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Carmel: Chi ha ucciso Maria Marta? Recensione

Ci troviamo in Argentina, nell’ottobre del 2002. Attorno alle 19, un uomo chiama i soccorsi da una villetta a Carmel, una zona dove risiede l’alta borghesia di Buenos Aires. “Ho bisogno di un’ambulanza urgente per una persona caduta nella vasca da bagno”: queste sono le parole che pronuncia. L’ambulanza arriva, ma non c’è più nulla da fare. La donna ha perso troppo sangue e la rianimazione non è sufficiente per farla riprendere. Ma perché la vittima ha perso così tanto plasma?

Attorno a questa serata si cela un grande mistero che, ad oggi, 18 anni dopo, è ancora irrisolto – ma solo per alcuni. Maria Marta Garcia Belsunce è stata ritrovata morta a casa sua dal marito, la sorellastra e il cognato, ma qualcosa di molto losco si nasconde intorno alla sua dipartita. Netflix ci mostra le indagini, il processo e il racconto diretto dei coinvolti in un documentario, Carmel (titolo completo Carmel: Chi ha ucciso Maria Marta?), davvero interessante. Noi lo abbiamo visto in anteprima: ecco qui la nostra recensione.

 

Carmel: il caso

Il mistero cominciò a crearsi per diversi motivi. Innanzitutto: la scena del crimine fu ripulita dai parenti, i primi a trovarla. Questo perché, secondo loro, era necessario preservare la dignità della persona, che consideravano morta per un semplice incidente in casa. Fu addirittura gettato un bossolo all’interno del water, poi ritrovato nella fossa biologica in seguito all’ammissione. La scena del crimine, così, fu praticamente inutilizzabile per le indagini.

Cosa ancora più strana fu che si tentò in tutti i modi di evitare di far arrivare la polizia sul posto. Inoltre, se ne diede sepoltura subito, al primo giorno utile, anche in tarda serata pur di farlo il prima possibile, quasi come dovessero nascondere qualcosa. Infine, il medico che arrivò per controllare il corpo, disse effettivamente che Maria Marta era morta per un incidente, quando era chiaro che non fosse così.

Carmel

Il caso di Carmel fu aperto un mese dopo, quando si cominciarono a destare i primi dubbi su quanto accaduto. La scena del crimine era stata ripulita, ma con il luminol – di cui era appena stato conosciuto l’utilizzo – si scoprì che molto sangue, sulle pareti, era stato tolto. Inoltre, la registrazione della chiamata telefonica all’ambulanza rivelò alcune voci in sottofondo, maschili e femminili, che dicevano “è morta” o “chiudi la porta!” e molte cose simili.

Maria Marta era inoltre la tesoriera di un’associazione, ma in casa non fu più ritrovato il denaro, cosa che fece pensare anche ad una rapina.

 

Gli indagati

Fra gli indagati comparvero tutti i familiari stretti di Maria Marta, responsabili di aver insabbiato le indagini. Il primo ad essere processato fu proprio il marito, Carlos Alberto Carrascosa. Il procuratore Molina Pico accusò di “occultamento aggravato” un fratello, Horacio García Belsunce, il vedovo Carrascosa, il cognato Guillermo Bártoli, il patrigno Constantino Hurtig, il fratellastro Juan Hurtig, la massaggiatrice Beatriz Michelini e il medico Gauvry Gordon.

Carlos mentì più volte su dove si trovava in quel momento, e venne infine collocato sulla scena del delitto, avvenuto per cinque colpi di pistola. Maria Marta aveva il cranio quasi completamente distrutto, motivo per cui era impossibile pensare ad un incidente e tutta la famiglia più il medico vennero indagati.

Il primo processo iniziò 5 anni più tardi, con però molte prove indiziare. Questo fu il motivo per cui il marito di Maria Marta non venne condannato per omicidio, ma solo per insabbiamento. Qualche tempo dopo, però, la Cassazione annullò la condanna.

 

Carmel: perché è una serie che funziona

Si tratta di pochi episodi, ma estremamente densi. A parlare in Carmel sono i diretti coinvolti, i parenti, gli amici, i testimoni e i procuratori. La cosa più agghiacciante è che lo spettatore non sa se sta ascoltando l’assassino (o gli assassini) di Maria Marta e questo perché, fondamentalmente, neanche l’Argentina lo sa. Il caso è stato riaperto, ma non coinvolge più i parenti. Proprio come dice il procuratore, però, resta il fatto che i familiari della vittima abbiano volutamente insabbiato il delitto.

Carmel

Troppi conti non tornano e la regia sfrutta bene questo gap, coinvolgendo lo spettatore nelle indagini che, contemporaneamente, sente il pensiero dei parenti e degli accusati. Così, chi guarda, rimane confuso e pieno di dubbi, proprio come il paese ai tempi e gli investigatori che hanno esaminato a più riprese il caso.

La regia, inoltre, mostra con un occhio di riguardo il coinvolgimento dei media, spiegando come, comunque purché si cerchi di non farlo, coinvolgano molto il parere dei giudici. Vengono aperte diverse strade, creando così un labirinto da cui è davvero difficile uscire. Nessuna pista sembra far chiarezza del tutto. Maria Marta non ha ancora avuto giustizia e non si sa quando questo sarà reso possibile. La serie Netflix Carmel ci coinvolge pienamente, incastrandoci nello stesso sistema.

Carmel: Chi ha ucciso Maria Marta? Recensione
7.2 / 10 VOTO
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PRO
    - Rappresentazione corretta dei fatti
    - Interessanti le testimonianze dei diretti coinvolti
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    - Breve e non conclusiva
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