano ad averlo reso così iconico. Il Divin Codino ci insegna che non sempre le cose vanno come previsto e che, anche se i finali possono essere amari, si può sempre iniziare di nuovo.

Il Divin Codino è più Baggio di Baggio

Prima di concludere bisogna affrontare un argomento molto importante: il cast. Molti degli attori sono inespressivi e piatti. I dialoghi, già poco coinvolgenti, vengono recitati con superficialità e risultano estremamente plastici. I toni diventano artificiosi e innaturali, come se ogni personaggio avesse fretta di concludere la propria battuta. La cosa più fastidiosa in assoluto è quando non si capisce cosa venga detto. Il Divin Codino è colmo di frasi bisbigliate, dette a bassa voce senza nessun motivo, come se il timbro basso fosse l’unica soluzione possibile per aumentare la drammaticità della scena.

Il Divin Codino

Ovviamente non tutti gli attori sono così inespressivi, ma tra tutto il cast è solo Andrea Arcangeli ad emergere per la sua bravura. Si è immedesimato completamente nel personaggio e riesce a convincere lo spettatore. Oltre al lavoro immenso che ha fatto per assomigliare il più possibile a Baggio (lavoro riuscito alla grande), è anche profondo e ci fa dono di varie sfaccettature del calciatore. Si può dire che non ci sarebbe stato nessun altro attore capace di rendere così profondo un mito del calcio italiano.

“Guarda che non mi converti”

In conclusione potremmo dire che il film di Letizia Lamartire non va visto per un motivo specifico. Agli appassionati di calcio farà di certo piacere rivedere la vita di Roberto Baggio da un altro punto di vista decisamente più personale, dal momento che il vero protagonista ha assistito alla realizzazione delle riprese. La bellezza reale, però, sta nell’insegnamento umano che lascia nonostante i vari difetti che si porta dietro.

Il Divin Codino

Il Divin Codino è un prodotto di nicchia lavorato per essere gustato anche dalle masse. Ovviamente, data l’importanza del calcio in Italia, si tratta di una nicchia molto vasta, ma non può piacere a tutti. È la morale a dare valore al film e ad invogliare lo spettatore a proseguire la visione. Noi vi abbiamo detto la nostra, adesso sta a voi recuperarlo e farci sapere cosa ne pensate. Lasciateci un commento o scriveteci in DM su Instagram, saremo felici di rispondervi e ascoltare le vostre opinioni! Intanto cliccate qui per leggere altre recensioni sulle ultime uscite cinematografiche.

Il Divin Codino Recensione
5 / 10 VOTO
PRO
    - Ottima recitazione di Andrea Arcangeli
    - Morale molto bella
CONTRO
    - Poco calcio
    - Cast piatto e inespressivo
VOTO
Rainbow Six Siege
El Camino

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