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Crash Bandicoot 4: It's About Time

Crash Bandicoot 4: It’s About Time Recensione

Dopo oltre dieci anni di attesa, una delle mascotte più rinomate del palcoscenico videoludico si palesa sotto i riflettori per far sognare – ed esasperare – ancora grandi e piccini. Parliamo oggi di Crash Bandicoot, un improbabile eroe che ha tenuto compagnia ad un’intera generazione di fruitori sin dalla vetusta PlayStation 1. Concepito in primis dalla mente geniale di Naughty Dog, il beniamino trova ora una sfida che non può combattere a suono di giravolte: la modernizzazione. Superare la prova del tempo è un ostacolo assai complesso da aggirare e perfino icone immortali devono ritagliarsi l’attenzione del mercato, specie dopo dei cambi di rotta piuttosto significativi. Toys for Bob raccoglie così la pesante ma immutabile eredità dello scapestrato marsupiale del genere platform per veicolare un progetto che va oltre il concetto di ristrutturazione e che sfora nell’ambizione più assoluta. Cosa ne è stato del simbolo d’infanzia di molti giocatori?

Crash Bandicoot 4: la famiglia riunita


La scanzonata famiglia di Crash Bandicoot non è mai stata più unita come su questo titolo. Sebbene i protagonisti principali siano sempre e comunque il pazzo marsupiale della nostra infanzia e la temeraria Coco, c’è anche dell’altro. La ragazza non vanta di particolarità sensibili in termini di giocabilità, promuovendosi solo come un opzione aggiuntiva per il completamento dei livelli. A fare il suo ingresso in scena è però l’agguerrita Tawna, che porta con sé un gameplay interessante e dinamico. Ella infatti sarà in grado di acchiappare casse e altre oggetti lontani con il suo fedele rampino, ma potremo utilizzarlo anche per mettere al tappeto molti nemici fastidiosi, magari quelli che svolazzano. In fatto di agilità e scioltezza, la più alta del trio si presenta in modo più che dignitoso, promuovendo uno stile assai peculiare. Ciò che rende intrigante la scelta di un terzetto così improbabile è il coefficiente di rigiocabilità, ora perché ci permetterà di vivere l’avventura della famiglia Crash a tutto tondo, ora perché offre risvolti inediti alla trama principale. Alcuni livelli saranno difatti nuovamente esplorabili sotto una veste diversa, raccontando una storia un pizzico più folle rispetto a quella canonica.

Crash Bandicoot 4 It's About Time

 

Una maschera per ogni problema

Siamo indubbiamente alla prese con un platform dalle variopinte sfaccettature e la lettura di Crash Bandicoot 4: It’s about time non è affatto semplicistica. Se da un lato l’opera si mostra in tutto il suo splendore per rievocare i fasti gloriosi del passato, dall’altro il tutto necessitava di un attento processo di svecchiamento. Non crucciatevi dunque appassionati di sempre: le rotanti avventure del vostro marsupiale preferito vi daranno ancora filo da torcere, ve lo assicuro. La difficoltà del prodotto è stata difatti tarata verso l’inverosimile. L’excursus di Crash non è solo una riesumazione riuscita, ma una prova di forza sontuosa ed appariscente. Questa volta si è pensato davvero in grande e la conferma di tale affermazione è palpabile dopo pochi minuti di gameplay. Sebbene gli elementi e le mosse iconiche dell’originale siano state ritoccate per essere più performanti, il level design è sicuramente il vanto encomiabile del progetto. I livelli mantengono un rispetto religioso per le macro originalità del passato, ma strizzano l’occhio a un’ambizione ricercata. Tornano dunque gli scenari che offrono una sana dose di frustrazione, ma il tutto è stato rifinito e cucito per essere più dinamico e completo possibile. La lunghezza delle singole aree è stata pian piano dilatata nel tempo, promuovendo degli artefici ostici e ben congeniati. Un sensibile aumento della difficoltà complessiva ha poi fatto da cassa di risonanza per creazioni dalla folle fattura, pieni di incredibili puzzle e tempistiche assolute. Per rendere possibile il grande disegno, si è optato per quattro poteri unici e mai esplorati nel brand prima d’ora. La famiglia Bandicoot infatti godrà della lealtà di alcune maschere dalle innate caratteristiche. Ora potremo alterare la realtà per far scomparire o ricomparire oggetti o porzioni di livello, trasformarci in trottole fluttuanti in grado di volare e respingere magie, manipolare il tempo o la gravità stessa. La combinazione di uno o più di tali travestimenti è la chiave del successo del titolo, capace di tenere sempre vigile e stupefatto l’utente anche dopo molti livelli. Saltare da un potere ad un altro non è solo galvanizzante ma anche propedeutico. Una delle complessità intrinseche nel genere platform è sicuramente il quoziente di ripetitività che, grazie ad una saggia alternanza di abilità speciali, riesce a risultare flebile e non stancante.

A conti fatti, l’acclamato ritorno del marsupiale più amato da grandi e piccini è una delle operazioni di modernizzazione più complesse sul mercato. Nel corso del tempo, Crash Bandicoot 4: It’s about time non è stato sulla bocca di tutti, parliamoci chiaro. Vuoi la nuova gestione o la complessità dello sviluppo, ma la realizzazione risente di una precaria comunicazione con il pubblico di una volta. La fortuna dell’opera è sempre stata quella di ritagliarsi un timido spazio nella mente di molte famiglie, abbattendo gli orizzonti d’età e unendo un’utenza oltremodo eterogenea. Il prodotto si vende da solo per carità, ma forse meritava uno sforzo mediatico decisamente più chiassoso. D’altro canto il titolo è, a mani basse, il platform migliore su piazza degli ultimi anni, e di questo ne siamo lieti. L’idea coraggiosa e folle di unire poteri così strampalati in un solo contesto, altresì ampliando il parco di personaggi giocabili, fa assumere all’opera un sapore tutt’altro che banale. Il level design non è solo squisito, ma anche appagante in ogni sua forma, capace di strizzare l’occhio a tutti i sacri punti fermi del passato. Longevità e rigiocabilità, ossia i principali antagonisti di un genere così vetusto, sono stati sradicati, ora merito di decine di livelli bonus, ora per una scelta di design che premia la sperimentazione dei singoli utenti. Il vero punctum dolens di Crash Bandicoot 4: It’s About Time è paradossalmente lo stesso parametro di difficoltà che rendono il gioco così prestigioso ed appetibile. Completare tutti gli obiettivi è assolutamente disumano e la frustrazione è troppa per non sottolinearla. La stessa gestione degli scenari rigiocabili non è in fondo così varia e stimolante, ma riprende molto dal percorso originale. Insomma, un platform che fa gioire e piangere, ma che custodisce un cuore nostalgico ben protetto.

Crash Bandicoot 4 Recensione
9.5 / 10 VOTO
PRO
    Crash ritorna dal passato senza perdere carisma
    Gameplay armonioso e quasi mai tedioso
    Level design eccellente
    Animazioni più fluide
    Nemici intriganti sul piano artistico
CONTRO
    Livello di difficoltà eccessivo
    Un pizzico di ripetitività nei livello bonus
VOTO
El Camino

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