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I Predatori

I Predatori: recensione del folgorante esordio di Pietro Castellitto

Pietro Castellitto, figlio di Sergio e Margaret Mazzantini, aveva una grossa responsabilità. Non solo doveva dimostrare di avere la stoffa, ma doveva soprattutto “tener testa” a mamma e papà: loro il cinema lo conoscono e lo hanno fatto bene. Ma Castellitto Jr. non si limita “soltanto” a interpretare e scrivere – e sarebbe già stato tanto visto il risultato – ma decide anche di dirigere a 28 anni. Ma cos’è I Predatori? Il film è stato presentato alla 77ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nella sezione Orizzonti, dove ha vinto per la sceneggiatura. Con un discorso di ringraziamento, bello tanto quanto la pellicola, dedicato a chi la pensa diversamente da lui, Castellitto ha diretto un film con grande lucidità di sguardo e un occhio analitico verso una società, la nostra, spaesata e fuori di senno. Di seguito trovate il trailer ufficiale dell’opera distribuita nelle sale dal 22 ottobre.

Tra fascismo e borghesia

Due famiglie, due condizioni sociali, due mentalità. Da un lato ci sono i Pavone: borghesi, artisti, filosofi dalla forte cultura; dall’altro i Vismara: poveri, proletari e fascisti. Il popolo – tema cardine di una scena – se malato e ignorante può fare solo danni. Il popolo è composto da tutti: sia dai fascisti, quelli che subito noi spettatori condanniamo, sia dalle persone “per bene”: un medico, una regista e un filosofo. Per cui se il popolo è marcio, lo sono i Vismara tanto quanto i Pavone. Il film ribalta in continuazione la condizione, lo status quo e l’equilibrio delle famiglie. Un equilibrio che fin dall’inizio viene infranto attraverso quei jump cut: la macchina che sta arrivando la sentiamo, sta per entrare in campo, stacco, altra strada, altra macchina che si avvicina, stacco. Una conciliazione tra audio e video che non vediamo mai e, quando finalmente ci appare una macchina (sarà la stessa?), essa è ferma e quindi non produce alcun suono.

I personaggi del film sono alienati, confusi. Forse sono prede come ci suggerisce il titolo?! Oppure sono predatori?! Il disagio sociale porta i giovani a confondersi coi vecchi e gli anziani non capiscono i ragazzi bollandoli per “saccenti”. L’insoddisfazione di questi, che hanno un’eredità difficile da cui riprendersi, porta al delirio:

Di giorno leggo Freud, ma di notte sniffo colla […] Nonna perché il futuro fa più paura della morte?

Il non-senso della prima frase va a braccetto con l’angoscia della seconda. Il futuro dei giovani è fondato su un’incomunicabilità tra generazioni, le quali si attaccano vicendevolmente. La morte è una certezza, il domani è pieno di dubbi che si mescolano con certezze che diventano incertezze e si tramutano inevitabilmente in paura. Gli stessi dubbi sono quelli che lo spettatore si pone quando inizia ad empatizzare più con il fascista rispetto al borghese colto.

I Predatori

Una commedia?

I Predatori è una commedia. Però, ha degli aspetti drammatici, alcune gag sono grottesche e surreali, altre ancora sono slapstick. Ma cos’è I Predatori? Quello che è certo è che si ride e si riflette. La commedia analizza e rovescia lo status quo dei personaggi dandone, a fine visione, una chiave di lettura diversa.

Il film non è altro che un racconto di personaggi che si incontrano e non comunicano tra loro, di persone orribili che sono buone, di persone buone che sono orribili. Castellitto miscela il bene e il male con sapiente cognizione di causa. I Vismara sono colmi di difetti: non c’è neanche bisogno di citarli. I Pavone sono più viscidi: all’apparenza sono bravi dottori e registi, ma i loro rapporti si basano su sotterfugi, sono miserabili che non si guardano attorno. I Vismara al contrario sono sinceri tra loro, forse all’apparenza sono più fascisti di quanto lo siano in realtà. L’apparenza delle due famiglie quindi confonde lo spettatore (e i personaggi) causando un disagio non indifferente.

Indi per cui, questo sentimento di disgusto e questa sensazione di confusione, che deriva da un’apparenza non corrispondente ai fatti, dà significato alla rappata della cugina di Federico. Di giorno si legge Freud – la facciata che mostriamo alla luce del sole – mentre di notte si sniffa colla – perversioni che decidiamo consciamente di celare nel buio. Non si sniffa la colla, ma si sniffa la cocaina. Non si porta a sparare il proprio figlio ad un bersaglio, ma si tradisce la moglie con quella di un caro amico.

Regia, sceneggiatura e interpretazione

Pietro Castellitto scrive, dirige e interpreta. Il paragone con Allen è il primo che viene in mente post-visione. Il giovane scrive e interpreta divinamente, il personaggio di Federico è un concentrato grottesco di contraddizioni coerenti e di idiosincrasie buffissime. Federico fa ridere con ogni componente: il corpo, la mente, la rabbia, i gesti e, addirittura in una scena, coi baffi. Il montaggio non è da meno: non solo i jump cut iniziali strappano un sorriso, ma molte scene hanno un ritmo geniale ed enfatizzano i tempi comici proprio grazie al montaggio.

Quella che viene meno, nonostante sia di buona fattura, è la regia. Talvolta Castellitto osa un po’ troppo ed esaspera certe panoramiche ai limiti della sopportazione. Per fortuna però questi casi sono limitati e nel complesso la regia è funzionale al racconto, seppur dei tre lavori titanici di Castellitto questo sia il meno interessante. Considerato il fatto che I Predatori è un esordio sia in fase di sceneggiatura, sia in fase di regia, si può definire come uno dei migliori debutti dell’anno.

I Predatori

Ma chi sono I Predatori?

Onestamente non lo sappiamo. Forse tutti sono prede e predatori. La differenza la possiamo trovare nel modo di essere predatori. C’è chi lo è alla luce del sole in città davanti a tutti, c’è chi invece si nasconde in un bosco durante una battuta di caccia lontano da tutti. O ancora il lavoro che facciamo ogni giorno ci permette di essere predatori di prede innocenti che entrano nella tana di un lupo che ci sembra una tenera nonnina. Insomma lo status quo dei personaggi è confuso quanto quello dello spettatore post visione.

I Predatori è un film stimolante per la mente, nulla è scontato, ogni personaggio ha una sua funzione e non è buttato al caso. Siamo stati folgorati da questo esordio di un figlio d’arte talentuoso che, speriamo, continui così per molti anni. In Italia c’è bisogno che i giovani facciano un cinema nuovo, interessante, valido e che vinca premi. I Fratelli d’Innocenzo con Favolacce e Castellitto con I Predatori hanno vinto entrambi il premio per la miglior sceneggiatura. L’analogia tra i due film è più ramificata di quello che sembra, in quanto ambedue danno spazio ai giovani senza scadere in inutili retoriche, ma tirando forti schiaffi allo spettatore.

I Predatori
8.5 / 10 VOTO
PRO
    - Castellitto scrive e interpreta divinamente
    - Questa commedia pone diversi dubbi nel pubblico rovesciando le certezze
    - Cast in parte
CONTRO
    - La regia talvolta è esasperata
    - Alcune parolacce sono di troppo
VOTO
El Camino

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