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Eden

Eden Recensione: la dolce esperienza di un’umana tra i robot

Netflix sta ufficialmente cominciando a caricare nuovi contenuti interessanti sulla propria piattaforma. Il periodo statico dei mesi passati comincia ad allontanarsi e l’arrivo di titoli validi è veramente imminente, uno di questi è proprio la serie anime di cui vi parleremo nella nostra recensione. Di Eden vi avevamo già parlato vagamente in un altro artico. La trama divisa in quattro episodi ci narra la storia di Sara, l’unica bambina in un mondo che ha smesso di essere abitato dagli umani un migliaio di anni prima. La piccola viene cresciuta segretamente da due robot che prima la nascondono nella loro base e poi fuggono per permetterle di vivere in modo migliore, nella libertà di una terra sconfinata in cui può essere meno controllata e soprattutto meno in pericolo.

La nostra giovane protagonista però, per quanto adori i suoi due genitori robot, non riesce a contenere la propria natura; vuole osservare il mondo e  scoprire di più sulla sua natura e su quello che la storia può raccontare sull’umanità. Questa avventura animata, in un misto tra la commedia e il drammatico, ci accompagna per quasi due ore. Al fianco di personaggi adorabili, imprevisti e scoperte eccezionali Eden ha tutte le carte in tavola per essere una piccola perla. Seppur non molto originale, c’è indubbiamente del potenziale nella mini-serie firmata Netflix di cui ora cominceremo a parlare nel dettaglio. Vi linkiamo il trailer qui sotto, per darvi un’idea di quello che vi stiamo per proporre.

Eden: un mondo grazioso ma pieno di segreti

Abbiamo cominciato la visione di questo anime in modo molto rilassato: avevamo una gran voglia di poter usufruire di un prodotto leggero, simpatico, qualcosa che non fosse superficiale ma abbastanza sereno da permetterci una visione rilassante. Dobbiamo dire che se il vostro scopo è seguire una storia semplice, lineare e delicata, Eden è proprio il prodotto che fa per voi. Gli elementi ci sono tutti: una storia dolce e interessante nonostante tratti temi già sfruttati dal settore, una protagonista simpatica e gentile, una schiera di robot buoni con la voglia di scoprire la cultura dei loro creatori e l’intenzione di proteggere la ragazza a costo della loro vita. Ha tutto questo sottofondo profondamente kawaii che ci fa piacere poter vedere in una produzione nuova.

Eden

Gli anime sono splendidi nella loro follia, perché molto spesso ci sorprendono con cose che non avremmo minimamente immaginato; invece Eden non crea qualcosa di rivoluzionario ma idea un piccolo mondo caotico, in cui gli equilibri sono stati stravolti, ma c’è ancora spazio per l’affezione e la voglia di sacrificarsi per gli altri. Chiaramente la parte più bella dell’opera sta proprio nella scoperta della comunità di cui vi abbiamo parlato poco fa: i robot sono l’unica forma intelligente rimasta sul pianeta, la maggior parte di loro ha dimenticato che gli uomini hanno creato l’intelligenza artificiale ma un numero contenuto di elementi ha scoperto la verità e ha piacere di comprendere la cultura dei loro “padroni”. Sara vive splendidamente in questo ambiente, spaesata e rattristata dal fatto di non poter essere come gli altri e allo stesso tempo terrorizzata dal suo essere l’unica bambina esistente.

“Ha tutto questo sottofondo profondamente kawaii che ci fa piacere poter vedere in una produzione nuova”

La trama non si dilunga più di tanto, e anzi, nel suo essere contenuta ci ha colpito molto: non ci sono parti allungate o annacquate, la trama è solo il succo della vicenda, contiene unicamente gli elementi più importanti da far vedere agli spettatori per permettere loro di comprendere al meglio tutto ciò che capita sullo schermo. Abbiamo molto apprezzato questo modo di trattare la storia nella sua linearità e abbiamo goduto di ogni minuto; forse avremmo preferito qualche minuto in più solo sull’infanzia della protagonista e sulla sua crescita all’interno di una società ben diversa da quella che gli umani le avrebbero riservato. Una piccola accortezza che ci avrebbe permesso di entrare ancora più in contatto con tutti i personaggi e con la piccola Sara.

Eden

Per il resto abbiamo le giuste tempistiche per affezionarci ai nostri cari amici robot “ribelli”, dei disadattati elettronici che hanno creato un proprio spazio nel mondo per non essere resettati e resi come tutti gli altri. La realtà è che c’è tanto di dolce in Eden e nonostante non si tratti di un prodotto lungo o chissà quanto profondo, abbiamo finito per sentirci vicini a quelle creature capaci di mettersi in gioco, di mettere in dubbio la propria natura, per quanto difficile. Indubbiamente la caratterizzazione e il modo di raccontare le vicende sono il punto più forte della serie Netflix, il che permette già di partire da una valutazione piuttosto buona.

L’animazione e lo stile dei disegni

Abbiamo parlato abbondantemente del lato creativo e del significato di questo anime, ma ora entriamo nel dettaglio per quanto riguarda l’estetica e l’animazione di questo prodotto che sono il “punto dolente” della nostra recensione. In realtà già dai primi trailer nessuno si è ritrovato particolarmente affascinato dallo stile di Eden e per noi vale lo stesso. Se tutto il resto ci aveva incuriosito dai primi secondi, l’animazione al contrario ci aveva lasciato abbastanza indifferenti, ma cerchiamo di entrare nel dettaglio di lato tecnico per quanto riguarda la serie.

Il tutto è stato prodotto da Justin Leach ma i concept design dei personaggi appartengono all’unico e solo Toshihiro Kawamoto, già conosciuto nell’ambiente per il suo lavoro in Cowboy Bebop, Blood Blockade e Battlefront. In effetti il progetto per quanto riguarda l’aspetto di Sara e gli altri ci piace molto, per quanto i colori non ci sembrino così affascinanti. Il lato cromatico è piuttosto scarno e molto piatto, inoltre inizialmente le sfumature che caratterizzano la protagonista si confondono pienamente con quelle del suo “padre surrogato”. Insomma, una cura maggiore nelle scelte dei colori avrebbe permesso un impatto molto meno freddo e una maggiore convinzione anche da parte del pubblico. Clover Xie è invece il direttore artistico degli sfondi, che sono la parte maggiormente curata in tutto l’anime e che ci hanno dato le vibe giuste per tutti e quattro gli episodi.

Generalmente Eden ha il primato di essere il primo anime giapponese interamente made in Netflix, un pregio non da poco. Peccato che il lato estetico e le animazioni siano piuttosto basilari, poco d’impatto e di conseguenza è questo il motivo per cui la nostra considerazione e il nostro voto finale si sono abbassati in modo piuttosto rilevante.

Eden Recensione
7 / 10 VOTO
PRO
    - Una trama dolce e interessante
    - Una caratterizzazione dei personaggi piacevole
    - La durata è perfetta per il tipo di prodotto
CONTRO
    - Estetica e animazioni poco piacevoli
    - Il lato cromatico lascia abbastanza a desiderare
VOTO

 

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