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Cursed

Cursed Recensione

Le leggende su mago Merlino e Re Artù e tutto il ciclo bretone che le comprende sono state raccontate in tante chiavi diverse, nel modo più classico nel film del 1998 Merlin o in quello più rivisitato nella più recente realizzazione televisiva dallo stesso titolo, ma le produzioni in proposito sono davvero innumerevoli. Tentare di dare nuova immagine ad un contenuto così parecchie volte rappresentato è difficile; riuscire a farlo bene, con innovazione e senza risultare “già visto” è arduo, ma non impossibile. Un esempio? La serie TV Netflix, Cursed, prodotta e scritta da Tom Wheeler e Frank Miller, già coautori del libro illustrato Cursed da cui è tratta la produzione. Noi lo abbiamo visto in anteprima e vi diremo cosa ne pensiamo, senza spoiler!

“Un cast giovane, ma di tutto rispetto, che ci regala grandi interpretazioni”

Quando uscì il trailer siamo rimasti subito colpiti, perché fin da subito era chiaro che la storia sarebbe stata raccontata da un altro punto di vista: quello di Nimue, che nelle leggende è la fata del lago che custodisce la spada Excalibur. Il personaggio è interpretato da Katherine Langford (Hannah Baker in Tredici), che qui ci appare nelle sue vesti migliori: una ragazza presa di mira dalla sua comunità a causa dei suoi grandi poteri, che per tutta la serie affronta i suoi demoni e la scoperta di se stessa e della sua identità. Tra gli attori ritroviamo anche, fra i volti noti, Gustaf Skarsgård (Mago Merlino), già interprete di Floki in Vikings, Daniel Sharman (il misterioso monaco Grigio) attore di The Originals, Teen Wolf, i Medici, e tanti altri nomi già presenti nel mondo della televisione. Si tratta di un cast giovane, ma di tutto rispetto, che ci regala grandi interpretazioni.

Come già detto, la serie ruota attorno a Nimue, destinata, tragicamente, a divenire la Fata del Lago. Se vi aspettate che ogni personaggio ricopra esattamente il ruolo delle storie del ciclo bretone, vi sbagliate. Dopo la morte della madre, scopre un alleato in aspettato in Artù, un mercenario, mentre è impegnata nella ricerca di Merlino, a cui deve consegnare la spada incantata. Durante il corso del viaggio, l’eroina diventa il simbolo dell’ardore e della ribellione contro i terribili Paladini Rossi e Re Uther. Si tratta di una trama davvero avvincente, in grado di coinvolgere appieno lo spettatore, che non sa mai cosa aspettarsi. Certo, a tratti è possibile immaginare quale figura sia quel dato personaggio delle leggende, ma rimarrete alquanto stupiti dallo svolgersi degli eventi. È una storia di coraggio, di formazione, di ricerca di se stessi, e affronta temi molto familiari alla nostra epoca: il terrore religioso, la noncuranza verso la natura, che si ribella con la sua forza, le guerre insensate, l’audacia di andare oltre ciò che sembra impossibile.

Il personaggio migliore di Cursed: Merlino

Tutti i personaggi di Cursed hanno grande valore, e tutto ciò è dimostrato dalle grandi interpretazioni degli attori che li rappresentano. Nimue è una testa calda, Artù è ancora un po’ troppo ingenuo, Morgana è ambigua, ma il personaggio che più ci ha attratto e stupito è quello di Merlino. Se siete abituati a immaginarlo come quello simpatico e giocherellone della Disney o all’ingenuo e impacciato ragazzo della serie Merlin, vi sbagliate di grosso. Qui è ritratto in un modo ben più simile alle leggende originarie di quanto si creda: ancora non così saggio, burbero e pieno di difetti, ma di notevole intelligenza e arguzia. Gustaf Skarsgård sa di certo il fatto suo, data la famiglia da cui proviene, ma qui riesce a dare l’interpretazione migliore della sua carriera. Il mago consigliere, ripudiato dai suoi simili e trattato con diffidenza dagli umani, è un uomo in tutto e per tutto: fragile eppure con una tale forza d’animo che, nonostante all’inizio sembri distratto e non esattamente assennato, ci ritroviamo sempre a fare il tifo per lui. Netflix ha qui creato un antieroe che funge esattamente al suo scopo: essere un salvatore un po’ per caso e non per sua precisa scelta, e con tutti i problemi tipici di un adulto senza regole.

 

Cursed

La sceneggiatura rispetta bene l’epoca vissuta, così come i costumi e la caratterizzazione degli ambienti. Questi boschi, i castelli, le rovine, tutto ci rievoca un’era tanto lontana da noi, spettacolare in ogni suo aspetto ed in grado di trasmetterci tutta la forza della natura, da cui ci siamo tristemente allontanati da tempo. L’unica pecca è una scelta particolare della regia, che spesso e volentieri ha aggiunto delle illustrazioni in movimento, create ovviamente da Frank Miller, come transizione tra una sequenza e l’altra. Da amante del cinema, personalmente non ho apprezzato molto questa idea, dato che spezzavano troppo il ritmo e la tensione della serie, anche se i disegni erano davvero meravigliosi – e mi hanno fatto venire voglia di comprare il libro!

Abbiamo molto apprezzato la scelta di far ruotare il tutto intorno alla figura di Nimue. Si tratta di una giovane eroina e, come lei, tante altre figure femminili diventano importanti man mano che si va avanti nella serie. Nonostante ciò, non si cade mai nel banale e nell’eccessivo femminismo – ci riferiamo a quei casi in cui si predilige un personaggio di genere solo per far leva su questa tematica. Invece ci si approccia a questo contenuto con grande delicatezza, giustificando sempre tutto tramite la trama. Finito Cursed, oltre che allo stupore, ci rimane in bocca un senso di mancanza, di poca pienezza, come se i dieci episodi di un ora di cui è composta questa prima stagione fossero solo un lungo preambolo che tocca solo alla lontana il vero obbiettivo. Quello che vediamo, alla fine, è solo un enorme incipit, un preludio di quella che, ci auguriamo, diverrà una lunga opera fantasy. Crediamo infatti abbia il potenziale per diventare uno dei grandi prodotti dei prossimi anni. E noi, di certo, attendiamo a breve che sia confermata la prossima stagione.

The Review

8
8
Cursed Recensione

In conclusione

La serie è un fantasy avvincente da cui certamente ci aspettiamo grandi cose per il futuro. Anche se è una stagione un po' "preparativa", è in grado di creare il giusto legame con lo spettatore. Nonostante tratti il ciclo bretone, già rappresentato più volte, nulla di quello che vediamo risulta mai scontato. Cursed si avvale così di grandi interpretazioni, seguite a meraviglia da un'ottima regia e da una sceneggiatura adatta al contesto. Assolutamente da vedere.
El Camino

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