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Call of Duty Vanguard

Call of Duty Vanguard, Recensione della campagna

Call of Duty Vanguard gettava delle premesse molto peculiari, anzi, differenti rispetto a quanto la serie ci aveva abituato finora. Sarà stato il classicismo di Black Ops Cold War così come la modernità e complessità dei controlli di Modern Warfare, ma quanto abbiamo provato finora si discosta davvero molto dai canoni fondamentali del franchise. Questo perché Call of Duty Vanguard è un po’ di tutto, una formula inedita, qualcosa di raramente visto prima nella serie ma altrettanto familiare. 

Non staremo qui a farvi una recensione classica del gioco, sia ben chiaro: lo scopo di questa analisi è sia quello di valutare e criticare il comparto narrativo, la campagna, di Call of Duty Vanguard, sia quello di fare da preludio a quello che sarà poi il nostro giudizio — in fase di elaborazione — del gioco nella sua interezza. Un altro motivo, lo ammettiamo per chiarezza, è che la campagna di Vanguard è quasi un’opera a sé stante, grazie a una serie di scelte corrette, seppur non sempre azzeccate.

Activision e Sledgehammer Games hanno saputo ponderare correttamente tutti i livelli che compongono gli elementi ludici, calibrando alla perfezione i ritmi tra gameplay e narrazione. Gli appassionati di Call of Duty sanno bene che c’è chi denigra la storia degli ultimi capitoli e chi invece l’omaggia riconoscendone le qualità. Noi siamo tra quelli che cercano l’unicità, il motivo per confermare che qualcosa è davvero differente, e odiamo fortemente il ripetere in continuazione quanto fatto in passato.

Tuttavia, la storia di Call of Duty Vanguard getta le stesse premesse di altri titoli del passato, così come del meno fortunato World War II. E proprio la somiglianza storica e di posizionamento nella line-up del franchise con quest’ultimo gioco ci aveva spaventato, con la paura che Vanguard sarebbe stato allo stesso livello qualitativo. Al contrario, abbiamo scoperto non solo che l’opera presenta un gameplay che mescola i canoni di Black Ops Cold War e di Modern Warfare, ma anche che il comparto narrativo segue uno stile completamente nuovo.

Tra dinamismo e linearità

La narrazione è fortemente dinamica, seguendo differenti anni nei panni di altrettanti personaggi, che sono sempre i protagonisti della storia. Call of Duty Vanguard è ambientato in un periodo storico molto atipico per un gioco di guerra sulla seconda guerra mondiale: veniamo gettati a Berlino, nei momenti della morte di Adolf Hitler, a scoprire la missione di una squadra del tutto atipica. Sarà proprio attraverso alcuni ingegnosi flashback che vivremo poi le vicende prima e durante la guerra.

Il comparto narrativo fa quindi leva su continui ricordi dei soldati del team protagonista del gioco, mostrandoci alcune delle loro brevi storie ma perfette per contestualizzare di conseguenza il character design. Di fatti, ogni singolo membro della squadra ha una sua storia e un suo momento di protagonismo nella campagna, scelta di design che aiuta al giocatore non solo a comprendere meglio i personaggi ma anche a empatizzare con loro.

Non esageriamo nel dirvi che quella di Call of Duty Vanguard è una delle campagne più interessanti degli ultimi anni: un connubio tra il classicismo “CoDdiano” in vecchio stile e tra il coraggio degli sviluppatori di tentare qualcosa di nuovo, sapientemente studiato ad-hoc. Raccontare eventi nel pieno della seconda guerra mondiale tramite flashback, mantenendo alla base la linearità del presente prima della fine del conflitto, è stata una scelta a nostro avviso molto azzeccata proprio perché da una parte vediamo la guerra nei suoi momenti culminanti, mentre dall’altra viviamo gli istanti che ne hanno decretato la fine.

Ancor più interessante è che la maggior parte delle scene d’intermezzo, quelle renderizzate, sono di una qualità così elevata da essere disarmante. C’è un bilanciamento molto calibrato dei momenti di gameplay puro, dove ci sono chiaramente le classiche fasi scriptate, e quelli dove invece pare di star guardando un film. Qui omaggiamo una resa grafica di tutto rispetto, su cui gli sviluppatori dimostrano di aver riposto molta cura, e soprattutto dei modelli con espressioni facciali incredibili: i volti dei personaggi, i loro movimenti, addirittura i loro occhi, tutto è realistico all’inverosimile.

“Un character design convincente e funzionante”

Il risultato è dovuto sia a un lavoro minuzioso da parte della software house, sia a una recitazione di altissimo livello da parte di attori che tornano a dimostrarsi molto capaci. Tra questi spiccano la già nota Laura Bailey nei panni di Polina Petrova, Simon Quarterman (Westworld) come Richard Webb o Dominic Monaghan, l’incredibile Merry de Il Signore degli Anelli e Charlie di Lost. Tutti questi nomi di grande spessore hanno contribuito non poco alla realizzazione di un character design convincente e funzionante, e siamo davvero colpiti nel vedere — ancora una volta — quanto Activision abbia davvero creduto nelle potenzialità narrative di Call of Duty Vanguard.

Potremmo poi spendere alcune parole in merito al gameplay, sebbene abbiamo promesso di parlarne più approfonditamente all’interno della recensione completa del multiplayer. Tuttavia, prima ancora di parlare dei comandi, dei controlli, di come il gameplay si contestualizza con la trama e di alcune interessanti novità, specifichiamo che anche qui Sledgehammer Games è stata capace di donare una buona dose di differenziazione. Di fatti, ogni personaggio ha una sua principale predisposizione all’utilizzo di una specifica tipologia di arma, e per ampliare la differenziazione di ognuno di loro il team di sviluppo ha anche realizzato il level design in funzione di queste peculiarità.

Peccato però che solo pochi personaggi posseggono abilità caratteristiche e che, nella maggior parte delle volte, i tempi di ricarica sono così lunghi che potrebbero non venir affatto utilizzati. Si tratta senza dubbio di un’idea molto originale e che apprezziamo, ma crediamo che sarebbe stata necessaria una maggiore lavorazione di queste nuove meccaniche di gioco.

Call of Duty Vanguard e i problemi di calibrazione audio

Di grande livello anche il doppiaggio in lingua italiana, sebbene abbiamo riscontrato a volte dei livelli di audio non proprio ben calibrati: al contrario, spesso alcuni dialoghi durante il gameplay risultano molto più bassi di altri, mentre alcuni sono troppo elevati. Questo problema, per quanto piccolo possa sembrare, arreca in realtà un danno non indifferente alla godibilità delle scene più concitate, dove talvolta le frasi dei nostri compagni o dei nemici sono essenziali ai fini del gameplay. In ogni caso, è un peccato dover star sempre con le orecchie aperte per non rischiare di perderci dialoghi altrimenti interessanti e utili per comprendere meglio la narrazione.

The Review

7.6
7.6
Call of Duty Vanguard - Campagna

Conclusione

La campagna di Call of Duty Vanguard è senza dubbio un interessante successo, sebbene non brilli in unicità. Ad averci sorpreso, con ogni probabilità, è il fatto stesso che le nostre aspettative erano relativamente basse, forse per via di precedenti non proprio eccellenti. Tuttavia, abbiamo apprezzato la storia a tal punto da volergli dedicare una recensione a parte piuttosto che rilegare l’analisi che avete letto a una mera frazione della solita recensione completa che, ricordiamo, arriverà sulle nostre pagine nei prossimi giorni.
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