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Nightmare

CineCult: Nightmare – Dal Profondo della Notte

Nightmare – Dal Profondo della Notte è uno slasher, più precisamente uno dei capisaldi del genere, diretto da Wes Craven. Un film iconico, memorabile, che ha generato una saga di sette capitoli e un remake del 2010. Datato 1984 quest’opera racconta un’epoca di spaesamento per gli americani con evidenti derive del genere di riferimento (da Shining al cinema cronenberghiano in primis). L’analisi di questo CineCult sarà come sempre con SPOILER e, nel caso vi mancasse nella collezione, vi invitiamo ad acquistare su Amazon il cofanetto in Blu-Ray del franchise che, al momento grazie al Black Friday, costa solo 10,99€.

La pellicola racconta la storia di un gruppo di ragazzi che, durante la notte, incontrano nei loro incubi lo stesso losco individuo: Freddy Krueger. Egli venne bruciato dai suoi concittadini in seguito al ritrovamento nella sua fornace di numerosi bambini scomparsi. Una parte della compagnia verrà brutalmente uccisa nell’incubo, quindi anche nella realtà, mentre Nancy (Heather Langenkamp) riuscirà, apparentemente, a sconfiggerlo. Di seguito trovate l’opera noleggiabile su YouTube.

Il design e gli effetti speciali

Inutile girarci attorno: la cosa che colpisce ancora oggi dopo trentasei anni è il design del noto serial killer. Dal guanto malefico alla faccia bruciata, dal maglione a strisce rosse e verdi alla fedora. Freddy Krueger incute paura solo a guardarlo, prima ancora che a “vederlo all’opera”. Lo status di cult dell’horror è senz’ombra di dubbio dovuto soprattutto a questo: il diabolico personaggio è un personaggio che lo si conosce anche non avendo mai visto un capitolo della saga nata dalla mente di Wes Craven. Difatti, le apparizioni del villain trascendono le pellicole. Uno degli esempi più recenti è in Evoluzione Canina l’episodio di Rick e Morty ispirato a Inception e Nightmare.

Un altro elemento decisamente significativo sono gli effetti speciali ad opera di Jim Doyle. Ogni omicidio è accompagnato da effetti speciali analogici che non sono invecchiati di un giorno. Potremmo citare la voragine ascendente di sangue dopo la morte di Glen (un esordiente Johnny Depp), Tina (Amanda Wyss) che viene alzata da una forza invisibile durante l’incubo, le scale molli della casa di Nancy. Ogni scena iconica è condita da immagini avanguardistiche che lasciano a bocca aperta per lo stupore.

Il cinema e Freddy Krueger

L’aspetto dei sogni si addice molto al grande schermo e alle sue potenzialità visive e narrative. Fellini, Lynch, Gilliam sono registi che hanno fatto del sogno parte integrante della loro poetica. Curioso notare come Freddy Krueger, rispetto ad altri slasher come ad esempio Leatherface, sia un personaggio fantastico: cioè in grado di fare cose impossibili. Egli sembra quasi un’incarnazione demoniaca della settima arte. Da uno stacco all’altro – ossia ad ogni cambio di inquadratura, quindi parliamo del segmento che fonda il linguaggio del medium – Freddy si teletrasporta. Entra nel fuoricampo interno e riappare in campo. Insomma è un mostro cinematografico.

Interessante il modo in cui Wes Craven utilizza il montaggio, specialmente nell’ultima scena. Nancy apre una porta e, dopo lo stacco, si ritrova fuori di casa e nel futuro (la mattina seguente), come se, dopo la presunta sconfitta di Krueger, il tempo passasse molto più velocemente tanto da realizzare un’ellissi. I due mondi (quello dell’incubo e quello reale) si intersecano e interagiscono tra loro; la scelta di tagliare sul ciglio dell’apertura rappresenta un’uscita dall’incubo allo sperato ritorno alla normalità – difatti esce proprio dalla dimora. Ciò è evidenziato anche dal reparto fotografico curato da Jacques Haitkin: la stanza è buia, tenebrosa, mentre l’aperto è color pastello, caldo. Prendiamo una boccata d’aria fresca proprio come la ragazza.

Nightmare

Le colpe ricadono sui figli

Il film è molto critico sul gesto nei confronti di Freddy Krueger. In una delle primissime inquadrature nel mondo reale vediamo un crocifisso. Nel corso del lungometraggio la madre di Nancy rivelerà che lei e altri concittadini hanno bruciato Krueger per i suoi gesti terribili. Il fuoco è sempre stato nel linguaggio cristiano un simbolo di purificazione, di espiazione del demonio. Il fatto che l’uomo sopravviva anche dopo essere stato incendiato dimostra come, secondo Wes Craven, la giustizia privata sia un Male incurabile. Inoltre la madre si abbandona all’alcol e decide di alienarsi da una società malata che ha fallito. Ai figli dei giustizieri ricadono le colpe dei genitori, che non imparano dai propri errori e continuano a peccare. I ragazzi dovranno agire da soli e uccidere il serial killer una seconda volta e, nuovamente, il Male non morirà definitivamente.

Le derive cinematografiche

Nightmare – Dal Profondo della Notte ha numerose suggestioni provenienti dalle pellicole dell’orrore dell’epoca: con Shining di Stanley Kubrick in primis. Dal capolavoro del 1980 recupera l’aspetto labirintico e confusionario di un’ambientazione deprimente: la prima sequenza dell’incubo di Tina ne è un esempio. Non riesce ad uscire, ad ogni svolta non sa cosa fare, è spaesata. In entrambi i casi la soluzione è più semplice del previsto: svegliarsi da un lato, far sparire le tracce dall’altro. Da Kubrick riprende anche il nucleo familiare che si disgrega a causa dei peccati dei genitori e l’alienazione di questi attraverso l’abuso di alcol.

Craven recupera molti riferimenti anche dal cinema di David Cronenberg. Il cineasta canadese è ripreso specialmente negli aspetti scientifici della pellicola. Quando i dottori cercano di comprendere una cosa apparentemente irrazionale come il sogno si tratta di una sequenza cronenberghiana. In Scanners, The Brood, Videodrome e Il Pasto Nudo l’aspetto sovrannaturale legato all’orrore e alla scienza è presente, necessario e sufficiente.

L’eccesso di riferimenti ad altri titoli del cinema horror di quel periodo è il motivo per cui questo film si può definire un cult popolare, ma non un capolavoro cinematografico a 360 gradi. L’icona pop in tal caso sovrasta le opere più autoriali (ma non di nicchia) come Videodrome e La Zona Morta: peraltro usciti ambedue nel 1983, un anno prima rispetto a Nightmare. Quel che è certo è che il lungometraggio è sinonimo di tante cose: horror, slasher, effetti speciali e villain perfetto. Non c’è da stupirsi se la pellicola possa piacere anche ai non appassionati del genere di riferimento.

Conclusioni

Nightmare è uno dei capisaldi dello slasher. Freddy Krueger è infatti un’icona del genere horror: lo conoscono anche coloro che non hanno mai visto un capitolo della saga. La pellicola vive di effetti speciali analogici ancora oggi sbalorditivi. Le sequenze memorabili si sprecano: dal finale al guanto che spunta nella vasca, dall’incubo iniziale di Tina all’omicidio di Glen. Una di quelle pellicole che spaventano e incutono ansia e timore ancora ora dopo trentasei anni, un’opera perfetta per un sabato sera all’insegna dell’orrore.

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