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I Figli del Mare 1

I Figli del Mare Recensione: quando il mare diventa un’esperienza cinematografica pura

I Figli del Mare è un colossal d’animazione tratto dall’omonimo manga di Daisuke Igarashi. La pellicola ha richiesto cinque anni di duro lavoro da parte di centinaia di animatori dello studio 4°C e migliaia di disegni sia in tecnica tradizionale sia attraverso la CGI. Il film è diretto da Ayumu Watanabe e a curare la colonna sonora c’è Joe Hisaishi. Il primo si era fatto le ossa dirigendo nel 2006 e 2008 due film dedicati a Doraemon e più recentemente la serie animata Dopo La Pioggia; il secondo invece è il collaboratore storico di Hayao Miyazaki e Isao Takahata dello studio Ghibli. Il 3 novembre al Lucca Comics & Games c’è stata una proiezione in lingua originale coi sottotitoli in italiano. Infine è arrivato nelle sale italiane il 2-3-4 dicembre distribuito da Nexo Digital in collaborazione con Dynit.

Trama

I Figli del Mare si apre con una soggettiva di una bambina di nome Ruka che, dopo aver aperto gli occhi, vede un magnifico acquario. Successivamente vediamo Ruka adolescente che gioca a pallamano e notiamo che è una ragazza ribelle, scontrosa verso le compagne e ha una situazione familiare non proprio delle migliori. Le sue vacanze estive a causa del suo atteggiamento finiscono il primo giorno. Un giorno visitando il Wonder Aquarium, l’acquario gestito dal padre, incontrerà Umi (che significa “mare”), un ragazzo che vive lì perché è stato allevato dai dugonghi e a causa del suo contatto eccessivo con l’acqua, ha un problema alla pelle, la quale si secca più velocemente rispetto alla pelle dei normali esseri umani. Umi racconta a Ruka che ha un fratello maggiore di nome Sora (che significa “cielo”), pure lui è stato allevato dai dugonghi e ha lo stesso problema alla pelle. Sora si trova all’ospedale per dei controlli, ma quando Ruka lo incontrerà inizierà la maturazione della protagonista. Non mi spingo oltre per quanto concerne la trama per non rovinarvi l’esperienza cinematografica.

I Figli del Mare 3

Un’animazione fenomenale

Il film è semplicemente una meraviglia, una vera esperienza che al cinema lascia senza fiato. Le animazioni in tecnica tradizionale si mescolano alle animazioni in CGI in un connubio perfetto a tal punto da non riuscire a distinguere cosa è animato a mano e cosa è animato al computer. Watanabe ci immerge in un mare vivo, in sala sembrava proprio di essere sott’acqua con Ruka, Umi e Sora – questo grazie ad un montaggio sonoro di alto livello e ad un surround coinvolgente. I disegni mescolano lo stile anni ’70/80 come ad esempio gli occhi grandi in pieno stile nipponico classico con uno stile innovativo e moderno – prevalente sott’acqua e nelle sequenze dell’ultimo atto. E soffermiamoci proprio su queste: raramente si è visto al cinema sequenze di questo tipo, specialmente nel cinema d’animazione. L’atto finale è visionario strizza l’occhio a 2001: Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick. È travolgente e “vorrete vedere” cosa sta succedendo. Vorrete assistere come spettatori attivi all’evento che sta accadendo, maturando spunti di riflessione.

I Figli del Mare 2

Tre personaggi ben caratterizzati

I Figli del Mare vanta tre personaggi caratteristici l’uno dall’altro. Ruka è una ragazza in piena maturazione – in tal senso ricorda moltissimo La Città Incantata di Hayao Miyazaki specialmente in più citazioni visive che personalmente ho apprezzato molto – è un personaggio controverso e pieno di contraddizioni come ogni adolescente: litiga con la compagna di pallamano e con Sora, ma altre volte è dolce e premurosa. Umi è un ragazzo sempre felice, sembra un bambino costantemente gioioso ed è sempre pronto alla scoperta. Sora invece è riflessivo, talvolta freddo e sarà fondamentale per la piena maturazione di Ruka.

Taoismo, Yin e Yang e panteismo

Pure un non avvezzo come il sottoscritto, ma che ha studiato filosofia occidentale di base e il Taoismo a scuola, potrà notare come questa sia un’opera filosofica e mistica che comprende diversi concetti tra cui: il panteismo, Yin e Yang con tutte le sue dicotomie, Talete e Eraclito. Sicuramente ci sono altri filosofi che vivono in quest’opera, ma non avendoli studiati a dovere non li ho voluti inserire. Ciò potrebbe far sorgere una domanda: “Ma questo film è adatto ai bambini?”. La risposta è assolutamente sì, i bambini non coglieranno l’opera in toto, ma verranno ammaliati dalle animazioni e dal racconto di formazione di Ruka. Una storia che tratta tematiche non facili per loro, ma con il giusto aiuto da parte dei genitori potranno comprenderlo e maturare. Inoltre il film dà delle linee guida per comprendere al meglio l’opera, bisogna infatti ascoltare con attenzione i dialoghi e farli propri.

 Musiche incredibili di Joe Hisaishi

Mi sembra scontato dirlo, ma le musiche di Joe Hisaishi sono semplicemente eccezionali. Sono immersive e alcune volte fanno venire brividi lungo la schiena – ciò ovviamente grazie anche alle immagini. Anche per quanto concerne le musiche I Figli del Mare riesce ad emozionare e far riflettere, ma, purtroppo, per spiegare perchè è particolarmente efficacie l’uso del suono, dei rumori e delle musiche, bisognerebbe fare spoiler, ma non è questo il luogo adatto per farlo.

I Figli del Mare 1

I Figli del Mare Recensione
9.5 / 10 VOTO
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PRO
    Animazioni che fanno gridare al miracolo
    Montaggio sonoro travolgente
    Personaggi ben scritti
    Un film di formazione profondo
    Opera visionaria, filosofica e mistica
CONTRO
Qualche spettatore potrebbe trovare il film eccessivamente criptico, ma ritengo che i dialoghi diano delle linee guida per comprenderlo
Concludendo è un'opera mastodontica, che regala tantissime emozioni, un capolavoro che verrà ricordato nei prossimi anni, come per 2001: Odissea nello Spazio qualcuno già non lo ha ancora compreso, ma bisogna e bisognerà sforzarsi di comprenderlo grazie a più visioni. Mi dispiace per il mio tanto amato Midsommar di Ari Aster, per The Irishman di Martin Scorsese e per Parasite di Bong Joon-ho ma questo è il mio film preferito dell'anno. Il voto negli anni potrebbe pure alzarsi fino ad arrivare a 10, per ora non ho voluto espormi troppo, ma consideratelo già un 10.
VOTO
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