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Football Manager

Football Manager: non un semplice gioco di calcio

L’uscita di Football Manger 2022 è stata accolta positivamente dal pubblico che, come ogni anno, attende con trepidazione il nuovo titolo sviluppato da Sports Interactive. Come spesso accade per i videogiochi più di “nicchia”, coloro che non conoscono il genere non lo prendono in considerazione, attirati dalle luci sfavillanti e frenetiche degli action. Guai però a considerarlo solo un semplice gioco di calcio: Football Manager è molto di più.

Football Manager, il calcio è una cosa seria

Il titolo dà una sferzata al passato, completando, rasentando la perfezione, l’evoluzione che era iniziata nei giochi precedenti. Il manageriale di calcio più amato al mondo ora è più snello, intuitivo, pur mantenendo un’infinità di possibilità e variabili al suo interno. L’intelligenza artificiale sul campo è aumentata considerevolmente, specie sulle situazioni difensive, e anche le animazioni ora sono decisamente migliorate. Ma non è di questo che parleremo. Oggi vedremo perché la missione di Football Manager, inteso come filone videoludico, è una meravigliosa crociata contro l’ineluttabile, una missione impossibile portata avanti con una costanza invidiabile.

Football Manager

L’idea alla base infatti, soprattutto con il passare degli anni, non è solamente quella di creare un manageriale fedele alla realtà grazie ai freddi numeri. Football Manager ormai è un software avanzatissimo, in grado, attraverso anni di perfezionamento e accumulo dati, di creare una sua realtà, plasmata dal modello della vita di tutti i giorni e dotato di una profondità probabilmente inspiegabile a parole. Nello sport più casuale di tutti, nulla è lasciato al caso. La cura maniacale dietro ogni singolo numero riesce nell’impresa di generare una sorta di “Matrix” calcistico, su misura per ogni appassionato del pallone. Esatto, su misura perché con le vostre scelte, a livello societario, tecnico e tattico, il mondo cambierà con voi, prendendo pieghe differenti a seconda del vostro approccio. Una sorta di Heavy Rain procedurale, figlio di freddi numeri riscaldati dal fuoco della passione del giocatore.

Una missione profonda

Football Manager però non è assolutamente Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento. Non è un monaco che cerca di dare un senso alla propria fede perché, a differenza loro, ha il grande merito di riuscire quasi perfettamente nell’impossibile: dare un senso, una linearità, una logica, una trama ed un binario prefissato allo sport “matto” per eccellenza, il calcio. E fidatevi, non è da tutti riuscire in un’impresa tanto complessa. Football Manager, partendo dall’astratto, crea una rete tangibilissima e immersiva, in anticipo sui tempi. Perché se il franchise prova nell’impossibile da anni, anche il calcio moderno è ormai entrato nell’ottica di inserire una vena scientifica nello sport. L’analisi dei dati e la loro possibile applicazione è ormai alla base di ogni grande club che punta alla vittoria.

Football Manager è, se vogliamo, l’urlo dell’umanità contro l’inevitabile, un tentativo di imbrigliare la casualità, la sorte, il caos. Non si tratta solo di un’interpretazione, probabilmente con Football Manager 2022 la migliore mai vista, del calcio: è una metafora dell’esistenza stessa. Dove finisce il sentiero tracciato, il freddo calcolo, e inizia l’opportunità della casualità? Probabilmente non lo sapremo mai. Ma l’impossibilità di una risposta non minerà mai la sua ricerca e l’insistenza della domanda.

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