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Cuties

#CancelNetflix è in tendenza su Twitter a causa di Cuties

Nelle scorse ore è in tendenza l’hashtag #CancelNetflix a causa del controverso Cuties (Mignonnes) scritto e diretto dalla regista franco-senegalese Maïmouna Doucouré. Il film è stato presentato al Sundance Film Festival dove ha vinto il premio per la miglior regia. Il film su Rotten Tomatoes ha una percentuale di gradimento pari a 88% con una media del 7,09. La pellicola è stata distribuita a livello internazionale da Netflix il 9 settembre ed è contrassegnato come “vietato ai minori di 14 anni”.

Cuties racconta la vita della giovane Amy, una ragazza di 11 anni senegalese che entra nella squadra di danza chiamata “Cuties“. Amy vive in una famiglia musulmana e a poco a poco diventa sempre più consapevole della sua femminilità, iniziando così a fare twerk e altre mosse erotiche per diventare cool e omologarsi con le altre Cuties. Di seguito trovate il trailer ufficiale.

Ma facciamo un passo indietro. Qualche mese fa Netflix fu costretta a rimuovere la locandina in seguito a delle accuse di sessualizzazione delle bambine e la cambiò scusandosi.

Siamo profondamente dispiaciuti per l’immagine promozionale inappropriata che abbiamo diffuso per Mignonnes/Cuties. Non andava bene e non era nemmeno rappresentativo di questa pellicola francese vincitrice al Sundance. Abbiamo aggiornato l’immagine e la descrizione.

Di seguito trovate le due locandine a confronto: a sinistra quella rimossa, a destra quella originale francese.

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La petizione

Ma torniamo a settembre 2020. Su Change.org questa petizione, che chiede ai firmatari di non rinnovare l’abbonamento alla piattaforma streaming, è arrivata – al momento della scrittura – a più di 600 mila firme. Successivamente l’hashtag #CancelNetflix ha raggiunto l’obbiettivo desiderato:

Come potete vedere, il grafico segnala un netto calo del valore di mercato. Un altro tweet che promuove la petizione contro Netflix è il seguente:

tradotto in italiano:

Più di 600.000 persone hanno firmato la petizione su Change.org in cui viene richiesto di cancellare il proprio abbonamento a Netflix. Se ogni firma aveva un account da 12,99 dollari al mese e l’ha cancellato, vorrebbe dire che Netflix perderebbe 7,8 milioni di dollari al mese. Questo diventerebbe 93 milioni all’anno. Continuate!

Un altro tweet accusatorio del film ha postato un video in cui le Cuties danzano in maniera provocante.

La critica difende il film

A fronte delle polemiche avanzate dal pubblico, la critica si è schierata a favore di Cuties e Netflix. Il film ha ricevuto lodi da molti critici cinematografici – la sopracitata percentuale di Rotten Tomatoes ne è una prova. Diamo uno sguardo alle opinioni positive dei top critics

  • Monica Castillo (che ha dato 4 stelle su 4):
    Con Cuties, Doucourési annuncia come una regista dall’acuto stile visivo che non ha paura di esplorare le tensioni culturali e sociali.
  • David Fear (che ha dato 3 su 5):
    Improvvisamente, un delicato film di crescita che diventa una guerra culturale. È l’esatto opposto di ciò che è accusato di essere.
  • Justin Chang:
    Youssouf (l’attrice protagonista ndr.) si scaglia con vigore, imprevedibilità e una franchezza emozionante che mi ha ricordato i protagonisti giovani dei film dei fratelli Dardenne.
  • Bilge Ebiri:
    Cuties merita sicuramente di essere visto. Ma è inoltre un lavoro delicato che, nel suo affresco del mondo, trova un attento bilancio.
  • Carlos Aguilar:
    Valuta la transizione dall’infanzia all’adolescenza puntando lo sguardo su una ragazzina di undici anni che si trova al bivio tra tradizione e scoperta personale. È quel tipo di debutto cinematografico che proclama un’indelebile voce registica.

Nelle uniche tre valutazioni negative dei top critics non viene accennato il problema avanzato dal pubblico.

Cuties

Quindi?

Chi scrive non ha visto il film, eppure non si stupisce della polemica. Sono convinto – parlo personalmente, non so cosa pensino i miei colleghi della redazione – che la maggior parte della gente che ha criticato Cuties ha visto solo il trailer e non il film. Ma perché ne sono convinto? Semplice: il film condanna questi atteggiamenti, altrimenti non mi spiego le difese da parte della critica. Non dimentichiamoci che i critici sono persone che hanno studiato, hanno visto numerosi lungometraggi e magari hanno assistito a controversie ben peggiori di questa.

Inoltre, la regista stessa ha smentito l’accusa e, dopo aver scoperto della rimozione dell’immagine promozionale di Netflix, ha affermato:

Non avevo visto il poster fino a dopo aver iniziato a ricevere tutte queste reazioni sui social media, messaggi diretti da persone, attacchi contro di me. Non ho capito cosa stesse succedendo. È stato allora che sono andato a vedere com’era fatto. Ho anche ricevuto numerose minacce di morte.

La stessa piattaforma streaming ha difeso il film dicendo:

Cuties è una critica sociale della sessualizzazione delle bambine. È un film che ha vinto dei premi e narra una storia potente sulla pressione che le giovani ragazze affrontano sui social network e più in generale dalla società man mano che crescono. Invitiamo tutte le persone interessate a questi argomenti a guardare il film.

Ma ammesso anche che tutte queste siano scuse, mettere in scena una cosa orribile NON vuol dire giustificarla. Dimostrarlo è semplicissimo. Arancia Meccanica (Stanley Kubrick, 1971) e Salò o le 120 Giornate di Sodoma (Pier Paolo Pasolini, 1975) sono due film che mettono in scena cose terrificanti come stupri, pedofilia, risse, pestaggi, eppure condanna tutti questi gesti atroci. Inoltre vengono considerati due capolavori assoluti della settima arte, come mai allora ci scandalizziamo se un film decide di mostrarci che sempre più spesso le ragazzine per omologarsi sono costrette a sessualizzarsi? Forse il problema non è Cuties, ma la vera sessualizzazione che c’è tra i ragazzini.

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