MonkeyBit

I am Groot

I am Groot Recensione della nuova serie animata del MCU

Con una quarta fase estremamente sperimentale e con una continua e costante carrellata di annunci e nuove idee, il Marvel Cinematic Universe ci ha insegnato a guardare fuori dagli schermi e ad aspettarci l’imprevedibile anche nelle produzioni dedicate ai personaggi più secondari ed inaspettati. I am Groot è una serie veramente breve, composta da cinque cortometraggi animati dalla durata media di quasi tre minuti l’uno. E, nonostante la durata esigua, lo show riesce comunque a strappare qualche sorriso agli spettatori, trasportandoli nelle simpatiche avventure del piccolo alberello antropomorfo.

Pensandoci bene era solo questione di tempo prima che l’eroe presentato da James Gunn all’interno di Guardiani della Galassia diventasse il protagonista assoluto di una produzione del MCU. Dopo aver conquistato il pubblico nel 2014 nella sua sua prima apparizione ufficiale al fianco di Rocket Racoon, Gamora, Drax e Peter Quill, Groot è diventato una vera e propria mascotte all’uscita di Guardiani della Galassia Vol. 2 dove, dopo essersi sacrificato per salvare i suoi compagni, è tornato in una adorabile versione “baby” e ha stregato ancora di più gli spettatori.

E con questi cinque piccoli cortometraggi ambientati tra il primo e il secondo film, il Marvel Cinematic Universe torna a puntare sull’adorabile piantina trasportandoci nelle sue avventure nel mondo che lo circonda. Con una seconda stagione già confermata, I am Groot è disponibile da oggi sulla piattaforma streaming Disney+ ed ecco la nostra recensione.

I am Groot, l’eroe di poche parole è tornato

Come vi abbiamo già anticipato in precedenza, I am Groot ha una durata davvero esigua, soprattutto considerando che i singoli cinque episodi non superano i tre minuti e mezzo una volta tolti la sigla iniziale e i titoli di coda. Proprio per questo motivo non ci sono dei veri e propri motivi per cui non dovreste godervi queste piccole avventure animate che, anche se non aggiungono effettivamente niente di nuovo al Marvel Cinematic Universe come lo conosciamo, sono comunque un piccolo piacere per gli occhi e saranno sicuramente in grado di strapparvi qualche sorriso.

Considerando che le avventure del piccolo eroe sono ambientate tra le vicende di Guardiani della Galassia e Guardiani della Galassia Vol. 2, ci troviamo a fare i conti con una fase veramente embrionale della creatura. Partendo da quello che è poco di più di un vasetto bisognoso di cure ad attenzioni, Groot arriva ad essere il bambino che abbiamo conosciuto all’interno del secondo film: dispettoso, ingenuo e curioso.

I am Groot

I cinque cortometraggi, infatti, si incentrano proprio sul modo in cui Groot entra in contatto con il mondo che lo circonda, sperimentando emozioni e sensazioni tutte nuove per lui. E anche se da un lato la serie poteva offrirci di più, partendo per esempio dal mostrarci il suo rapporto con gli altri membri dell’equipaggio nel corso del tempo, il risultato finale è sicuramente convincente e riesce a dare il massimo nel pochissimo spazio che ha a disposizione.

“I am Groot”

La scarsa durata dello spettacolo, sotto questo punto di vista, può essere considerata come una sorta di arma a doppio taglio. Da un lato, infatti, episodi più lunghi avrebbero dato la possibilità di giocare maggiormente col personaggio e di mostrarci tutte le sue sfaccettature mentre, dall’altro, il tipo di comicità utilizzata all’interno della produzione si adatta alla perfezione a puntate così tanto brevi e non corre mai il rischio di risultare prevedibile, alla lunga, ripetitiva.

Proprio a causa della sua semplicità, infatti, non c’è molto altro da dire su I am Groot. Ci troviamo di fronte ad uno show con una CGI impeccabile che forse avrebbe potuto offrirci molto di più ma che, nonostante la sua brevità, è comunque in grado di accompagnarci in una avventura leggera e divertente e sarà sicuramente capace di strappare un sorriso a tutti gli spettatori. La serie di cortometraggi punta ad intrattenere senza soffermarsi troppo sull’Universo Cinematografico che circonda la narrazione, permettendo all’adorabile protagonista di infrangere ogni regola e di conquistare, per la prima volta in solitaria, il piccolo schermo.

Post a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.