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El Camino – Il film di Breaking Bad Recensione: L’ultima tappa di Jesse Pinkman

El Camino | A sei anni di distanza da Breaking Bad, considerata tra le migliori serie televisive di tutti i tempi e la più vista sulla piattaforma Netflix, Vince Gilligan presenta El Camino: Il film uscito sulla stessa piattaforma l’11 ottobre 2019. Vincitrice di 16 Emmy Awards, un Guinness World Record come “Serie con la più alta valutazione di tutti i tempi” parlando della quinta stagione con il punteggio di 99/100 secondo Metacritic. La serie televisiva ideata da Vince Gilligan ha incantato la critica grazie alla sua sceneggiatura, alla regia e alle meravigliose interpretazioni degli attori principali. Quando lo scorso 25 agosto sulla pagina Instagram ufficiale della serie comparvero la prima locandina e il primo teaser trailer di “El Camino – Il film di Breaking Bad” i pareri dei fan si sono divisi. Se da un lato c’era chi non vedeva l’ora di rivivere le emozioni provate guardando la serie televisiva, dall’altra c’era chi era terrorizzato all’idea di trovarsi davanti un prodotto che non avrebbe soddisfatto le altissime aspettative.

Dopo averci dato cinque intense e accattivanti stagioni con personaggi memorabili come Mike Ehrmantraut (Jonathan Banks), Gus Fring (Giancarlo Esposito), e naturalmente Saul Goodman (interpretato da Bob Odenkirk e protagonista della serie Spin-off di Breaking Bad “Better Call Saul”) gli spettatori si sono lamentati di come ogni personaggio raggiungesse una conclusione soddisfacente tranne, appunto Jesse PinkmanSequel di Breaking Bad, El Camino si incentra infatti sul personaggio interpretato da Aaron Paul riprendendo la sua storia perfettamente da dove si era interrotta, l’eroe che sfugge al massacro dell’ultima puntata della serie a bordo della El Camino – che dà il nome al film – alla ricerca della libertà che gli era stata negata sia dalla prepotente figura di Walter White, che ai membri della gang, tra cui Todd Alquist (Jesse Plemons), che lo teneva imprigionato in una fossa di cemento per fargli cucinare metanfetamina per conto di suo zio Jack Welker (Michael Bowen).

El Camino

Il film, oltre a dare finalmente a Jesse il finale che meritava, ci permette di vivere alcuni momenti della serie dal suo punto di vista, incentrandosi maggiormente sulla psicologia del personaggio. Il Jesse che abbiamo modo di vedere in El Camino è tormentato, dopo mesi di torture e sofferenza, ed è chiaramente cresciuto rispetto al ragazzino ingenuo che ci era stato presentato nelle prime stagioni di Breaking Bad, ma allo stesso modo non è una mente criminale astuta e crudele come Walter White. Nel film infatti sarà lui stesso a mettersi in difficoltà, trovandosi in una “trappola” dopo l’altra e riuscendo ad uscirne solo grazie alla sua voglia di libertà e alla sua tenacia. Jesse, terrorizzato ed esausto finisce nell’unico posto sicuro che conosce, la casa che condivideva con Skinny Pete (Charles Baker) e Brandon “Badger” Mayhew (Matt Lee Jones) , in contrapposizione a Walter che invece morirà da solo, a seguito dell’abbandono da parte della sua famiglia.

El Camino

El Camino è un viaggio, un tuffo nelle atmosfere tese di Breaking Bad, dove accompagneremo il protagonista attraverso i suoi errori e alle sue mosse maldestre verso l’obiettivo finale, sotto il consiglio che il suo amico Mike gli aveva dato prima di morire e con il ricordo del suo amore Jane Margolis ( Krysten Ritten), lasciata crudelmente morire da Walter, che l’aveva vista soffocare in seguito ad una overdose senza intervenire alla fine della seconda stagione. Il piano di Jesse prevede di recuperare i soldi nascosti in casa di Todd per ottenere una nuova identità dal vecchio Ed Galbraith (Robert Foster), e poter raggiungere finalmente il suo obbiettivo, l’Alaska. Jesse ormai è un uomo segnato che vediamo visibilmente diverso rispetto a come siamo stati abituati durante la serie, aveva rinunciato alla vita durante l’ultima stagione e ha perso tutto quello che aveva, ma improvvisamente gli viene data un’altra possibilità e la coglie al volo uccidendo Todd, e rubando la sua macchina, una Chevrolet El Camino.

In termini di performance “El Camino” è un veicolo per Aaron Paul, un attore che non ha trovato una parte oltre a Jesse per mettere in mostra le sue abilità. E se in Breaking Bad era stato Walter White a monopolizzare la scena in “El Camino”, dopo la sua morte abbiamo modo di focalizzarci maggiormente sul carattere di Jesse. Da un lato lo vediamo provare, attraverso gli scorci del suo periodo passato in prigionia attraverso i flashback, qualcosa di terribile e uscirne mentalmente e fisicamente distrutto mentre dall’altro è consapevole di non avere neanche il tempo di soffrire o guarire, sono cose che potrà fare solo al suo arrivo in Alaska.

El Camino

In conclusione “El Camino” risponde alla domanda che la maggior parte degli spettatori si era fatta dopo aver visto la telecamera inquadrare il corpo morto di Walter e allontanarsi fino a raggiungere una dissolvenza nera: E Jesse? Che succede a Jesse?La storia di Jesse avrebbe potuto chiudersi benissimo lì, con le urla e il cancello sfondato. Ma El Camino non è solo il racconto di una storia ma un continuo revival della serie, delle sue sensazioni, ambientazioni e personaggi. L’uso dei flashback, divisi in quelli negativi della prigionia di Zio Jack dove vediamo Jesse trattato come un animale, malnutrito, sporco e usato solo per divertimento a quelli positivi, con il ricordo di persone che nel bene e nel male l’hanno accompagnato nella sua avventura e che lasciano un peso sullo stomaco anche a noi spettatori, che li abbiamo visti morire o andarsene nel corso delle stagioni.
El Camino chiude un cerchio lasciato aperto in due ore di film godibile che fa pensare con nostalgia alle stagioni passate e nonostante le aspettative alte non delude, grazie alla magistrale regia di Vince Gilligan e ad un Aaron Paul eccezionale.

El Camino Recensione
8 / 10 VOTO
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PRO
L’epica conclusione di Jesse
    Aaron Paul brilla per originalità e personalità
      Degna evoluzione del protagonista
CONTRO
Sceneggiatura a tratti altalenante
VOTO
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