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Devil May Cry: passato, presente e futuro del titolo Capcom

Devil May Cry è un brand originale di Capcom, nato nel 2001 in Giappone, dalla mente di Hideki Kamiya, direttore e designer della saga. Chiunque abbia giocato al primo capitolo, avrà avuto sicuramente delle vibes molto familiari: Devil May Cry, infatti, fu creato per essere il quarto capitolo di Resident Evil, adottando uno stile un po’ troppo diverso e costringendo – in maniera positiva – il team di sviluppo a creare qualcosa di unico. Per questo, vi ringraziamo, avendo creato una delle serie più belle e divertenti mai viste. In questo articolo saranno presenti degli spoiler, e parleremo della storia di Dante, adottando quindi un approccio cronologico:

  1. Devil May Cry Manga
  2. Devil May Cry 3
  3. Devil May Cry 1
  4. Devil May Cry Anime (serie animata)
  5. Devil May Cry 2
  6. Devil May Cry 4
  7. Devil May Cry 5

La storia di Devil May Cry: le origini

Il primo capitolo di cui andremo a parlare è Devil May Cry 3: Dante’s Awakening. Lady, coprotagonista femminile, ci narrerà della leggenda di Sparda, demone dalla potenza incredibile che, durante la guerra tra demoni e umani, si è schierato dalla parte dei mortali, combattendo contro la sua stessa razza. Mundus, signore delle tenebre, era sicuramente il nemico più feroce di tutti, ed il Leggendario Cavaliere Nero quindi, con l’aiuto di una sacerdotessa umana, sigilla Temen-Ni-Gru, torre infernale e portale per gli inferi.

Dopo aver trionfato con gli umani, Sparda regna sulla terra fino ai giorni nostri, innamorandosi di Eva, una bellissima donna bionda da cui avrà due gemelli: Dante e Vergil. Il primo è estroverso, caparbio e sempre pronto all’azione, il secondo invece è serio e calmo, molto più incline ad atteggiamenti malvagi. I due sono in continua discordia, prendendo strade diverse dopo la morte dei genitori: Vergil ha abbracciato il suo lato demoniaco, cercando di regnare sugli umani che, a detta sua, sono esseri inferiori. Dante invece, apre un negozio senza nome, che si occupa di ripulire la terra dai demoni.

Devil May Cry

In questo capitolo, il nostro protagonista dovrà scalare la torre Temen-Ni-Gru per fermare la minaccia di Vergil, che riattivando il portale, ha invaso la terra con i demoni. Durante la sua impresa, Dante fa la conoscenza di Arkham, braccio destro del gemello malvagio e padre di Lady, una umana molto coraggiosa e combattiva intenta ad uccidere il suo genitore. L’umano diventato demone, tuttavia, fece una comparsa già nel manga di Devil May Cry, rapendo una bambina di nome Alice, salvata poi da Dante. Un prequel, insomma, al terzo capitolo.

Questa prima avventura si concluderà con Dante che ha la meglio su Vergil, che decide di gettarsi negli inferi, nonostante suo fratello volesse salvarlo. Una volta nel regno dei demoni, farà la conoscenza di Mundus e, in uno scontro letale, verrà soggiogato dal potere del signore delle tenebre e diventerà una sua pedina, dal nome di Nelo Angelo. D’altra parte, Dante, ritorna nel regno degli umani e, parlando con Lady, verserà una lacrima. La donna dirà “Devil never cry”, lasciando il nostro eroe con una sola battuta disponibile, “Devil May Cry”.

L’arrivo di Trish

Passiamo poi al primo capitolo, Devil May Cry 1, rilasciato nel 2001. Cronologicamente, si posiziona appena prima della serie animata disponibile anche su Netflix. In questa nuova avventura, il nostro Dante è cresciuto visibilmente, parallelamente alla sua agenzia. D’un tratto, compare una misteriosa donna bionda dal nome di Trish, che ingaggia una lotta con il nostro mezzo demone, addirittura sconfiggendolo. Con la sua Force Edge – spada appartenuta nientemeno che a Sparda – infilzata nel petto, il nostro Dante si rialza, scagliandole una moto addosso. Dopo questo prologo, che alcuni definirebbero “un tributo a Michael Bay”, inizierà la vera avventura del nostro eroe: sconfiggere Mundus.

Devil May Cry

Dopo aver raggiunto l’isola e la villa incriminata, Dante sconfigge Nelo Angelo, e scopre la perversione del signore delle tenebre che ha costretto Vergil a trasformarsi in una marionetta. Ma non finisce qui, poiché Trish è stata creata proprio da Mundus, che ha deciso di clonare il corpo della madre del mezzo demone, ed è per questo che la ragazza dai biondi capelli instaura un legame con Dante, che decide di salvare ribellandosi al suo padrone. Successivamente, i nostri eroi scappano dall’isola e lavorano insieme alla Devil Never Cry, nuovo nome dell’agenzia di Dante.

Il presente di DMC: un cambiamento netto

Conosciamo Nero ed il nuovo motore grafico

Il quarto capitolo di Devil May Cry inizia con un nuovo personaggio, Nero, che si trova in una chiesa dedicata a Sparda, che ormai conosciamo bene. La trama di questo capitolo è estremamente diversa dalle altre: adotta uno stile molto meno ironico e più serio, soffermandosi sui dettagli e sulla cattiveria non solo dei demoni, ma anche degli umani. Una malvagità opposta a quella delle creature infernali, con un obiettivo invece di essere cieca, come quella vista finora nel franchise.

Devil May Cry

Il nostro ragazzo dai capelli color neve, tuttavia, ha una peculiarità: possiede un braccio demoniaco. La missione affidata al ragazzo da parte dell’Ordine, religiosi fanatici di Sparda, sarà quella di rintracciare e catturare un uomo con una grossa spada, un cappotto rosso ed una chioma bianca, vi ricorda qualcuno? Dante infatti, si ritroverà nello stesso luogo di Nero per indagare sulla comparsa dei demoni, ingaggiato nientemeno che da Lady. Ironia vuole che sarà proprio uno degli scienziati dell’ordine ad utilizzare Yamato, la spada di Vergil, per aprire i portali infernali.

Scoperto il doppio gioco dei fanatici religiosi, Nero cerca di fermarli, subendo ferite mortali. D’un tratto però, egli viene salvato nientemeno che da Yamato in “persona”, che si unisce al suo braccio demoniaco svelando la sua vera forma, un discendente di Sparda.

La storia finora: Devil May Cry 5

Nell’ultimo capitolo rilasciato nel 2019, troveremo tutta la famiglia al completo. La storia inizierà con Nero che, insieme alla sua fidanzata Kirye e l’armaiola Nico, ha aperto una agenzia dal nome Devil May Cry. Sfortunatamente, uno strano demone incappucciato strapperà il Devil Bringer dal protagonista, rubando così Yamato e aprendo un portale per gli inferi, scappando. Dopo poco tempo, comparirà un ragazzo denominato V, che affiderà a Dante il compito di indagare su Urziel, demone mostruoso che ha conquistato Redgrave City, città natale di Eva, Vergil e Dante.

Nero, d’altro canto, viene a conoscenza che è stato proprio il nuovo conquistatore demoniaco a strappargli il braccio, e con la voglia di vendicarsi, le due agenzie si uniranno per sconfiggere il più temibile demone mai visto sulla Terra.

Devil May Cry

Rispetto agli altri giochi, il quinto capitolo è studiato nei minimi dettagli, adottando uno stile molto diverso, ma che abbiamo cominciato a pregustare nel quarto capitolo. Tra il RE Engine, una regia incredibile ed un cast di personaggi studiati e caratterizzati in modo eccellente, Devil May Cry 5 ci ha insegnato ad amare Capcom e la sua creazione “sbagliata”. Per ora, sappiamo che Dante e Vergil sono rilegati negli inferi, e Nero intanto è rimasto nel mondo degli umani.

I fallimenti si sono fatti sentire

Non è tutto oro quel che luccica, però. Capcom infatti, ha imparato dai propri errori, per fortuna, commettendo qualche crimine, quando ha deciso di rilasciare DmC e Devil May Cry 2. Il motivo per cui questi titoli vengono così odiati è palese per chiunque abbia messo mano ad almeno uno dei due. Il feeling con le armi, i personaggi così apatici e passivi, la storia assurda e volta solo ad ammazzare un mucchio di demoni accomunano questi giochi rendendoli davvero le “pecore nere” del brand.

Partiamo parlando del “canonico” Devil May Cry 2, che giocheremo in compagnia di Lucia, un personaggio estremamente anonimo e che non comparirà mai più nella saga. L’avvenente ragazza chiede a Dante di aiutarla a salvare il suo villaggio dai demoni, così il mezzo demone lancia una moneta, con un risultato positivo per Lucia. Avviati verso il villaggio, partirà un bagno di sangue ingiustificato, e l’intera trama del gioco non sarà utile a nessun aspetto del franchise. Parlando del gameplay invece, nonostante l’anno d’uscita e la console limitata, è penoso sotto tutti i punti di vista.

Finiamo quindi parlando di DmC, gioco creato da Tameem Antoniades, rilasciato nel 2013. I suoi eventi si svolgono parallelamente a Devil May Cry 3, ma in un universo parallelo con qualsiasi elemento a noi conosciuto completamente sballato. Dante e Vergil sono dei nephilim, Eva era un angelo, Mundus è un umano che guida una azienda multimiliardaria e, beh, già così capiamo perché quest’opera sia così odiata. La grafica sembra riciclata da alcune bozze prese da Devil May Cry 4, il gameplay è scarno o addirittura inutile a tratti, la “storyline” si evolve in maniera lenta, creando noia e buchi di trama. Insomma, siamo felici che Capcom abbia imparato dai suoi errori, creando dei capolavori negli ultimi anni che ci hanno lasciato a bocca aperta.

Cosa c’è nel futuro di Capcom?

La compagnia nipponica ci ha fatto gustare delle opere incredibili, come RE Village, Resident Evil 2 Remake e, appunto, Devil May Cry 5. Tutti titoli di manifattura ineguagliabile, proposti con un lavoro meticoloso e la passione che solo Capcom, con tutti i suoi anni di esperienza, può infondere nei giochi. Ma la domanda ci sorge spontanea: quando vedremo un nuovo capitolo di Devil May Cry? La risposta, purtroppo, la avremo nel 2024, almeno.

Secondo Dusk Golem, un account Twitter molto preciso nel dare informazioni leakate, dovremo aspettare molti anni, forse addirittura 5, per vedere il continuo di questo magnifico franchise. In un suo tweet del 2020, scrive “maybe more”, lasciandoci con una incognita.

Sicuramente è molto triste leggere che dovremo aspettare molti anni, d’altro canto però tra il quarto ed il quinto capitolo c’è stato un gap di 11 anni, e la qualità che abbiamo ottenuto ha superato di gran lunga le aspettative, cosa estremamente rara di questi tempi.

Cosa possiamo aspettarci dal sesto capitolo

Capcom ha deciso di prendere una direzione molto più narrativa per quanto riguarda Devil May Cry, rendendolo non solo un divertente hack ‘n slash, ma anche un gioco capace di emozionare e tenere incollato il giocatore allo schermo per molte ore. Il vero passato di Nero, Dante che ritorna nella casa di infanzia, Vergil ed il suo collegamento con V, la direzione del titolo è ovviamente cambiata, offrendo molto più di un massacro di demoni e diventando un racconto mozzafiato di storie demoniache, e noi non possiamo fare altro che gioirne.

Nonostante il finale del quinto capitolo possa sembrare chiuso per alcuni, grazie al DLC di Vergil vediamo che in realtà, la storia dei figli di Sparda è lungi dal concludersi. Vedremo quindi un DMC 6 che racconterà il futuro di Nero e della sua agenzia, oppure di Dante negli inferi, ma sarà poco probabile vedere un altro gioco in cui verrà raccontata la storia di entrambe le agenzie. Sarebbe estremamente confuso e troppo difficile da collegare.

Noi di MonkeyBit auguriamo un felice compleanno a Devil May Cry, che compie 20 anni di incredibili successi e, purtroppo, qualche piccolo fallimento. Vi invitiamo a restare con noi per ulteriori informazioni sul mondo dei videogiochi e del cinema.

El Camino

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