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I segreti delle Balene

I segreti delle balene Recensione: la meravigliosa macchina di James Cameron

James Cameron è uno dei registi più influenti del panorama cinematografico, ma questa volta decide di prendere le distanze dal fenomeno del blockbuster con I segreti delle Balene, disponibile su Disney +. Dopo gli acclamati Ghosts of the Abyss (2003) e Aliens of the Deep (2005), egli ritorna a quel genere che viene visto per la maggior parte delle volte come un semplice progetto a scopo educativo ed informativo. Cameron riesce con la sua mdp (macchina da presa) a far immergere i fruitori dello schermo non soltanto nell’impatto visivo delle creature marine, ma anche nell’analisi delle loro strutture sociali, di natura complessa e stratificata.

I segreti delle balene viene rappresentato come una docuserie in quattro episodi, girata nell’arco di tre anni, in ventiquattro luoghi. Le specie di balene sono cinque: le orche, le megattere, i beluga, i narvali e i capodogli. Al centro delle esplorazioni si nota sin da subito una qualità fotografica, diretta da Brian Skerry, che da una parte vuole rispecchiare la documentazione oggettiva della vita marina con le sue regole e i suoi principi, mentre dall’altra mette in evidenza la percezione soggettiva di chi sta filmando e di come, attraverso essa, si cerchi di instaurare un legame affettivo, maturo e consapevole con due mondi totalmente separati e complementari. Questo è facilmente rintracciabile nei momenti di immersione subacquea.

L’universo sconosciuto delle balene

Le balene sono tra gli esseri viventi più affascinanti che esistano, appartengono alla classe dei mammiferi, consumano una particolare alimentazione, sono dotati di notevoli dimensioni e si trovano in ogni angolo dell’oceano. Sono tutte caratteristiche di cui, anche non approfondendo questo determinato campo di ricerca, siamo a conoscenza. Infatti James Cameron sposta l’attenzione verso la dimensione culturale, ossia lo studio delle idee e dei comportamenti a seconda dei luoghi spaziali e temporali. Questa scienza presenta forme interne di organizzazione e determina in maniera differenziata un numero infinito di modalità nell’agire e nel comunicare.

I segreti delle balene

 

Nei primi minuti di ogni episodio, la macchina da presa riprende i legami tra genitori e figli e di come le loro giornate siano rette principalmente dal sentimento dell’amore reciproco e dall’affetto collettivo. Tutto ciò viene costruito secondo modelli molto ravvicinati a quelli della specie umana. Entrambi sono animali che fanno uso del principio d’imitazione: significa riprodurre e generare azioni a seconda dei gruppi cui fanno parte. Ci sono tecniche genitoriali diverse, preferenze alimentari a seconda delle loro migrazioni e dei loro spostamenti. Una parte interessante delle loro vite è l’utilizzo del canto, il quale sembra costituire addirittura delle varietà locali e dialettali. Lo stesso regista e i suoi spettatori non fanno altro che assumere il ruolo di osservatore partecipante, creando così un coinvolgimento emotivo.

“Infatti delle volte l’obiettivo, oltre a catturare le bestie in tutta la loro bellezza, ci avvicina, come una lente d’ingrandimento, verso l’apparato fonatorio, e le balene applicano spesso questo dispositivo comunicativo.”

I loro sensi acustici sono molto sviluppati e riescono a captare la presenza dell’uomo senza che quest’ultimo si avvicini con cautela. Viene anche mostrato il loro stadio nella catena alimentare: ad esempio le orche si nutrono di cuccioli di foca, i capodogli hanno un’abilità pazzesca di procurarsi del cibo prendendo un bel respiro e immergendosi per un’ora nei fondali marini, e le megattere applicano le loro qualità sonore come segno di riconoscibilità all’interno della comunità. Le balene appartengono alla stessa specie, ma la distinzione tra i vari gruppi è molto evidente. Un esempio lampante si trova nel terzo episodio in cui si vede la forte vicinanza tra i beluga e i narvali. Nonostante ciò, i due animali tendono a starsi lontani per via della struttura anatomica che non può adattarsi allo stile di vita dei cetacei bianchi.

I segreti delle balene

Anche i documentari sopracitati avevano come ambientazione la vita marina: il primo racconta la tragica storia del Titanic (da cui ha diretto il kolossal vincitore di 11 Oscar), mentre il secondo argomenta la Dorsale Medio-Atlantica, popolata da creature in via di estinzione.

Il lavoro etnografico della troupe 

A differenza di quest’ultimo, I segreti delle balene ha attuato un’opera di raccolta di dati, utili alla conoscenza delle specie in questione e delle loro relazioni sociali e comportamentali in contesti ampiamente diversificati. La missione compiuta è stata quella di trovare una forte compatibilità umana di due mammiferi diversi per natura, ma simili nelle pratiche culturali. Anche questi animali possiedono un’identità. L’identità è ciò che descrive e rappresenta un essere vivente, che ha una sua determinante funzione nel cerchio della vita. Le loro esistenze si caratterizzano attraverso l’interpretazione e la capacità di trasmettersi dei messaggi, cioè di comunicare. La dimensione comunicativa è centrale a qualsiasi processo di tipo culturale.

I segreti delle balene

 

Il comparto tecnico e visivo è qualcosa di assolutamente mostruoso, affermando ancora una volta la minuziosa manualità di James Cameron nel portare le sue attrezzature a livelli innovativi e di rompere gli schemi del documentario, non accompagnato solamente dalla presenza del narratore e dal raccordo delle immagini. Si penetra in un’unica esperienza da vivere a bocca aperta. Abbiamo apprezzato particolarmente Sigourney Weaver nei panni della narratore, che arricchisce la potenza della storia con una voce quiete e pacifica. Quello di James Cameron non è il mondo reale, ma un viaggio introspettivo che ci consente di essere il più vicino possibile a ciò che vuole mostrare. Non è un insieme di filmati destinati alla semplice ammirazione voyeuristica, ma una riflessione a tutto tondo e una necessità di un cambiamento radicale nei confronti di un gruppo di mammiferi destinati alla scomparsa definitiva.

Ultimamente nelle piattaforme sono stati distribuiti altri prodotti simili, ricordando all’intera società dei danni che stiamo causando ai giganti del mare, che vivono in serie difficoltà a causa dell’inquinamento urbano e delle attività come la caccia o l’allevamento. Noi uomini siamo colpevoli di aver spezzato i regolari processi produttivi e alimentari della fauna acquatica e di aver sfruttato il loro habitat come grandi discariche o servizi igienici. Se decidiamo di compiere delle scelte responsabili, si potrebbe verificare un impatto sostanziale sul mondo sott’acqua. I segreti delle balene fa la differenza con il suo marchio originale e indistinguibile e un obiettivo diretto da due saggi maestri. Vi ricordiamo di rimanere sintonizzati su MonkeyBit per non perdervi le ultime novità sul mondo cinematografico!

I segreti delle balene Recensione
7.5 / 10 VOTO
PRO
    - Un comparto tecnico e visivo mozzafiato
    - Un'idea originale nell'esplorazione degli animali
    - Un messaggio importante da non sottovalutare
CONTRO
    - Poca testimonianza verbale per il direttore della fotografia
VOTO
El Camino

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