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Elden Ring: lore a confronto con Dark Souls

Elden Ring è un titolo che molto probabilmente vi ritroverete tutti sulla vostra piattaforma. Il già diventato capolavoro targato From Software si potrebbe considerare a tutti gli effetti una sorta di Dark Souls in versione open world per tantissimi aspetti. In primis troviamo il gameplay, che nonostante molti miglioramenti alla macchinosa mobilità della serie citata in precedenza, non differisce molto in quanto ad armi e combattimento. In secondo luogo troviamo la narrazione che riprende tutti gli stilemi che ormai conosciamo molto bene.

Criptica, nascosta dietro ad ogni pixel, e incisa su oggetti e i nemici che popolano l’affascinante Interregno. Con la serie dei Souls originali possiamo dunque trovare tantissime somiglianze e sebbene il gioco non è ancora stato approfondito, grazie alle tonnellate di gameplay e anticipazioni possiamo già permetterci di fare le prime affermazioni. Questo articolo dunque non sarà un racconto sulla lore di Elden Ring in quanto non la capiremo neanche dopo averci giocato 200 ore, figuriamoci adesso dopo qualche video, ma una ricerca dei punti di incontro con una delle saghe più importanti delle scorse generazioni.

Un nuovo inizio

Partiamo con quello che è il nostro protagonista, un Senzaluce alla ricerca dei frammenti del famigerato Elden Ring. Il Senzaluce, in inglese il “Tarnished” è stato bandito molto tempo prima dall’Interregno togliendogli una certa “Grazia” che sembra essere una sorta di potere che garantisce a questi esseri di utilizzare poteri e magie. Nel momento in cui è ambientato il titolo l’anello è stato frammentato e consegnato a diversi semidei, capi dei vari Dungeon Leggendari di cui parleremo in seguito, e dato il suo enorme potere il Senzaluce è stato richiamato per rimetterlo al sicuro.

Questa storia ricorda molto l’Unkindled di Dark Souls 3 che in seguito al suono delle campane ritorna in vita per riunire i lord di Lothric. La missione dei due protagonisti sembra quindi molto simile e lo scopo in entrambi i casi è quello di salvare il mondo sconfiggendo esseri molto potenti. In Dark Souls 3 non abbiamo una chiara idea di chi ci abbia risvegliato in quanto per mantenere la fiamma accesa basterebbe che i lord delle ceneri ritornino sui loro troni. Su Elden Ring invece il Senzaluce è stato richiamato dall’interregno stesso, o forse dalla Regina Marika di cui parleremo tra pochissimo, per risolvere una situazione che porterebbe solo ad un altra guerra.

Il primo personaggio con cui confronteremmo la regina di cui abbiamo parlato prima è sicuramente Lord Gwinn, il primo Lord delle Ceneri e colui che si sacrificò per mantenere accesa la fiamma. Ora non sappiamo se anche in questo caso la ritroveremo come boss finale ma la causa dei nostri problemi sembra anche questa volta data da un tentativo fallito di salvaguardare il mondo. La Regina Marika ha frammentato l’Elden Ring in quanto il suo potere era troppo pericoloso ma così facendo ha creato dei veri e propri mostri accecati dalla loro forza smisurata. Gwinn ha fatto lo stesso con la propria anima dividendola e consegnandola a Seath il Senzascaglie per proteggere il primo focolare.

Dark Souls

In entrambi i casi stiamo parlando di effetti collaterali per mantenere il mondo intatto in seguito ad una vera e propria guerra. Se per Dark Souls il conflitto consumato contro i Draghi eterni ha dato vita alla maestosa era del fuoco in Elden Ring le macerie sono delle vere e proprie aberrazioni. Ogni zona difatti, dalla più bella alla più cruda ed inquietante, sembra popolata da creature fatiscenti o in alcuni casi immobili in cerca di un avversario pronto ad ucciderle.

Prendiamo la palla al balzo per fare un rapido confronto tra le creature dei due mondi, così lontani quanto tremendamente simili. In tutti e due i casi abbiamo a che fare con creature fantastiche che sembrano appunto distrutte e non al massimo delle potenzialità, su Elden Ring però le cose sembrano leggermente differenti. I frammenti dell’anello ancestrale conferiscono tantissimi tipi di poteri mentre le anime dei Lord solo la creazione delle armi caratteristiche e qualche numero sul contatore. In un mondo così rovinato dall’immortalità le creature sono cadute nella totale follia mentre sul nuovo titolo questa meccanica non viene contestualizzata.

Elden Ring

La morte ora non sembra essere una vera e propria dipartita del personaggio quanto un semplice teletrasporto all’ultimo checkpoint mentre su Dark Souls troviamo la storia del Segno Oscuro, maledizione inflitta agli umani che non gli permette di morire condannandoli alla pazzia. In un mondo in cui la morte quindi sembra un pericolo tangibile sono presenti molti più nemici consci del loro scopo e veri e propri castelli ancora in funzione, non solo enormi cumuli di macerie.

Naturalmente cercheremo di approfondire tutto a tempo debito con l’arrivo della nostra recensione ma per adesso ci fermiamo qui. Andare a mettere in confronto i personaggi, con tutta la loro complessa storia sapendo così poco non ha molto senso. Per altri articoli originali, guide e notizie continuate a seguirci qui su MonkeyBit e sui nostri social. Voi avete già acquistato Elden Ring? In caso contrario vi consigliamo di cliccare sul nostro link alla pagina di Instant Gaming per un prezzo davvero conveniente.

 

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