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Crysis Remastered

Crysis Remastered Recensione su Nintendo Switch

La saga di Crysis ha visto una conclusione con il terzo capitolo, rendendola a tutti gli effetti una trilogia. Di recente, Crytek ha annunciato una remastered del primo Crysis per Nintendo Switch. All’inizio, tutti i fan e gli appassionati hanno storto il naso data l’elevata potenza di GPU che il titolo richiede, ma in qualche modo sono riusciti a renderlo divertente e fluido anche per la console nipponica. Oggi, infatti, abbiamo il piacere di portarvi la recensione di Crysis Remastered per Nintendo Switch, unica versione attualmente disponibile dopo il rinvio di quelle per PS4, PC ed Xbox.

Inizia la missione, soldato

Per chi non ha mai giocato Crysis, cercheremo di riassumere in breve la trama: vestiremo i panni di Nomad, un soldato che fa parte del Raptor Team, in missione per salvare il Dr. Rosenthal e sua figlia da un’isola nord coreana di nome Lighshan. Una volta atterrati con le nostre nanotute, molto simili a quelle indossate da un certo Master Chief, ci troveremo separati dal nostro plotone. Barcollando nel buio, riusciremo a trovare una parte del nostro team, per poi fare una bruttissima scoperta: su quell’isola, non ci sono solo umani.

Purtroppo, fin dall’inizio del gioco notiamo quanto il titolo abbia delle animazioni facciali ormai obsolete, ma che con un repack delle texture è stato reso decisamente discreto. Per quanto riguarda l’ambiente intorno a noi, invece, il gioco non sembra invecchiato quasi per niente: Crytek è riuscita ad implementare delle migliorie grafiche decisamente notevoli che non vanno ad intaccare sulla fluidità del gioco.

Durante la prima missione, saremo in grado di provare almeno 4 tipologie di armi. Per un titolo che possiede più di 10 anni sulle spalle, possiamo confermare che alcuni dettagli possono rivelarsi scomodi: la potenza troppo elevata dei fucili a pompa, dei veicoli o più in generale i danni elevatissimi che i nemici saranno in grado di infliggere da qualsiasi distanza.

La potenza della nanotuta

Crysis Remastered

Muoversi liberamente, fare dei salti disumani, costruirsi una corazza attorno o diventare invisibili: queste sono le peculiarità che aiutano Crysis Remastered a trovare un posto nel 2020. Il gioco ha decisamente degli aspetti old school nel suo gameplay, ma la casa di produzione tedesca è riuscita a dare vita ad un gioco che da infinite possibilità e quindi che riesce a divertire ed impressionare i giocatori, vecchi e nuovi.

Tuttavia, benché si voglia e nonostante l’evidente miglioramento nella remastered, Crysis resta a tutti gli effetti un’esperienza videoludica vecchio stile, decisamente godibile anche ai giorni nostri, aggiungendo quindi una chiave positiva all’intero progetto di mamma Crytek. A supportare tutto questo, c’è anche la dinamicità incredibile che si può già intravedere dalla prima isola del gioco. Potremo infatti vederla consumarsi a causa degli scontri a fuoco tra le truppe di nazionalità diverse.

Personalmente, penso che l’introduzione degli extraterrestri è stata una benedizione. La lotta tra America e Corea del Nord è la trama iniziale del gioco, però può rivelarsi anche stancante e alle volte ripetitivo combattere sempre contro dei nemici umani. La possibilità di affrontare una razza aliena è decisamente rinfrescante anche dopo anni e anni dalla sua creazione.

Pronti, mirare, fuoco!

Crysis Remastered

Per parlare di Crysis Remastered, bisogna parlare della chiave del suo gameplay: le armi. Infatti, il gunplay ha alcuni pregi e difetti da citare. Di sicuro, produrre una nuova versione di uno dei titoli più amati di sempre per quanto riguarda i first person shooter è stata una mossa coraggiosa. Gli oltre 10 anni di anzianità si possono notare dal time to kill e dai dettagli basilari di ogni FPS: rinculo, velocità di scambio tra le armi, spread dei proiettili ed il mirino. Questi elementi, che sono fondamentali per la riuscita di un titolo di questo genere, presentano delle lacune non indifferenti; qualsiasi persona che abbia giocato ad uno sparatutto negli ultimi anni avrà problemi ad ambientarsi con questo stile di shooting, impreciso ed a volte legnoso.

Tuttavia, c’è un pregio che è presente solo nella versione per Nintendo Switch: il giroscopio. Giocare e sparare mirando con il Joy-Con direttamente sullo schermo è davvero divertente e dinamico, una delle migliori feature presenti in questa nuova versione di Crysis. Per alcuni potrebbe essere un buon motivo per sacrificare i frame ed una migliore risoluzione e premiare un gameplay diverso e più innovativo.

Cambiamenti a 360 gradi

Crysis Remastered

L’intero comparto visivo ha raggiunto il suo scopo riuscendo a realizzare un vero e proprio rinnovo grafico grazie ai nuovi texture pack e soprattutto all’illuminazione globale. Infatti, grazie a quest’ultima, Crysis Remastered riesce ad arrivare ad alti livelli grafici. Ma come funziona esattamente? Crytek è riuscita ad evidenziare le superfici colpite da una qualsiasi fonte di luce, aumentando così il realismo dell’intera opera. Tuttavia, a seguire sarebbe stato opportuno anche un miglioramento alle ombre, che hanno visto uno dei ritocchi più scarsi.

Di sicuro aiutano anche i 720p di risoluzione, fatto importantissimo dato che in altri titoli – come The Witcher 3 – avevano il brutto vizio di scendere fino a 520p. Gli FPS, inoltre, riescono a rimanere fissi a 30, con cali veramente impercettibili e rari eccetto determinate situazione che includono caricamenti pesanti. Anche se sembra fantascienza, è realtà: la collaborazione tra Crytek e Saber Interactive è riuscita a comprimere Crysis Remastered in 7,2 GB di spazio. Incredibilmente, nonostante questa compressione sono riusciti ad aumentare la qualità grafica e sonora dell’intero gioco, rendendolo un titolo divertente e in grado di intrattenere giocatori vecchi e nuovi.

In conclusione, Crysis Remastered è una scommessa rischiosa eseguita in un modo più che soddisfacente. Il comparto grafico, che è sicuramente quello che ha lavorato più degli altri, è riuscito ad ottenere un trionfo su uno dei luoghi comuni che attanagliano la Nintendo Switch: le sue performance ridotte. Nonostante questo difetto, Saber Interactive è riuscita ad adattare uno dei titoli più pesanti del primo decennio del duemila migliorando la maggior parte degli aspetti e dandogli una nuova vita. La versione della console ibrida giapponese presenta delle potenzialità a livello di gameplay uniche e decisamente rivoluzionarie, aggettivo che si sposa bene sia con Crysis che con la Nintendo Switch. Restate connessi su MonkeyBit per non perdere ulteriori recensioni e news sul mondo dei videogiochi!

Crysis Remastered
8 / 10 VOTO
PRO
    - Uno degli FPS che hanno aiutato a rivoluzionare il genere
    - Un must per gli amanti degli First Person Shooter
    - Una bellissima sorpresa che nessuno si sarebbe mai aspettato
    - Possibilità di giocare con il giroscopio del Joy-Con
    - Dinamico, veloce e concede molte libertà
CONTRO
    - Lo svecchiamento è stato minimo soprattutto per quanto riguarda il gunplay
    - Campagna corta
    - HUD non intuitivo
    - Alcuni elementi essenziali per un FPS hanno bisogno di ritocchi
    - Prima di abituarsi ai comandi ed alla visuale, bisogna giocare abbastanza
VOTO

El Camino

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