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CineCult: Susanna!

Susanna! (1938) di Howard Hawks è un CineCult assoluto della Hollywood classica. Capolavoro monumentale della screwball comedy, il film con Cary Grant e Katharine Hepburn ha fatto scuola e possiede curiosi primati. L’American Film Institute lo ha inserito all’ottantesimo posto nella classifica delle cento migliori pellicole americane di sempre e al quattordicesimo in quella delle commedie statunitensi.

Prodotto da RKO, che tre anni dopo lavorerà a Quarto Potere, il film all’epoca non ebbe successo, ma col tempo, grazie alle importanti rivalutazioni in sede critica e accademica, divenne un vero e proprio capolavoro. L’analisi sarà come sempre con SPOILER, per cui, nel caso non aveste ancora visto il lungometraggio, vi invitiamo a non leggere oltre.

Susanna! racconta la storia di David Huxley (Cary Grant), un paleontologo che sta ricostruendo da diversi anni lo scheletro di un brontosauro. Il giorno prima del suo matrimonio – con una fidanzata (Virginia Walker) che antepone il lavoro alla famiglia e alla luna di miele – egli conosce per caso Susan Vance (Katharine Hepburn). Dopo diverse vicissitudini causate da quest’incontro fortuito, il protagonista si innamora di Susan e decide di lasciare la fidanzata.

Di seguito trovate il trailer in lingua originale.

La contrapposizione uomo-donna

Howard Hawks, insieme allo sceneggiatore Dudley Nichols, delinea personaggi femminili brillanti: le donne in questo film risultano essere emancipate in un periodo in cui regnava il male gaze. Laddove la fidanzata di David è dedita al lavoro e non al nucleo familiare, Susan è invece libertina e conscia del suo ruolo dominante nel rapporto con il protagonista.

Inoltre, il ruolo maschile viene profondamente rivoluzionato in Susanna!. Il protagonista infatti, dopo aver indossato una vestaglia femminile esclama: «I just went gay all of a sudden!». Ovvero: “sono diventato improvvisamente gay”. Per la prima volta nella storia della Settima Arte viene utilizzato il termine “gay”, parola che non era ammessa a causa del Codice Hays (dove l’omosessualità rientrava nelle “perversioni sessuali”) in vigore già da qualche anno.

Susanna

L’essere queer e sentirsi a proprio agio in un vestito femminile (tematica che nella nostra rubrica abbiamo già visto in A Qualcuno Piace Caldo) oggi potrebbe essere vista come una cosa normale, specie a livello di rappresentazione filmica, ma all’epoca ovviamente no. Inoltre, Cary Grant era un sex symbol e vederlo in abiti femminili poteva risultare sgradevole agli occhi dei benpensanti, eppure la storia ci dimostra che si può diventare iconici rompendo le regole e risultando odiosi.

“La clavicola e lo scheletro del brontosauro sono decisamente rilevanti per il significato del film”

Susanna! ha una struttura narrativa circolare. La pellicola inizia e finisce al museo dove vengono conservati i resti del dinosauro. Nonostante ciò possa apparire come una sorta di MacGuffin, in realtà la clavicola e lo scheletro del brontosauro sono decisamente rilevanti per il significato del film.

Nell’incipit, David appare al di sotto dello scheletro. In seguito, lo spettatore assiste ai dialoghi dei personaggi legati a delle idee e a percezioni del passato dove il lavoro ha la massima priorità nella vita. Il brontosauro rappresenta proprio il passato, il fatto che David venga inquadrato al di sotto di questo dinosauro significa che soffre il dominio e il peso di quest’ideologia fredda legata al passato – oltre ad essere legato sentimentalmente ad una donna che crede in tutto questo.

Susanna

Nell’epilogo, al contrario, David all’arrivo di Susan sale al di sopra dello scheletro di brontosauro. Grazie a Susan, che ha permesso di rompere, dapprima metaforicamente e poi fisicamente, l’equilibrio e la staticità del protagonista. Il crollo dello scheletro di brontosauro è la distruzione di un pensiero nocivo per la vita di David. La fatica impiegata per anni nel realizzare filologicamente quello scheletro non vale il prezzo di una vita indegna di essere vissuta.

Il ritmo

Il ritmo frenetico è una prerogativa del cinema hawksiano. Quell’equilibrio rotto dall’arrivo di Susan, si percepisce nella velocità, nell’assurdità e nella demenzialità delle situazioni assurde. Prendiamo ad esempio la scena del ristorante: non c’è un attimo di tregua e l’assurdità è esponenziale.

Inizialmente la sequenza si apre con il gioco con le olive da parte dell’ereditiera Susan; poi assistiamo alla successiva caduta del professore David; l’equivoco della borsetta regala diverse gag slapstick e screwball; infine, il massimo dell’assurdità lo si raggiunge nella scena in cui sia David che Susan rimangono con i vestiti strappati.

Susanna

La regia di Howard Hawks è ben visibile nella scelta dei campi e della selezione dei fotogrammi. Hawks non perde neanche un secondo e tutti i 97 minuti sono ben spesi. Le inquadrature vanno dritte al punto e i momenti esilaranti, nonché iconici sono tanti. Susanna! è sensazionale sia per il genere di riferimento, sia come rappresentante del cinema classico: un cinema essenziale e funzionale che regala emozioni per tutti e tutte.

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