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Creators – The Past Recensione

Creators – The Past è il film kolossal arrivato nelle sale Italiane l’8 ottobre 2020 e distribuito dalla Artuniverse. Di questo sci-fi all’Italiana si era parlato già molto a lungo e le premesse iniziavano ad essere più rosee che mai. Con un cast di livello internazionale comprendente attori del calibro di Gérard Depardieu, William Shatner e Bruce Payne, l’opera per tutta la sua campagna di promozione ha portato a far salire negli spettatori una certa attesa, dettata molto dalla curiosità. La pellicola era stata presentata al Lucca Comics & Game nel 2019 per la prima volta e solo chi ha partecipato dal vivo è riuscito ad assaporare la vera essenza di ciò che lo aspettava. L’esperienza del Lucca, però, ha incrementato quella sfera di mistero che ha accompagnato il lungometraggio fino alla sua uscita, questo perché non sono state rilasciate recensioni per avere almeno una vaga idea del potenziale.

Un silenzio di tomba, dunque, che però allo stesso tempo era pieno di voci riguardanti il maestoso successo dei 28 awards vinti dal film in vari festival del globo, a partire da quello di Shanghai dove per la prima volta è stato presentato in anteprima. Quello che si sapeva con certezza era che Piergiuseppe Zaia, il regista del lungometraggio, ha dichiarato in varie interviste di essersi svegliato al mattino con una storia in mente e che, in un momento successivo, avrebbe incontrato Eleonora Fani per scriverci insieme la sceneggiatura. Poco a poco la scrittura prese forma e le prime riprese iniziarono nel lontano 2014. Piergiuseppe Zaia è propriamente un musicista che ha collaborato con molte importanti personalità del mondo musicale, sia di livello nazionale che internazionale. Un personaggio che è riuscito nell’impresa di creare un prodotto 100% nostrano immergendo nella sua creatura fantascientifica famosi nomi del settore. Walter Volpatto è uno dei tanti che sono stati coinvolti alla realizzazione dell’opera prima, famoso colorista italiano che vanta nel curriculum titoli quali Star Wars: Gli Ultimi Jedi, Interstellar e Dunkirk.

Cosa dire dunque? Nel suo complesso, per essere l’esordio di Zaia, il film in base a queste premesse è riuscito ad attirare attorno a sé un certo interesse che non è passato inosservato, anche perché ormai era da tempo che qualcuno non riusciva a portare sul grande schermo nazionale qualcosa di portata così immensa. Superando qualsiasi canone convenzionale contemporaneo, in una distribuzione italiana che non vuole più rischiare niente come un tempo, il regista ha vinto la battaglia delle convinzioni più becere secondo le quali il genere non può essere di qualità se non è americano. Forse in questo caso effettivamente avrebbero avuto ragione.

L’enigma dentro Creators-The Past

Quello che si nasconde dietro il mistero di Creators -The Past è qualcosa a cui nessuno vorrebbe arrivare. Se il film di Piergiuseppe Zaia rimanesse un ideale teorico, allora sarebbe sicuramente un qualcosa di davvero positivo. Il problema, però, è che un lungometraggio si basa sull’aspetto pratico della visione, vivere una storia per immagini fatta di contenuti, messaggi ed emozioni. L’opera dell’autore non si avvicina nemmeno lontanamente a quello che potrebbe essere un grande prodotto di fantascienza italiano, al suo posto si riscontra solamente un’enorme confusione di base. Nonostante fin da subito, anche dai primi frame del trailer, ci si era resi immediatamente conto che gli effetti speciali non avrebbero tenuto il passo di quelli americani, comunque si era disposti a passarci sopra. D’altronde sono molte le pellicole a basso budget che negli anni hanno cercato di arrangiarsi il più possibile, portando sullo schermo opere grandiose come The Host diretto dal regista sudcoreano Bong Joon-ho. Nella realizzazione del filmaker orientale ci si ritrovava davanti una creatura marina dal look tutt’altro che perfetto, visibilmente figlia di un budget che non permetteva oltre.

Eppure i suoi limiti hanno portato alla luce un film meraviglioso, nel quale si accetta con serenità l’anfibio dall’aspetto piuttosto spiazzante. Il problema, infatti, non sono gli effetti speciali a dare una bastonata negativa alla pellicola di Piergiuseppe Zaia, bensì tutto il resto. D’altronde, prima di tutto un’opera deve avere delle basi solide, le stesse che permettono di poter valutare poi tutti gli aspetti di contorno. Se mancano quelle allora i problemi nascono a fiumi e Creators – The Past è in questo senso un fiume in piena.

Vi siete mai chiesti da dove veniamo? Dove stiamo andando? È giunto il momento della grande rivelazione! Otto pianeti, otto sovrani, otto Lens!

Siamo nel 2012 in un universo in cui 8 entità supreme svolgono il compito di controllare il buon andamento del cosmo. Tutto si gioca sul filo dell’equilibrio e un imminente allineamento planetario sta per sconvolgere i frutti del lavoro dei Creators. Riunite in un consiglio, le 8 divinità iniziano a cercare una soluzione per ristabilire l’ordine, ma Lord Canaff (Mark Fiorini) non vuole riunirsi. La sua Lens è l’oggetto che contiene la memoria ed il DNA del suo pianeta di riferimento e senza di essa il consiglio non può arrivare ad una soluzione. Scoperto il tradimento, il capo del concilio Lord Ogmha (William Shatner) invia Lady Airre (Eleonora Fani) aliena con geni umani, in missione per riportare Lord Canaff alla ragione e recuperare così la Lens.

Una trama dai tratti pienamente fantascientifici quella scritta da Zaia ed Eleonora Fani, piena di personaggi e divinità che popolano il mondo ideato. Peccato che la sua realizzazione effettiva riesce a risultare talmente frammentata da creare un collage di scene che si susseguono una dopo l’altra senza avere un senso specifico utile per lo svolgimento della vicenda. Non sono poche le volte in cui si assiste ad un determinato evento all’interno di Creators- The Past e poi ci si domanda sulla vera utilità dello stesso. Supportate poi da tempi prettamente televisivi che di cinematografico non hanno nemmeno una vaga somiglianza, la storia a cui assistiamo avanza senza alcun tipo di entusiasmo e tensione da parte dello spettatore.

Creators - The Past 2

La rete fatti di buchi

Creators – The Past si rileva un film dalla scrittura debole, piena di buchi narrativi lasciati senza risoluzioni. I personaggi che ci vengono presentati risultano abbozzati e senza una reale necessità drammatica da soddisfare, in particolare i due ragazzi umani che insieme cercano di portare la Lens a Lady Airre. Catapultati in dei dialoghi miseri e di scarso impatto, ci si sorprende di come la pellicola vada avanti da sola senza essere supportata da un qualcosa di effettivamente efficace. Ai limiti del credibile le scelte di alcuni personaggi che per loro stessa volontà entrano in una storia che è molto più grande di loro, senza dubbio di alcun tipo. Fantascienza non significa che ogni cosa sia permessa e che tutto può succedere senza farsi domande, cosa che purtroppo l’opera di Zaia sembra mostrare.

Una scrittura fatta a buchi, dunque, che al suo interno racchiude un messaggio di fondo che sembra voler emergere. Da molti dialoghi, ma non solo, si evince una critica molto palese ai poteri forti, alla politica e alla religione. Gli umani si stanno distruggendo con le loro stesse mani e non c’è più via di salvezza. Plasmare le loro menti attraverso la religione e un completo controllo da parte di un’organizzazione interna è l’unica risposta per controllarli. Una critica forte quella che Creators-The Past sembra voler lanciare, ma che forse attraverso una rilevazione sotto le righe avrebbe potuto funzionare in maniera interessante.

Creators - The Past 1

Creators- The Past tirando le somme è una di quelle occasioni sprecate di cui il cinema italiano poteva senza dubbio fare a meno. Sulla carta era un prodotto molto forte, che se gestito da mani più sapienti avrebbe potuto essere uno di quei kolossal da far concorrenza ai grandi blockbuster americani. Dispiace molto vedere un film di questo genere e rendersi conto che purtroppo non funziona. I suoi lati di pregio ce li ha, ma le cose che non vanno sono molte e fin troppo fondamentali. La settima arte ora come non mai ha bisogno di questi progetti coraggiosi da supportare a spada tratta, ma serve anche quel qualcosa che Creators- The Past non ha. Zaia mette sullo schermo un’opera che racchiude l’ideale a cui il cinema italiano dovrebbe aspirare, una voglia di riportare alla ribalta i generi che tanto contraddistinguono questo medium. E’ solo un peccato che non sia questo il caso.

 

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Creators - The Past Recensione
5 / 10 VOTO
{{ reviewsOverall }} / 10 (0 Voti) VOTO VOSTRO
PRO
    - Grande cast di livello internazionale
CONTRO
    - Scrittura debole che trascina la storia
    - Personaggi superficiali supportati da dialoghi di poco impatto
    - Struttura frammentata che mette in disordine la trama
VOTO
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Comments

  • Monica

    Effetti speciali sovrabbondanti. Trama un po' complessa per essere compresa in un'ora e mezza di visione. A tratti però si intravvedono ottimi spunti. La parola d'ordine a mio avviso è "troppo": troppi effetti, troppa simbologia, troppi personaggi, troppe scene, troppe ambientazioni. Ottime le interpretazioni, non solo dei nomi più conosciuti. Mi è piaciuto moltissimo l'attore (Angelo Minoli) che ha interpretato la parte di Natan adulto. Spero comunque ci sia il sequel, lo meritano e sicuramente miglioreranno!

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