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Rainbow Six Siege
Biomutant

Biomutant Recensione: il divertimento puro di un gioco che merita

Prima di recensire questo titolo, abbiamo deciso di aspettare qualche giorno, per non dare voti a caso ed essere sicuri di quello che stavamo dicendo. Personalmente, ho letto un po’ di recensioni sul titolo prima di mettere le mani su Biomutant, perché ero curioso del motivo per cui veniva dipinto come una delusione. La verità è che l’opera di THQ Nordic ha ricevuto un review bomb estremamente negativo a causa della disumana moda di paragonare tutto ai “blockbuster” di Sony e altre società multimilionarie. Nonostante non sia esente da bug, il titolo riesce ad essere decisamente godibile. Vi racconteremo la verità secondo MonkeyBit, e speriamo di chiarirvi le idee.

Biomutant: un GDR post apocalittico, ma innovativo

Come già detto in un articolo precedente, il panorama videoludico di oggi è tappezzato da titoli mozzafiato post apocalittici, che raccontano come l’umanità sia riuscita a sopravvivere nonostante catastrofi inenarrabili. Biomutant, d’altro canto, riesce a raccontare la verità dietro la fine dei tempi: la natura si riprende quello che è suo. La trama dietro il titolo infatti ci fa capire come Toxanol, azienda immaginaria che ha causato l’apocalisse con i suoi rifiuti tossici, abbia anche spinto il DNA degli animali a mutare, dando vita alle creature che popolano il pianeta privo dell’infezione umana.

Nonostante però madre natura si sia ripresa il suo posto, gli animali geneticamente modificati useranno strumenti ed armi lasciate dalla specie precedente, come pistole, fucili o addirittura scopini per il bagno. Grazie a questo elemento, il gioco non diventa mai noioso, adottando la meccanica del crafting e creando qualsiasi tipo di utensile, utilizzando in primis gli oggetti che troveremo in giro, dando la possibilità al personaggio di cambiare stile di gioco in qualsiasi momento. Un punto a suo favore, dato che la ripetitività è un cruccio che vediamo spesso nei giochi di oggi.

Biomutant

La nota dolente, però, si può trovare anche nella storia di Biomutant: il gioco a volte tende a diventare dispersivo, anche se non in modo esagerato, ma comunque fastidioso. Un errore comune è quello di voler creare un titolo troppo grande correndo il rischio che sta vivendo proprio THQ Nordic. Niente di irrimediabile però, data la moltitudine di eventi sulla mappa, di missioni secondarie e di combattimenti casuali che potremo ingaggiare.

Parlando proprio di quest secondarie, queste sono forse la cosa peggiore del gioco. In ogni villaggio, infatti, ci saranno un paio di NPC che ci affideranno delle missioni per ritrovare oggetti della cultura umana ormai andati perduti. Il problema sta proprio nella metodologia di questi compiti: sembrano quasi un copia-incolla con un oggetto diverso da raccogliere. Se nel primo stadio dovremo recuperare una torcia, nel secondo villaggio faremo la stessa identica cosa, ma con una località ed un obiettivo diversi. La bellezza dei GDR sta anche nella scelta del giocatore, quella tra storia principale e sottotrame da completare.

Un comparto tecnico da non sottovalutare

Biomutant ha stupito tutti nel 2017 anche per il suo comparto grafico. Il livello visivo del videogioco, infatti, si può definire senza ombra di dubbio stupendo, ai livelli di molti altri compagni GDR, ma ottimizzato in modo decisamente migliore. Non è tutto oro quello che luccica però: il problema principale infatti viene dato dalla moltitudine di glitch che incontriamo, inevitabili in un titolo del genere. Ricordiamo anche come Skyrim avesse un mare di bug, eppure questi non hanno minato il divertimento che ci portava.

Tuttavia, non è l’unico punto dolente per quanto riguarda il comparto visivo. Purtroppo, Biomutant ha mantenuto il suo stile grafico dal 2017, nonostante THQ Nordic abbia avuto la possibilità di migliorarlo, giustificando anche un ulteriore rinvio, addirittura. Sia chiaro però che questo non significa che il gioco non sia all’altezza dei titoli di oggi, anzi, il suo comparto grafico, come detto in precedenza, è estremamente godibile e adatto a quello che l’opera vuole essere e portare ai videogiocatori.

Biomutant

La musica nell’opera post apocalittica è ben eseguita, mostrando quanto il comparto audio si sia impegnato per rispettare quello che il gioco volesse intendere. Non sempre la musica rappresenta esattamente la scena, o anche lo stile del gioco, peggiorato anche da qualche bug che fa scomparire o ricominciare le canzoni casualmente. Nonostante questo però, dal punto di vista di giocabilità, tutto ciò che ascolteremo sarà perfettamente in linea con i mostri che crivelleremo di colpi o che spappoleremo con i nostri martelli giganti.

Infine, una nota di merito va di sicuro al narratore. THQ Nordic ha deciso che Biomutant sarà una avventura raccontata, non semplicemente vissuta, trasformandola quasi in una fiaba. La scelta di non far parlare gli animali, che prenderanno il ruolo di NPC, è qualcosa di davvero geniale. Il titolo, infatti, punta a narrare una eventuale realtà, cercando nella maggior parte dei dettagli di renderlo più “vero” possibile. In questo caso, affiancarci la voce di uno spettacolare Gianni Quillico per raccontare le emozioni degli animali, la crudeltà e la distruzione che gli umani hanno portato sulla Terra, è stata una mossa rischiosa ma decisamente apprezzata.

I videogiochi sono fatti per divertirsi, ricordatevelo

Il gameplay di Biomutant si basa su una veloce e dinamica meccanica di combattimento. Questa riesce ad essere divertente e allo stesso tempo incredibilmente impegnativa, che è qualcosa da apprezzare in ogni videogioco. Anche la libertà ha un ruolo importantissimo in questa sezione, regalando al giocatore la possibilità di ingaggiare battaglie o semplicemente di esplorare in totale relax.

Anche questo è un fattore chiave di Biomutant: l’esplorazione. Da questo punto di vista, il titolo ha un eccellente potenziale, regalando quello che moltissimi giocatori cercano in molte opere. L’open-world è effettivamente un mondo completamente esplorabile, e molti titoli AAA sembrano averlo completamente dimenticato. THQ Nordic invece riesce perfettamente nell’intento di portare un GDR che regala al giocatore la completa libertà di modificare l’intero mondo come preferisce.

Biomutant

L’unico aspetto negativo che il gioco offre a livello di gameplay potrebbe riguardare proprio i combattimenti. Le schivate, il blocco o addirittura gli attacchi, a volte potrebbero sembrare legnosi all’inizio, ma basterà letteralmente un’ora di gioco per abituarsi ai comandi e alle giuste tempistiche. Per molte persone questo è un difetto, per altri invece è semplicemente un modo di combattere diverso dagli altri. Nonostante questo non sia un soulslike oppure un FPS, ricordate che è comunque godibile.

Biomutant: il problema del review bombing e dei paragoni forzati

Per questo paragrafo servirebbe un intero articolo, ma cercherò di riassumerlo come possibile. Nonostante qualche bug, Biomutant è un gioco che si adatta alla persona, e non il contrario come succede in continuazione. La libertà che ci offre l’opera è pura, modificando addirittura la storia principale del gioco da capo a piedi, e non di scelta in scelta. Il rischio di essere dispersivo è concreto, palpabile nel gameplay del gioco, ma non è un macigno che può far affondare un’opera.

I videogiochi sono creati per divertirsi. Certo, alcune opere possono lasciarci anche delle emozioni profonde dentro di noi, come Kingdom Hearts con il valore dell’amicizia e dell’amore, il coraggio di Joel in The Last of Us o anche la bellezza e la perfetta esecuzione di Dark Souls. Il punto, però, è che tutti questi videogame sono diversi tra di loro, proprio come Biomutant può essere differente da un titolo tripla A, dato anche dallo studio infinitamente più piccolo e con meno disponibilità economica rispetto a Square Enix o Naughty Dog.

La bellezza, il divertimento e le emozioni sono soggettive, per questo le recensioni sono solo dei punti di vista e vanno rispettate come tali. Ma spesso accade qualcosa di orribile per le compagnie videoludiche, ovvero una moltiplicazione di recensioni negative – spesso che dicono il falso o che non hanno neanche toccato il titolo – e l’inevitabile affondo di un’opera. Il paragone continuo a titoli cinematografici ed inarrivabili sta distruggendo il panorama videoludico, infettandolo con la monotonia ed incentivando il riciclo di titoli che si differenziano solo per il brand.

Toxanol

In conclusione…

Biomutant è un titolo divertente, consigliato a chiunque voglia giocare un GDR puro, che dà la piena libertà a chiunque decida di avventurarsi per salvare – o distruggere – l’Albero della Vita. Il titolo offre una mappa sconfinata da esplorare, tantissimi combattimenti impegnativi e divertenti, ed una storyline completamente personalizzabile. THQ Nordic si è impegnata davvero nella sua opera, nonostante lo staff che è incredibilmente scarno e le potenzialità economiche minime. Purtroppo il gioco presenta anche qualche bug, e tende a ripetere le stesse quest secondarie. Nonostante il titolo sia sotto la mira di moltissime recensioni negative, però, garantisce ore e ore di divertimento senza problemi. All’inizio potrebbe sembrare legnoso o difficile da capire, ma dopo pochissimo tempo avrete tra le mani un titolo che racchiude tutto ciò che un GDR deve avere.

Biomutant Recensione
7,8 / 10 VOTO
PRO
    - Un GDR a tutto tondo, con un open-world vero e completamente da esplorare
    - Il sistema di combattimento è divertente, dinamico e può cambiare letteralmente ad ogni missione
    - Il crafting è personalizzabile da cima a fondo, dandoci la possibilità di creare delle armi stupende
CONTRO
    - Le quest secondarie si differenziano davvero per un solo oggetto, diventando ripetitive
    - La grafica, pur essendo molto bella, non ha visto dei veri e propri miglioramenti dal 2017
    - L'audio tende a tagliarsi in modo casuale, a volte
VOTO
Rainbow Six Siege
El Camino

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