MonkeyBit

Facing it

Facing it: lo stop motion come strumento sociale

Parlare di stop motion è un qualcosa che va direttamente a toccare le corde più intime di noi stessi, le sensazioni ed i sentimenti più reconditi che a volte finiamo col nascondere dentro una scatola. La tecnica a passo uno, contrariamente a quanto si possa pensare, ha una storia lunghissima; addirittura, questa risale sin dai tempi del primo cinema delle origini di Méliès. Le immagini in movimento sono la caratteristica che incanta ancora oggi la settima arte in tutto il suo complesso, ma quando parliamo dello stop motion in realtà si tratta di un ramo che viaggia in parallelo ad esso. Anche l’animazione tradizionale, in questo senso, si può considerare come un’ulteriore via artistica di approccio per poter muovere personaggi creati al computer.

Lo stop motion, però, è una tecnica che permette di creare quello che nessun’altra tecnica è in grado di fare, ossia nientemeno che donare la vita ad oggetti inanimati reali. Ogni regista che decide di cimentarsi in questi progetti, concentrando tempo e fatica a realizzare anche soltanto una manciata di minuti di filmato, può benissimo essere considerato come un mago; l’unica differenza è che al posto della bacchetta c’è invece la macchina da presa, la quale farà la sua magia catturando fotogramma per fotogramma. Un senso di magia ci invade quando capiamo che i pupazzi sullo schermo sono in realtà davvero esistenti, ma la cosa che stupisce di più è proprio il fatto che improvvisamente essi riescano a prendere vita grazie alla mano del filmmaker.

Ancora oggi negli anni 2000 questo particolare processo di lavorazione continua ad affascinare anche i più giovani, i quali non pensano al passo uno come un tipo di cinema vecchio e passato, bensì un’opportunità per le loro storie. Sam Gainsboroug è uno dei nomi che si aggiunge alla numerosissima lista di aspiranti autori con talento, proveniente dalla Beaconsfield’s National Film and Television School in Inghilterra. Egli è conosciuto principalmente per aver partecipato al cast di Inanimate, nove minuti di film diretti dal talento della nostra connazionale Lucia Bulgheroni che ha ricevuto ottimi riconoscimenti. Sam nel 2018, però, emerge autonomamente all’attenzione dei tanti con il fantastico Facing it (qui il link per vederlo).

Facing it

Dentro Facing It

Il cortometraggio in questione è un progetto che possiede una base molto ambiziosa, si potrebbe definire come un esperimento per dare allo stop motion una patina più moderna. Guardando Facing it ci si rende conto a primo impatto che il promettente regista britannico ha voluto mescolare live action con stop motion, ma donando un effetto del tutto straniante. Fino a qui non sembra sia una grande novità, ed effettivamente non lo è considerando che si potrebbero citare numerosissimi titoli al confine tra reale e passo uno, come James e la pesca gigante o Il 7° viaggio di Sinbad animato da Ray Harryhausen. Ma il corto è stato realizzato in un modo del tutto nuovo, infatti attraverso un lavoro di post-produzione il regista ha applicato delle maschere animate in claymation su persone reali, muovendo solo quest’ultime in stop motion.

Il risultato è di forte impatto visivo, con espressioni dei personaggi fatte in plastilina che si amalgamano tra di loro in un concentrato di colori freddi. In questo aspetto si nota un omaggio al grande Dimensions of Dialogue di Jan Švankmajer, dove il regista ceco scomponeva e ricostruiva più volti tra di loro. Qui, però, la mimica facciale è parte integrante del corpo di persone reali e l’elemento preponderante è la cera pongo che riflette nella sua colorazione lo stato di condizione sociale.

Facing It è la storia di un giovane ragazzo che aspetta dentro un pub l’arrivo dei suoi genitori. Attorno a lui si respira un’aria armoniosa, fatta di chiacchiere spensierate e momenti di totale relax. Tutte cose che non appartengono al nostro protagonista che si nota come impaurito della tanta gente che lo circonda. Nel suo io interiore avrebbe voglia di socializzare con le persone accompagnato da una pinta di birra, ma ha un blocco e questo porterà al riaffiorare dei ricordi del suo passato. Una gioventù vissuta dalla presenza soffocante dei genitori oppressivi, anche essi dai volti grigi. Un difetto di famiglia, forse, presente nel DNA della loro personalità brutta ed asociale, una condizione che non fa vivere bene il giovane.

Facing it

La tematica della paura in forma interiore

L’ansia sociale è infatti una delle tematiche raccontata in maniera molto toccante dal regista inglese, che mette sullo schermo in quei pochi 7 minuti di durata una vera e propria patologia in tutte le sue sfumature. Vedere la plastilina sciogliersi o creare delle altre piccole mani che tappano la bocca del protagonista, ogni qualvolta tenta di sconfiggere la paura, riesce a rendere alla perfezione i sentimenti oscuri che prova costantemente nei confronti degli altri. Soffocato dai suoi blocchi interiori, cresciuti e sviluppati dall’atteggiamento macabro dei suoi genitori, egli si differenzia da tutti i personaggi che appaiono sullo schermo sereni con loro stessi.

Minuto dopo minuto è come vedere una bomba in procinto di esplodere in tutta la sua rabbia, in un urlo liberatorio che vale ben più di mille parole. Un cortometraggio semplice nella sua narrazione, ma allo stesso tempo molto umano e capace di far emergere nello spettatore grandi emozioni di empatia. Sam Gainsboroug è riuscito eccellentemente a raccontare con la forza delle immagini in stop motion, data la completa assenza di parole, una condizione che un grosso numero di persone persone purtroppo vivono e della quale non trovano modo di liberarsi. Perché a volte forse un grido di sfogo non basta per guarire, ma riesce comunque ad aiutare nella battaglia che ogni giorno viviamo con noi stessi. Allora solo a quel punto si è davvero pronti ad affrontare le nostre più oscure ombre in serenità.

Facing it

Quest’articolo sull’interessantissimo progetto Facing it si conclude qui. Speriamo che sia riuscito ad affascinare voi quanto è riuscito a farlo con noi; fateci sapere cosa ne pensate nei commenti in calce! Inoltre, vi invitiamo a rimanere aggiornati sulle pagine di MonkeyBit per altre news riguardanti cinema, serie tv, videogiochi, fumetti, manga, tecnologia, rubriche e molto altro ancora!

El Camino

What's your reaction?

Post a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Developed by SpawnLab