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Cobra Kai 4

Cobra Kai 4 Recensione: la lotta per salvare l’anima del Dojo

Cobra Kai giunge nuovamente sugli schermi di Netflix. La serie pop nata con una produzione indipendente tanto amata dai nostalgici e dalle nuove generazioni torna ad infiammare gli animi. Dopo i problemi relativi all’ultima stagione, fin troppo grottesca e fuori da una narrazione lineare (ricordiamo la devastazione di casa La Russo, vedi la nostra recensione) i produttori avevano ben deciso di darsi una “calmata” e di rimettere in sesto la loro creazione. Ebbene, fra nuove lotte appassionanti, stili di combattimento diverso e commoventi insegnanti tratti direttamente dal buon vecchio Karate Kid, i creatori della serie sono riusciti nel loro intento.

Ovviamente, questo, senza mai prendersi troppo sul serio: d’altronde, si tratta comunque di una serie ironica, che vuole ricalcare il cult degli anni ’80 da cui è tratto. Attraverso un nuovo, intrigante ingresso in scena di una vecchio amico della serie filmica, la narrazione riesce a volgere lo sguardo a nuovi, importanti risvolti. E questo, dando spazio a nuovi e vecchi personaggi in modo approfondito, riuscendo così anche a dare un’equilibrio più umano alle vicende.

Già dai trailer e dalla scorsa stagione era stato semplice intuire che avremmo rivisto un volto conosciuto. Thomas Ian Griffith torna a rivestire i panni del temibile Terry Silver, l’incubo di Daniel La Russo nel terzo film della serie originale. L’uomo era colui che era riuscito a portarlo dalla parte del Cobra Kai per un breve periodo e vedremo come, proprio questa mescolanza, sarà la chiave della serie.

Cobra Kai 4: l’unione fa la forza – ma solo se ci credi

La serie riprende esattamente da dove si era interrotta: dopo il giuramento finale dei due sensei a Kreese, Laurence e La Russo sono costretti ad allearsi. L’unione dei due dojo sembra difficile solo per gli adulti. Infatti, nonostante prima i ragazzi fossero nemici, quelle fra loro vengono ridotte a ragazzate e riescono a trovare la forza e la maturità mancante ai loro sensei. Daniel e Johnny non riescono a mettere da parte le loro storiche divergenze (dando vita così anche a scene iconiche e divertenti) se non per brevi periodi.

In molti non lo noteranno, ma quello che accade nell’episodio in cui i due sensei si allenano a vicenda è di fondamentale importanza. Dopo i primi, goffi approcci, Laurence abbraccia il Miyagi-Do facendo sua l’arte della difesa, fino a quel momento inafferata. Daniel invece, nonostante riesca a sbloccarsi e ad apprezzare per un breve attimo quello che il socio ha da insegnargli, non riuscirà mai ad accettare il suo metodo o il suo approccio più letale. E questo lo andrà tristemente a sfavorire.

Cobra Kai 4

Quello che avviene fra i due sensei è uno scontro definitivo, ma non risolutorio. Laurence si dimostra qui il più maturo fra i due, capace di mettere da parte l’orgoglio, mettere su tutto una pietra sopra e seporre l’ascia da guerra, ma non nel momento in cui ad essere criticati e messi in discussione sono i suoi valori. Laurence difende con orgoglio i propri principi, in un lungo percorso di ammissione di colpa che lo porta a un tentativo di miglioramento su tutti i fronti.

Daniel invece non riesce in tutto questo, rimane stabile sulle proprie posizioni, ancorato in maniera maniacale agli insegnamenti di Miyagi. Come al solito, è convinto di avere sempre la ragione dalla sua parte e di saperne più di tutti – l’altro lato della medaglia di Karate Kid. E questo, anche tristemente a scapito dei suoi figli.

“Paradossalmente, Kreese a confronto sembra un agnellino.”

Un elemento importante per l’economia della narrazione è lo spazio riservato al secondo figlio di Daniel, Anthony. Realmente eclissato dai suoi genitori, lentamente ed inesorabilmente cerca di riguadagnare spazio da qualche parte, diventando così un bullo ed innescando un cerchio senza fine di odio. Cerchio che provocherà la nascita del più devastante e giovane Cobra Kai di sempre. Robbie proverà ad occuparsi di lui, insegnandogli a difendersi, ma creando in qualche modo la versione peggiore di sé, un concentrato di rabbia e odio.

Uno dei personaggi migliori è sicuramente Terry Silver. Sebbene il suo enorme cambiamento, il richiamo del Cobra Kai è troppo grande per resistergli. In breve tempo Silver perde il controllo, diventando ancora più aggressivo e minaccioso dei tempi di Karate Kid. Paradossalmente, Kreese a confronto sembra un agnellino. Ritrova una certa empatia e bontà, specie verso la fine, ricordando il terribile modo in cui ha allontanato Laurence da sè.

Cobra Kai 4

Di certo questo cambiamento di Kreese è un punto a favore, ma è quasi fin troppo improvviso e va completamente a scontrarsi con il suo sviluppo. Sebbene l’arco narrativo della terza stagione abbia tentato di approfondirlo e farcelo piacere, raccontando il suo passato, il cambiamento avviene troppo in fretta. La presenza di Silver lo sovrasta, la sua aggressività sembra così eccessiva nella fase del torneo che il personaggio di Kreese deve obbligatoriamente controbilanciare. Il tutto avviene nel giro di un episodio, le parti cambiano il loro valore troppo in fretta per essere credibile.

La fase del torneo, comunque, va completamente a bilanciare l’intera stagione, se non quella prima. L’innovativa modalità aggiunge spessore, andando comunque a rafforzare i valori importati direttamente da Karate Kid. Viene dato importante spazio alle donne, rendendole le protagoniste indiscusse. Sam sfoggia una tecnica tutta sua, libera di mostrare la sua nuova e ritrovata identità, davvero affascinante, che ci ha fatto ricordare con nostalgia Miyagi-san.

Il vero Karate Kid

Sebbene in molti già lo osannassero come il nuovo Karate kid, Miguel è piuttosto in ombra all’interno di questa stagione. È lui stesso a spiegarci come mai: si sente confuso e perso, senza identità e la sua partenza finale apre la porta a nuovi percorsi che sicuramente coinvolgeranno anche il suo sensei. Nel torneo, una delle sorprese migliori è il cambiamento di Robbie. Quest’ultimo risulta essere il risultato perfetto del mix fra i vari dojo. Il suo stile di combattimento e la sua esperienza ne sono la prova. È il “kid del Karate” perfetto, specie per la sua consapevolezza finale.

Il controllo delle proprie emozioni, della rabbia e del dolore sono il vero insegnamento di Miyagi nella serie di Karate Kid. Qui tornano a gran forza, specie davanti alla dimostrazione di quanto un cattiva strada possa portare a risultati disastrosi. La scena finale che lo comprende è semplicemente perfetta. Le parti finali di questa stagione rendono chiaro e necessario una stagione numero 5. D’altronde le riprese ufficiali sono già iniziate e concluse fra settembre e dicembre 2021. Questo vuol dire che, molto probabilmente, arriverà su Netflix in estate. Nell’attesa, magari giocheremo al nuovo videogame!

The Review

7.5
7.5
Cobra Kai 4

Conclusione

La quarta stagione di Cobra Kai riesce finalmente a riequilibrare una terza stagione deludente. Grazie all'ingresso di un nuovo nemico e al giusto focus su tematiche e personaggi specifici, questa stagione torna ad appassionare. Le lotte di karate non sono mai state così precise ed entusiasmanti, così come i sentimenti umani, centrali più che mai. Alcune scelte però risultano ancora troppo forzate, anche fuori dagli standard per questa serie.
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