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Better Call Saul

Better Call Saul Recensione degli episodi 6×08 e 6×09

Better Call Saul rappresenta nell’attuale panorama seriale uno dei prodotti più interessanti e di qualità che siano mai stati fatti. Il mondo delle serie tv con il passare del tempo si è evoluto assecondando le esigenze del pubblico, allungando la durata dei suoi episodi e soprattutto trasformandosi in un prodotto molto più simile a un film nella sua forma estetica. Breaking Bad, all’epoca della sua uscita, divenne in brevissimo tempo un prodotto di culto in grado di piacere a qualsiasi tipo di spettatore, da quello più sofisticato a quello maggiormente abituato al mainstream.

Ciò che lega le due serie tv sopracitate è Vince Gilligan, uno dei pochi che si è riuscito a imporsi rivoluzionando il concetto di scrittura seriale in termini di qualità e continuità. Potremmo definirlo lo showrunner per eccellenza, un direttore di orchestra che da sempre riesce a garantire una certa omogeneità dal punto di vista tematico e del tono generale della narrazione. Better Call Saul è esattamente tutto questo, una serie tv che dal 2016 riesce a mantenere altissimo il livello complessivo del prodotto, senza mai perdere di vista la strada con episodio di “riempimento”.

Qual è il segreto di tutto questo? La risposta non è facile, sono tanti i fattori da prendere in considerazione, ma sicuramente uno degli aspetti più importanti è la scrittura. Better Call Saul è uno spin-off che potrebbe addirittura vincere il paragone con il suo predecessore Breaking Bad, salvo rari inciampi che potrebbero accadere, chissà, negli ultimi quattro episodi mancanti. Ma questa seconda parte della serie è iniziata col piede giusto?

Point and Shoot 6×08 

L’episodio finale della prima parte della sesta stagione di Better Call Saul aveva lasciato tutti scioccati con il suo cliffhangher finale, sicuramente uno dei momenti più intensi dell’intera serie. Nella fase finale della puntata 6×07 Howard era entrato in casa di Jimmy e Kim per affrontarli faccia a faccia una volta per tutte, in uno scontro verbale molto duro che sembrava prima o poi destinato ad avvenire. Improvvisamente, però, accade uno di quei momenti che difficilmente si possono misurare in termini di tensione: entra Lalo e uccide a sangue freddo con un colpo in testa di pistola il buon Howard.

Dopo ben sei stagioni, il personaggio di Howard esce così di scena lasciando stupefatti sia i personaggi che lo spettatore stesso, inerme davanti la brutalità dell’accaduto, ma una conferma del pericoloso mondo dentro il quale è entrato l’avvocato. Da qui ricomincia esattamente la puntata 6×08, attesa ben sette settimane dai fan di tutto il mondo, ma ripagata ancora una volta dai plot point che Gilligan dona alla narrazione. Come si evolve la situazione?

Lalo chiede a Saul di recarsi all’abitazione di Gus Fring e di ucciderlo non appena si presenta alla porta. Saul, però, per tutelarla decide di mandare Kim al suo posto, ma il tentativo di omicidio viene fermato da Mike e i suoi uomini. Qui si arriva a un altro momento culminante, quello dove Gus capisce che si tratta di un diversivo e si reca alla Lavanderia dove si confronta una volta per tutte con Lalo.

Better Call Saul

Era impossibile pensare che questo episodio sarebbe stato a un livello ancora più alto del suo precedente, ma fortunatamente Better Call Saul sa come riuscire a costruire la tensione. Il finale dell’episodio vede lo scontro tra Gus e Lalo, in un perfetto connubio tra dialoghi e immagini. La macchina da presa di Gilligan si muove in perfetta simbiosi con i piccolissimi movimenti dei due personaggi, che sembrano quasi essere catapultati in uno di quei stalli tipici del cinema western. Tutto potrebbe accadere improvvisamente, nel giro di un lampo. ed è esattamente quello che succede.

Gus vince il duello, ma fino all’ultimo istante allo spettatore non vengono date certezze definitive sul suo esito, ancor più per mantenere alta l’attenzione sulla scena. A questo si aggiunge una fotografia che con il contrasto tra chiari e scuri aumenta il timer della tensione, tutto perfettamente in equilibrio.

“In questa seconda parte di stagione, invece, è ben chiaro come ormai tutto sia fuori controllo e Saul ne è il principale responsabile”

Quello che riesce a convincere più di tutti è come Better Call Saul stia affrontando un percorso evolutivo coerente, che mostra esattamente le conseguenze disastrose delle scelte fatte da Saul durante tutti gli episodi. Il suo comportamento istrionico e sopra le righe, seppur riusciva a creare grossi problemi ai personaggi che gli ruotavano attorno, come con il fratello o con Howard stesso, non mettevano a repentaglio la vita di nessuno. In questa seconda parte di stagione, invece, è ben chiaro come ormai tutto sia fuori controllo e Saul ne è il principale responsabile.

Così come Walter White/Heisenberg in Breaking Bad, Jimmy si trasforma in quello che in realtà è sempre stato: Saul Goodman. Purtroppo per lui, più le cose vanno avanti e più deve affrontare le conseguenze delle sue gesta, che principalmente coinvolgono le persone care nella sua vita. Ma a lui va bene così? Questa domanda è rimasta al pendio di una risposta che nemmeno in Breaking Bad si era mai trovata, il protagonista è talmente sfumato nel suo carattere e processo evolutivo che ci si domanda quanto veramente ci possa essere rancore nelle azioni di Saul.

Better Call Saul

Questo spunto serve per rendersi conto della straordinaria penna di Gilligan, che è perfettamente consapevole di quanto non esistano esseri umani buoni o cattivi. Tutti noi conviviamo con entrambi i lati in maniera costante, qualsiasi decisione può compromettere l’equilibrio e far esplodere uno dei due aspetti. Oltre questi spunti di riflessione, l’episodio 6×08 mette in definitiva luce il personaggio di Lalo Salamanca, consacrandolo come un grande villain. Con la sua morte, una delle storyline più intriganti chiude il suo cerchio narrativo e lo fa con il sorriso beffardo di Tony Dalton.

Finita la puntata non c’era altro da fare che aspettare nuovamente quella successiva e con le aspettative alzate a mille tutto il castello di carta può veramente cadere da un momento all’altro. Eppure ormai la preoccupazione di un passo falso sembra ormai troppo lontana, perché Gilligan è riuscito a trasmettere fiducia incontrastata.

Fun and Games 6×09

L’episodio in questione di Better Call Saul è costruito attraverso tre storyline differenti che si alternano tra di loro. Sono quattro i personaggi che attirano l’attenzione, tra questi quello di Mike, che lentamente inizia a perdere quei barlumi di umanità che si erano visti nelle stagioni precedenti. Sicuramente, egli è uno di quelli che più di tutti perde il contatto con la cruda realtà. Pur cercando di agire con buoni fini e propositi, si allontana sempre di più da quella che può essere definita una buona condotta.

Esempio di questo, infatti, è la sua volontà di comunicare al padre di Nacho che le sue intenzioni sono quelle di rendergli giustizia. Il problema è che sarà proprio il padre a metterlo di fronte alla realtà: vendicarsi uccidendo non fa di lui un uomo migliore rispetto agli assassini di suo figlio.

Gli altri eventi sono quelli che coinvolgono Gus Fring, che dopo la morte di Lalo, è costretto ad affrontare le accuse di Hector Salamanca, il suo acerrimo nemico. Una scena straordinaria a bordo piscina che mostra tutto l’odio e il rancore che questi due personaggi provano reciprocamente. Gus nutre un odio silenzioso, ma tagliente quanto un coltello svizzero. Il proprietario di Los Pollos Hermanos è uno tra i più stratificati di luci e ombre e la sua personalità risulta veramente sfumata. Forse, però, manca ancora per lui qualcosa per farlo arrivare pienamente allo spettatore.

Better Call Saul

Nei battenti finali di Fun and Games, la scena più memorabile è sicuramente quella che vede coinvolti Saul e Kim. Il loro dialogo è struggente, intriso di una carica drammatica devastante. In qualche modo prima o poi Kim sarebbe dovuta uscire di scena, vista la sua assenza in Breaking Bad, e per quanto la sua morte sarebbe potuta essere un giustificativo, Gilligan opta (almeno per il momento) ad un “addio” dove l’emozione fa da padrone. La loro avventura in piccola parte sembrava stesse prendendo la stessa strada dei due protagonisti di Natural Born Killers di Oliver Stone.

Il discorso che avevamo precedentemente affrontato sulle conseguenze delle proprie azioni, anche qui vengono al pettine. Tutto si rispecchia nel rapporto che lega Kim e Saul, il cui destino era quello di separarsi. L’episodio si conclude proiettando lo spettatore nello studio di un Saul Goodman, che ormai ha evidentemente abbandonato Jimmy. La sua trasformazione è completata.

The Review

9
9
Better Call Saul

Conclusione

Better Call Saul sembra ormai destinata a finire nell'olimpo delle migliori serie tv, non solo per la strabiliante tecnica con la quale è realizzata, ma anche per la sostanza dei contenuti di alto livello. La serie non ha nulla da invidiare a Breaking Bad.
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