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Competitive a pagamento: la soluzione per la tossicità?

Con l’avanzare del tempo il mondo videoludico si evolve di pari passo con i giocatori, e tende ad essere sempre più incentrato sulla componente multiplayer. A partire dai titoli MOBA, fino a raggiungere gli FPS più in voga, il multigiocatore ha spopolato nella maggior parte dei titoli, portando con se nuove vedute e competitività. Grazie appunto alla voglia di mettersi in gioco per essere il migliore, i titoli di punta multiplayer sono più giocati per il competitive, rispetto al normale casual gaming. Prendiamo ad esempio Fortnite, un gioco partito come casual e tranquillo, che ha sfondato in popolarità e scena competitiva, spingendo i giocatori a migliorarsi sempre di più per prevalere.

Da grandi ambizioni deriva un grande stress ed un competitive tossico

Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica e di certo diventare i migliori è più facile a dirsi che a farsi, talvolta non possiamo vincere sempre e scalare i rank. Questo in molti giocatori, può portare molto stress e frustrazione, che va ad intaccare la prestazione di gioco, indubbiamente migliore a mente lucida. Questo peso psicologico si sente di più soprattutto nel competitive dei giochi di squadra, dove la vittoria viene conseguita grazie all’impegno di tutta la squadra e non dal singolo individuo. Appunto se uno dei giocatori rimane indietro, perché non è all’altezza oppure per altri motivi, renderà frustrante l’esperienza di gioco ai suoi compagni di squadra.

La mentalità del giocatore competitive purtroppo non è di norma puntata a perdonare gli errori dei propri compagni di squadra -e soprattutto i suoi- cercando di imparare o consigliare, invece sarà più propensa a puntare il dito contro gli altri, vomitando insulti e screzi di ogni tipo. Esistono varie categorie di giocatori che differiscono per condizione di vita o mentalità, quindi hanno un approccio diverso verso la sfera competitiva, prendiamo per esempio un giocatore che è molto orgoglioso dei suoi risultati, puntando al top ed è convinto ciecamente nelle sue capacità di leadership, ma deve avere a che fare con un individuo che ha selezionato la coda competitive senza pensare alle ripercussioni sui ranking personali e dei suoi compagni. Inevitabilmente si creerà un ambiente tossico in game che renderà difficile raggiungere la vittoria, rendendo quest’ultima sofferta e decisamente poco appagante, ma ci lascerà con un senso di ribrezzo.

Overwatch

A rincarare la dose di stress nel competitive aggiungiamo l’individualismo e gli smurf

Una cosa che non abbiamo potuto concepire per far un esempio di ambiente tossico è l’usanza della maggior parte di giocatori che, quando si ritrovano ad effettuare code in solo queue in giochi di squadra, mutano i propri compagni di squadra isolandosi completamente per non intaccare la loro prestazione individuale. Ovviamente è una scelta comprensibile rivalutando l’ambiente che è diventato il competitive online, però non siamo per niente d’accordo che ciò debba tendere a diventare lo standard. Un gioco di squadra è tale quando c’è sinergia e cooperazione per esaltare al meglio le nostre abilità, se si vuole scalare per bravura individuale allora è meglio cambiar gioco ed optare per dei competitive single player.

Per approcciare questo problema da un altro angolo bisogna tener conto anche di un’altra piaga che incombe nel competitive online. Principalmente ritrovati in rank medio-basso, abbiamo giocatori di rango alto con account secondari, conosciuti come smurf. Adesso saremo obbiettivi su questo argomento descrivendo i pro ed i contro, secondo noi, dello smurfing: esso può essere utilizzato quando il proprio ranking causa code interminabili per trovare partite, quindi smurfare permette di giocare a ranghi più bassi con code più veloci.

Purtroppo la maggior parte degli smurf account, non sono devoti a questa causa apparentemente nobile, sono più dedicati a demolire gli avversari che ovviamente non sono all’altezza per il rango in cui si trovano. Addirittura buona parte di questi account secondari vengono utilizzati per sfogare la propria frustrazione sui compagni di squadra e non curarsi completamente del risultato della partita, talvolta prendendola in ostaggio. Ciò rende l’esperienza di gioco frustrante e molto più basata sulla fortuna piuttosto che nella nostra abilita di squadra ed individuale.

Competitive

I ban system non possono nulla contro il soft inting

Per citare due giochi, diversi tra loro ma con la stessa dinamica del gioco di squadra, possiamo citare L’FPS Overwatch, ed il MOBA League of Legends, entrambi affetti da una community molto tossica. Nel caso di League of Legends abbiamo quella che si può definire una slot machine del competitive, con partite che genericamente vengono vinte dalla squadra più tranquilla e non quella più abile. Con giocatori che si alterano alla minima sciocchezza e decidono di sabotare la partita per i compagni, giocando male intenzionalmente, oppure account secondari che prontamente giocano in competitive tanto per passare il tempo, senza una determinata ragione.

Purtroppo questi comportamenti non sono perseguibili dal sistema di ban del gioco, in quanto è possibile “giocare male tentando di fare del proprio meglio” nonostante sia palese l’intenzione nel perdere da parte di questi individui. Non ne facciamo una colpa a chi ha creato il gioco in quanto una tale condotta in competitive non è facile da seguire e giudicare, quindi ci sono sempre modi per aggirare il sistema.

Overwatch dall’altra parte, offre un sistema di ban più efficace, ma ciò non riesce a fermare l’afflusso di giocatori con un pessimo comportamento e scarsa capacità collaborativa. Un problema che si risente di meno in quanto le partite non sono eccessivamente lunghe, ma che indubbiamente incide di più, in quanto il gioco è molto versatile e possiede una chat vocale per comunicare -spesso usata a sproposito. Di conseguenza invece di utilizzare i mezzi per collaborare, siamo più incentivati a non usare la chat vocale e giocare al meglio della nostra individualità.

Competitive

Il competitive a pagamento è una possibile soluzione?

Nei giorni passati Ryan K. Rigney, il direttore delle comunicazioni di Respawn Entertainment, casa sviluppatrice del famosissimo Apex Legends, ha effettuato un sondaggio su Twitter. Viene considerata la scelta adoperata da CS:GO di rendere a pagamento il competitive, vista l’affluenza di malintenzionati. Il rinomato battle royale è anch’esso purtroppo, afflitto dalla piaga degli smurf e cheaters che invadono il competitive, rovinando l’esperienza di gioco a nuovi e vecchi giocatori. Il problema di punta è la facile accessibilità che hanno questi elementi a tutte le modalità di gioco, specialmente il competitive, essendo free to play. Di conseguenza applicare una componente a pagamento nel competitive aiuterà decisamente nel limitare l’afflusso di malintenzionati.

Nel tweet viene enunciata anche la possibilità di abilitare le ranked per chi è in possesso del Battle Pass, cosicché bisognerà acquisirlo una sola volta ed avere sempre accesso alle ranked. Noi siamo d’accordo con questa scelta, in quanto si porterà un costo ma è il giusto prezzo da pagare per avere maggiore impegno e serietà nel competitive. Questa componente a pagamento non intacca teoricamente il casual gaming che sarà sempre accessibile a tutti.

Noi di MonkeyBit pensiamo che questa apparente soluzione porti lati positivi e negativi, vista la larga scala che implica una scelta simile. Abbiamo un incentivo effettivo all’impegnarsi e restare sul titolo competitive scelto per dare il massimo ed avere una migliore qualità di partite, ed una limitazione degli account smurf e cheater. D’altro canto è possibile che una nube di tossicità possa far scrosciare una pioggia acida sulle innocenti modalità casual, rovinando l’esperienza per chi vuole solo divertirsi.

Fortnite

Purtroppo non si può calcolare quanto questa scelta possa ridimensionare il problema, rendendo il competitive inaccessibile per chi vorrebbe mettersi in gioco ma senza pagare, motivo principale per cui si opta su titoli free to play. Di conseguenza questa scelta potrebbe essere estrema, e non del tutto efficace, in quanto fermerebbe solo in parte il problema. Voi che ne pensate? Paghereste a queste condizioni? O pensate sia inutile e che non funzionerà? Condividete le vostre esperienze e pareri nei commenti.

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