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Cyberpunk 2077: considerazioni oneste su downgrade disonesti

Cyberpunk 2077 è stato uno dei titoli più attesi di tutto il 2020 e continua a essere uno dei videogiochi più interessanti di questo 2021, seppur appena iniziato. Tra annunci di posticipi di mesi e mesi, gameplay che avevano fatto venire l’acquolina in bocca a qualsiasi giocatore, Keanu Reeves come mascotte indiscussa e un lancio un po’ “al ribasso”, Cyberpunk ha veramente trovato il modo di far parlare costantemente di sé. Sempre al centro di news, rumors, lamentele o elogi, sempre sulle labbra di chiunque fosse nel settore videoludico. Ma purtroppo, almeno in parte, la realtà è che sarebbe potuta andare molto meglio di così, se vogliamo essere onesti. E questo articolo, come avrete vagamente capito dal titolo stesso, si basa proprio su delle osservazioni genuine, sincere su quello che è successo in questo periodo al videogioco che tutti (o quasi) aspettavamo. Senza false moralità, senza voler creare flame: solo le considerazioni più oggettive, e anche le nostre più personali, su un titolo che aveva un potenziale enorme da poter donare già al lancio.

Il problema di Cyberpunk 2077 è ormai ben noto a tutti: il downgrade sulle console, sulle old gen in particolare, è spropositato; al lancio si parlava di versioni praticamente intoccabili, con cali di framerate spaventosi, bug che inficiavano profondamente l’esperienza e un’intelligenza artificiale meno attraente del previsto. Insomma, possiamo dirlo, un bel disastro. Almeno su console, perché su PC è tutta un’altra storia, ma questo non è il punto del nostro articolo perché altrimenti diventerebbe un “dai ma comunque ho studiato, il sei me lo merito”. Andiamo nel dettaglio della questione e cerchiamo di capire se questo titolo firmato CD Projeckt Red avrà modo di riscattarsi effettivamente da questo punto di vista, oppure no.

 

Cyberpunk 2077: una partenza da dimenticare

Diciamocelo francamente, il day one di Cyberpunk è stato uno dei più memorabili in assoluto ma non in positivo. Le aspettative erano altissime, i fan attendevano il titolo da mezzanotte esatta, su qualsiasi console. Ognuno profondamente felice di poterlo giocare rispettivamente su PS4, su PC o Xbox. La bellezza di questa favola (perché ora la possiamo chiamare così) era proprio l’inclusività di questa nuova uscita: ognuno, seppur con qualche ovvio compromesso a livello di qualità, avrebbe potuto vivere questa esperienza dal day one. Un bell’impegno per CD Projekt Red i cui sviluppatori, a un mese dall’uscita, hanno svuotato il sacco liberandosi di un grande peso: per sviluppare al meglio questo videogioco, su tutte le piattaforme a cui era “stato promesso” sarebbe stato necessario pubblicare il tutto solamente nel 2022. E questo nonostante il titolo fosse stato già rimandato di molti mesi rispetto alla data di lancio iniziale, ben tre volte se vogliamo essere pignoli. Quindi, dato che il lavoro da fare era enorme e per tante console diverse, non dovremmo stupirci se il risultato finale è stato un tripudio di bug e di framerate instabile, giusto? E invece no, ci domandiamo come sia venuto in mente all’azienda polacca di rilasciare delle versioni così insufficienti qualitativamente da costringere la Sony a togliere Cyberpunk 2077 dal Playstation Store.

Signore e signori, si parla di cali fino a 15 fps su PS4 standard e quasi lo stesso per Xbox One e One S; si parla di NPC che scompaiono dallo schermo, neanche fossimo su PS2; poligoni che si compenetrano con una frequenza imbarazzante; una grafica che è ben lontana dalle promesse fatte. E allora, con il massimo rispetto e la massima gentilezza, ci domandiamo perché fare tante promesse per una old gen che è stata palesemente lasciata da parte? Perché ingannare in modo così spropositato chi ha acquistato il titolo per PS4 o Xbox One? E questa considerazione va fatta soprattutto riflettendo sulla data di lancio iniziale del gioco, il 16 aprile 2020. Una data ben lontana dall’uscita delle console di nuova generazione, rispetto al 10 di dicembre (ovvero la data finale). Pensare a questa finestra di lancio ci lascia piuttosto basiti sulla scarsa considerazione che è stata data alla vecchia generazione di console sul mercato e, ad essere onesti, ci irrita non poco. Pensare a dei compromessi tecnici era ovvio e sensato, illudersi di avere una versione all’altezza di un PC su PS4 era impensabile, questo lo sapevamo tutti. Ma di sicuro il risultato finale è stato fin troppo sotto la media, per quanto gli aggiornamenti possano averci messo mano.

 

 

E quindi? Come procedere ora? Ormai le considerazioni sul downgrade di Cyberpunk sono in parte “inutili” in quanto la parte importante del processo è, e sarà anche nei prossimi mesi, riuscire a sistemare al meglio tutti i problemi del titolo e accontentare la community nel modo più rapido possibile; ma senza altri errori che potrebbero essere il cartellino rosso di un titolo che in realtà merita veramente tanto e questa è un’osservazione altrettanto onesta, al fianco della critica. Per cui, in qualche modo sarà possibile darsi un’immagine più soddisfacente agli occhi dei giocatori scontenti o insoddisfatti?

C’è speranza per un futuro in crescita?

Pur non mettendo il dubbio la mole di lavoro che è stata necessaria per Cyberpunk 2077, bisogna ammettere che il lavoro da portare a termine nei prossimi mesi sarà altrettanto estenuante. La verità è che siamo tutti lì, nell’attesa di aggiornamenti continui e soprattutto nella speranza di un DLC che dovrebbe arrivare a breve, o almeno nei primi mesi di questo 2021; è così che ce lo ricorda anche la stessa azienda polacca, con una pagina appositamente delicata. Il lato positivo è che questo DLC sarà gratuito, quindi chiunque potrà scaricarlo immediatamente. La scelta è stata ponderata proprio a causa di questa situazione? Assolutamente sì, ma non era scontato che sarebbe accaduto. CD Projekt Red si è dimostrata interessata a voler “riparare” i proprio rapporti con la community con questa mossa piuttosto scaltra. In molti l’hanno apprezzata e anche noi di MonkeyBit troviamo che sia un modo perfetto per rinsaldare i rapporti e soprattutto per sistemare qualche lacuna a cui sarebbe difficile mettere mano con un semplice aggiornamento.

Riteniamo che il lancio di Cyberpunk su console sia stato disastroso e piuttosto spiacevole, un ricordo che preferiremmo non avere. Ma crediamo in questo titolo, ne riconosciamo il potenziale e la qualità che di base è già presente; c’è molto lavoro da fare, molti particolari da sistemare per far sì che questo videogioco sia il gioiellino che può veramente essere, dato che su PC è già stato mostrato nella sua bellezza tecnica oltre che in quella narrativa. Fiduciosi di un futuro un po’ più radioso, concludiamo l’articolo con una citazione che avete sicuramente in mente:

Wake the fuck up, Samurai. We have a city to burn.

 

El Camino

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