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Crash Bandicoot

Crash Bandicoot: una montagna russa di emozioni lunga 25 anni

Crash Bandicoot è una serie di videogiochi, ideata originalmente da Naughty Dog, che ha visto varie case di sviluppo durante la sua lunga vita di alti e bassi. I suoi capitoli principali però sono delle pietre miliari che hanno lasciato un segno indelebile nella storia videoludica dei platform 3D e della PlayStation.

Noi di MonkeyBit in questo articolo andremo ad esporre il nostro parere su come Crash Bandicoot sia diventato un brand tanto amato e della sua lunga storia di successi, insuccessi e numerosi cambi di casa sviluppatrice. Ovviamente ci potrebbero essere degli spoiler, quindi preparatevi per questa lunga corsa nel passato.

L’inizio della leggenda di Crash Bandicoot

Il primo capitolo della lunga serie uscì nel 1996, sviluppato da Naughty Dog e pubblicato da Sony Computer Entertainment sulla prima console Sony. Registrando un impressionante numero di vendite, all’incirca oltre sei milioni di copie, è all’ottavo posto dei giochi PlayStation più venduti di sempre. Crash Bandicoot ha ricevuto recensioni perlopiù positive da parte della critica, che ne ha apprezzato la grafica, ritenendo però che il videogioco non abbia apportato molta innovazione al genere dei videogiochi a piattaforme.

Il gioco gira attorno agli eventi che hanno portato alla creazione del protagonista, Crash Bandicoot, da parte dei suoi due principali antagonisti: il Dr. Neo Cortex e lo scienziato Nitrus Brio, che intendono servirsi di lui, come generale del loro esercito, per conquistare il mondo. Riuscito a fuggire, Crash affronta i suoi nemici per sventare i loro piani e portare in salvo la sua fidanzata, Tawna, imprigionata dal malvagio scienziato.

Crash Bandicoot

Questo titolo catturò l’attenzione di tutti per la sua grafica, ai tempi innovativa, e il gameplay ben strutturato. Per via del suo successo fu possibile vedere due sequel altrettanto spettacolari negli anni successivi: Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back nel 1997 e Crash Bandicoot 3: Warped nel 1998, che diedero una maggiore trama e caratterizzazione dei personaggi, con nuovi nomi iconici come la tigre Tiny ed il famigerato mutante mezzo dingo e mezzo coccodrillo, Dingodile. La trilogia restò per del tempo tra i migliori giochi per PlayStation, diventando un “must have” per tutte le generazioni di quell’anno, grandi e piccini, che non potevano fare a meno di godersi quest’incredibile avventura platform piena di personaggi bizzarri.

Naughty Dog non fermò il brand solo alla sua pietra miliare platform, bensì decise, prima di chiudere il capitolo Crash Bandicoot, di esplorare altri lidi videoludici. Nell’anno successivo, ovvero il 1999, la compagnia diede vita ad un titolo spin off di incredibile successo: Crash Team Racing. Un gioco che nessuno di noi potrebbe dimenticare, anche se l’avessimo giocato una volta sola. Quest’opera è un kart racer che a prima vista fu paragonato ad una brutta copia di un Mario Kart, che invece si dimostrò avere una personalità tutta sua con delle profonde meccaniche di corsa semplici da capire ma difficili da masterare. Per la precisione parliamo del sistema di drift unico che portò quel titolo all’epoca, con personaggi da tutti i giochi del marchio, con una trama unica.

Dopo gli anni ’90 cominciano i cambi di casa sviluppatrice

La fine degli anni ’90 decreta anche il termine dell’attività di Naughty Dog sulla tanto amata serie, ma ciò non significa che si ferma qui la storia di Crash Bandicoot. In seguito inizia una strada tortuosa per la nostra icona videoludica che inizia con lo sviluppo di un party game spin-off della serie, anch’esso difficile da dimenticare per le risate che ha portato: Crash Bash sviluppato da Eurocom, un’azienda specializzata in giochi per Nintendo che all’epoca stava ampliando le sue vedute.

Successivamente nel 2001 il brand ha fatto un salto di generazione, passando su PlayStation 2, Xbox e Gamecube, con Crash Bandicoot: L’ira di Cortex. Sviluppato da A Traveler’s Tale ed Universal Interactive Studios, in quest’opera possiamo vedere la creazione di un altro personaggio che resterà nella memoria di tutti: il super pompato Crunch Bandicoot, che inizialmente sarà il nemico ricorrente di questo titolo. In seguito egli diventerà un alleato prezioso ed un fratello maggiore per Crash e Coco.

Dopo questo gioco, la casa sviluppatrice si prenderà una “pausa” dalla serie. Nel frattempo, rispettivamente dal 2002 al 2004, sono usciti ben tre giochi per il Game Boy Advance — uno per anno — ed un altro spin off kart racer per PlayStation 2, Xbox, N-Gage, Game Cube, Game Boy Advance e telefoni cellulari sviluppati da Vicarious Visions:

Serie per Game Boy Advance

Crash Bandicoot XS: 2002

Crash Bandicoot 2 N. Tranced: 2003

Crash Bandicoot Fusion: 2004

Spin Off

Crash Nitro Kart: 2003

Sempre nel 2004 Traveler’s Tales rilasciò un altro gioco molto interessante per PS2 ed Xbox: Crash Twinsanity, che introdusse una grafica decisamente migliorata rispetto al suo titolo precedente nel 2001 con nuove meccaniche per via della trama incentrata sulla collaborazione amara con il Dottor Neo Cortex ed Uka Uka per fermare un nemico comune. Abbiamo trovato veramente divertente il poter giocare come lo scienziato malvagio ed aiutare sua nipote Nina Cortex, che appare per la prima volta proprio in questo gioco.

Ci sono stati anche momenti “no” per questa serie

Nel 2005 il testimone arriva a Radical Entertainment che svilupperà un altro spin off racing chiamato Crash Tag Team Racing, il quale ha portato una trama molto divertente, ma con delle meccaniche di gameplay parecchio discutibili. Nel titolo era possibile unire il proprio veicolo a quello di un altro concorrente per renderlo un super veicolo dotato di una postazione armata. Sì, era molto carina l’idea di poterci unire con altri concorrenti in gara, ma ciò rendeva tutto decisamente troppo facile, soprattutto se si abusava dell’arma di Nina Cortex, a parere di molti overpowered come poche cose in quel gioco.

In seguito nel 2007, dopo due anni di assenza, Remedy Entertainment torna in scena con Crash of the Titans, che ha cambiato molto il look esteriore del nostro protagonista e dei suoi compagni. Per non parlare dei nemici e del genere che, oltre al platforming, ha anche una componente hack and slash, con molte più meccaniche incentrate sul combattimento e sull’utilizzo dei mutanti presenti nella mappa.

Questo gioco ha cambiato molto il brand, che per molti ammiratori non sembra essere più un gioco Crash Bandicoot. Questa opinione perlopiù negativa è dovuta ai modelli scelti per i personaggi e del gameplay molto più incentrato sui mutanti ed il combattimento piuttosto che sull’aspetto platform, con delle boss fight poco studiate. Ovviamente noi non pensiamo che questo titolo sia brutto da giocare, ma tuttavia non è di certo un’eccellente opera come fu la sua trilogia originale.

In seguito, nel 2008 l’azienda rilasciò un sequel che fu pubblicato anche da Activision, ossia Crash: il domino sui mutanti. Il gioco addirittura fu ancora meno acclamato del suo predecessore, nonostante le nuove meccaniche introdotte, divertenti stili di cutscene ed una maggiore trama per i mutanti e titani. Ciò è possibile grazie alla scelta di sperimentare un gioco open world, sfruttandolo con la logica del backtracking. Purtroppo questa non è piaciuta ed ha oscurato tutte le buone qualità del titolo che potevano redimerlo. Di conseguenza questa sarà l’ultima volta che vedremo Radical Entertainment lavorare sul brand, dopo questo ultimo chiodo nella sua bara.

Dopo l’ibernazione “Crash is back”

Dopo questo mediocre capitolo della serie non avremo più notizie di Crash Bandicoot per quasi una decade. Nel 2016 fa una ricomparsa a sorpresa in Uncharted 4 con il cameo del primo capitolo della trilogia, a cui Nathan giocherà sulla PlayStation insieme a sua moglie. Inutile dire che questa apparizione ha catturato l’attenzione di tutti, che hanno previsto un possibile ritorno su console PS4.

Le aspettative di tutti erano alimentante soprattutto dal periodo che correva in quel tempo, dove molte case editrici stavano puntando a vari remake dei loro titoli più amati. Chi per il bene e chi per il male, ma indubbiamente catturando l’attenzione di molti appassionati e nuovi giocatori che hanno solo sentito parlare dei vecchi titoli.

Durante l’E3 dello stesso anno fu infatti annunciato il remake dei tre primi capitoli in un’unica opera: Crash Bandicoot N.Sane Trilogy, con la sua uscita all’Expo dell’anno successivo prevista per il 30 giugno 2017. Il tutto venne messo in mano al team di sviluppo Vicarious Visions, da parte del publisher Activision, che non ha per niente deluso con questa uscita.

Un ritorno inaspettato che ha appassionato tutti con un successo enorme, tanto grande che l’azienda decretò questo gioco come la base per una nuova saga, al di fuori dei titoli precedentemente citati. Visto il successo e la felicità scaturita negli ammiratori per il remake, Activision decise che era una buona idea riportare al futuro un altro gioco iconico della serie.

A volte il vile denaro macchia la reputazione

Nel 2019 abbiamo l’arrivo di Crash Team Racing: Nitro Fueled, un remake del primo gioco targato Naughty Dog su PlayStation, includendo anche molti contenuti di Crash Nitro Kart — tutte le 13 piste, i kart, le arene, i personaggi e le modalità battaglia — e di Crash Tag Team Racing — kart, personaggi, skin, decalcomanie e citazioni — nonché personaggi e skin provenienti da svariati giochi di tutta la serie.

Lo sviluppo di questo gioco fu affidato a Beenox, una casa sviluppatrice canadese, che ha eseguito un eccellente lavoro nel preservare, migliorare e rendere speciali le meccaniche del tanto amato kart racer. Con un nuovo comparto grafico e doppiaggi, il titolo è stato un altro grande traguardo per questa serie iconica uscita su PlayStation 4, Xbox One e su Nintendo Switch.

Purtroppo anche questa perla ha le sue scheggiature, con problemi tecnici del multiplayer online abbastanza evidenti ed estenuanti tempi di caricamento, ma che furono migliorati in futuro. La cosa che ha decretato il declino di Crash Tag Team Racing Nitro Fueled è la successiva introduzione delle microtransazioni da parte di Activision.

La decisione presa dall’azienda ha molto adirato gli ammiratori in quanto, nonostante sia una scelta dipesa dall’utente comprare o no dallo shop in game, i vari cosmetici e modifiche kart sono diventati difficili da ottenere con la valuta di gioco, rendendo il tutto un pesante grinding. Inutile dire che ciò lasciò questa stupenda opera con un’indelebile macchia nera difficile da rimuovere.

Crash Bandicoot voltò pagina col nuovo capitolo

Dopo un anno, per la precisione il 20 giugno 2020, arrivò il momento per Activision di svelare il suo asso nella manica: parliamo del celebre Crash Bandicoot 4: It’s About Time, con un trailer che lasciò tutti gli utenti a bocca aperta. Ebbene sì, questo titolo fu l’effettivo nuovo capitolo della serie principale, che non vedeva nuove uscite sin dal 2008.

L’esplosione di gioia che abbiamo provato nel rivedere Crash nel suo look originale ma rivisitato ci ha riempiti di trepidazione. E come infatti precedentemente enunciato, Crash Bandicoot 4 è il sequel ufficiale alla N.Sane Trilogy. Una saggia decisione di Activision di ritornare alle origini rivisitando le meccaniche più interessanti dei suoi ultimi giochi ed implementandole in modo più coerente al nostro eroe.

Crash Bandicoot

Il compito di creare quest’opera di enorme successo fu affidato a Toys for Bob, con il contributo da parte di Beenox. Per chi non è familiare con la casa sviluppatrice, essa è la creatrice di Skylanders Immaginators, pubblicato sempre da Activision nel 2016, dove in uno dei suoi livelli dedicati al marsupiale possiamo vedere Crash e Cortex in un look rivisitato dei primi capitoli. Il gameplay è altrettanto interessante con gli attacchi base in stile hack and slash ma ridimensionati ed accompagnati dalle classiche meccaniche di attacco roteante e scivolata.

Crash Bandicoot 4 uscì nel 2020 su PlayStation 4 ed Xbox One, ed è riuscito in tutto e per tutto a far riappassionare i fan della serie con il suo gameplay tornato alla originalità ma ricco di nuove meccaniche coronato da grafiche spettacolari. Ci ha enormemente divertito la possibilità di giocare come il famigerato Dingodile, per non parlare dei segmenti dove ci hanno messo nei panni del Dottor Neo Cortex. Se volete saperne di più su questo ultimo capitolo uscito abbiamo una recensione dedicata al riguardo.

Cosa possiamo aspettarci dal futuro di Crash Bandicoot

Siamo molto positivi riguardo il futuro di Crash Bandicoot, grazie soprattutto alla decisione di Activision di fare tabula rasa della storia dando un sequel ufficiale alla trilogia originale che si è dimostrato più che degno, lasciandoci anche una post credit scene dove si può speculare un altro possibile nuovo capitolo in un prossimo futuro.

Ciò ci lascia credere, e ben sperare, che Crash Bandicoot 4 non sia altro che l’inizio di una nuova trilogia. Chissà se Activision ha in mente di rivisitare altri titoli per incorporare la trama in questa nuova saga, ci farebbe molto piacere rivedere Crunch Bandicoot e Nina Cortex nella trama principale, magari un contesto migliore.

Crash Bandicoot

Nonostante alti e bassi dovuti ai vari cambi di casa sviluppatrice, ed innumerevoli titoli della serie, Crash Bandicoot è ancora un titolo di grande prestigio che nessuno riuscirebbe a scordare. Tutt’oggi non vediamo l’ora di sapere quando avremo l’occasione di assaporare il prossimo capitolo e chi ne sarà il creatore questa volta.

Intanto per ora noi di MonkeyBit siamo felicissimi di festeggiare il venticinquesimo compleanno di Crash Bandicoot insieme a voi, per il bene ed il male che ha portato questa serie nei nostri cuori. Restate con noi per avere altre informazioni dal mondo videoludico.

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