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Battlefield 2042

Battlefield 2042 Recensione: una travagliata esperienza

Battlefield 2042 è uno di quei titoli che ha suscitato più interesse in questo 2021. Non solo stiamo parlando di un vero e proprio cambio di rotta per una serie che tira avanti da ormai vent’anni, ma di una finestra verso uno strano futuro. Naturalmente ci riferiamo a quello rappresentato nei trailer, ma anche a quello più interno, viscerale e che vive nelle fondamenta della progettazione.

L’ultimo Frostbite Engine prometteva miracoli e aveva una grande responsabilità sulle spalle, quella di dover star dietro a 120 utenti nella stessa istanza di gioco. Sarà riuscito il motore a rispettare le aspettative o ci troviamo davanti ad un nuovo capitolo dimenticabile della serie? È da Battlefield 4 difatti che non abbiamo tra le mani un gioco davvero memorabile e che riesca, anche dopo tanti anni di uscita, a mantenere un livello di interesse stabile. Le possibilità che offre questo Battlefield 2042 però sono tantissime e quindi catapultiamoci subito in questo futuro davvero particolare.

Dis-Pat, milizia al servizio del pagante

Come saprete tutti benissimo, questo capitolo non dispone di una modalità campagna. Una trama di fondo, o per meglio dire un contesto generale, è sì presente, ma facilmente dimenticabile. In un mondo ormai devastato dai cambiamenti climatici e dai residui di guerre passate noi impersonificheremo un membro dei Dis-Pat. Questa milizia, il cui nome è una abbreviazione di dispatriato, non ha un’ideologia di fondo e combatte con la nazione che paga meglio ed è sotto minaccia.

Così facendo non troveremo personaggi diversi in base alla squadra di appartenenza o motivi patriotici a spingerci nel conflitto. Il gioco si apre con una “missione” introduttiva in cui vengono a grandi linee mostrate le potenzialità del gioco. Qui dovremo semplicemente mantenere il controllo su alcuni avamposti e nel mentre uccidere più nemici possibile per far perdere alla squadra avversaria dei punti che rappresenteranno le vite extra dell’intera fazione.

Battlefield 2042

Battlefield 2042 si piega alla modernità

Per un esperto della saga un tutorial non sarebbe neppure necessario, ma per un neofita come il sottoscritto trovarsi in un campo di battaglia del genere è davvero un’esperienza dispersiva. Il cambio degli accessori, l’apertura di un treppiedi o anche il semplice sdraiarsi saranno dei comandi che non ci verranno spiegati ma dovremo andare a cercarceli da soli nelle impostazioni. Questo sarà pure un fattore di poco conto ma apre le porte ad un’esperienza che mette i bastoni fra le ruote a tutti coloro che si vogliono affacciare ad un Battlefield per la prima volta.

Parliamo ad esempio della balistica dei proiettili, punto cardine del gunplay, che non venendo spiegata o introdotta, rende le partite con un fucile di precisione davvero frustranti. Per questo fattore avremo apprezzato sin da subito un mirino che in base alla distanza ci dicesse a che altezza sparare su un fucile del genere (e non su un assalto semi automatico). Dato che lo abbiamo introdotto ormai parliamo di questo discusso feeling con gli strumenti a disposizione, vero punto dolente dell’intera offerta.

Battlefield 2042

Battlefield 2042 si vuole presentare ad un pubblico molto ampio, reduce da anni di battle royale semplicistici e dai tratti surreali, ma il prezzo da pagare risulta davvero troppo alto. Capiamoci, uccidere su questo titolo è davvero semplice date delle hitbox sballate su cui riversare, armi completamente sbilanciate e una bassissima quantità di vita. Bocche di fuoco rotte a parte, troviamo nel campo di battaglia anche i mezzi, troppo pochi e troppo potenti.

In quasi 5 giorni di recensione non siamo riusciti ancora a provare il futuristico caccia mostrato in ogni singolo trailer ma, per quanto possa sembrare assurdo, questo non è il mezzo migliore. Già diventato meme, l’hovercraft sta seminando il panico nelle immense mappe di questo capitolo data l’enorme quantità di vita, l’estrema velocità e i danni davvero troppo alti delle armi installate.

Fa quindi molto strano ed è quasi assurdo, in un contesto che dovrebbe essere semi realistico o comunque che vuole puntare su un concetto di guerriglia moderna, vedersi delle barche supersoniche in mezzo ad un accampamento gremito di utenti. Queste riescono persino ad eclissare i caccia se abbiamo a disposizione una squadra coordinata, e vedere uno di questi aerei abbandonati a mezz’aria (per poi arrivare a terra e rimbalzare) è davvero frequente. Detto ciò la guida è un’esperienza piacevole che ci costringe a coordinarci con i nostri compagni per non soccombere al primo lanciarazzi, di cui per fortuna siamo dotati sin dai livelli iniziali.

Un modo di giocare singolare

Parlando sempre di gioco di squadra Battlefield 2042 riesce ad essere un titolo divertentissimo con gli amici, soprattutto nella seconda modalità di punta: Hardzone. Qui saremo divisi in mini squadre da 4 giocatori e la differenza tra una partita pensata e tattica da una sconclusionata e frettolosa si fa sentire tantissimo. L’obbiettivo principale sarà recuperare degli obbiettivi ma potremo comunque vincere facendo terminare le vite alle squadre avversarie.

La rianimazione è una meccanica molto importante su questo capitolo dato che una volta caduti a terra potremo chiedere aiuto per trenta secondi, o decidere di rischierarci immediatamente. In questo piccolo lasso di tempo saremo invulnerabili ma ciò, a differenza del discorso precedente, è un compromesso che accettiamo con molta gioia se messo insieme ad una bassa vita. Un’altra scelta che abbiamo molto apprezzato inoltre è l’inserimento di una modalità come Portal che potrebbe, potenzialmente almeno, dare una vita lunghissima al prodotto.

Qui potremo giocare alle mappe dei grandi classici della saga come Battlefield 3, Bad Company 2 e 1942, con tanto di armi caratteristiche, veicoli e, grazie ad uno strumento messo a disposizione da DICE stessa, creare la nostra partita personalizzata. Le opzioni a nostra disposizione saranno tantissime e soprattutto facili da utilizzare, con la possibilità di mettere la nostra creatura nella lista server pubblica per attirare più giocatori possibile. Naturalmente non ci troviamo di fronte alla libertà dietro ad un DOOM 2 ma dare possibilità ai giocatori di esprimere la loro creatività in scenari di guerra verosimili è sicuramente una mossa vincente.

La modalità di punta però è la famigerata All-out Warfare che mette 128 utenti nella stessa mappa a battagliare per conquistare degli avamposti. L’esperienza è giustamente caotica e dispersiva ma in una guerra così ampia è sicuramente questo il punto che andava centrato. I server reggono, i colpi volano dappertutto e le catastrofi climatiche creano scompiglio. Queste arriveranno casualmente durante la partita e saranno in grado di creare enormi cambiamenti ai punteggi. Un avamposto che abbiamo conquistato con fatica potrebbe venir sommerso da un’immenso ciclone e ciò renderebbe i nostri sforzi vani. Stiamo quindi parlando dello stile di gioco sicuramente meno competitivo ma che riesce ad affascinare maggiormente quando ci affacciamo all’opera.

Battlefield 2042

Il comparto tecnico di Battlefield 2042 si accontenta di poco

Ci siamo lasciati la valutazione tecnica alla fine della recensione perché purtroppo ci troviamo davanti ad una resa non così esaltante. Essendo franchi, non si può non ammettere che Battlefield 2042 sia bello da vedere, con tantissimi modelli complessi ed un gioco di luci che sfrutta al massimo il Ray Tracing. Quello che fa storcere il naso però è la mancanza di un effetto wow, un balzo in avanti e il muscolo che il nuovo Frostbite Engine avrebbe dovuto mostrare.

Complice di questa pecca è soprattutto la totale assenza di una campagna dove animazioni facciali e scenari cittadini avrebbero sicuramente giovato ad uno sfruttamento più completo. Quindi tra le mani abbiamo uno spettacolo bello sì, ma che non farebbe correre i possessori di schede video all’avanguardia ad un acquisto immediato, a differenza di quello che presentava Battlefield 5. Tutto il lavoro mancante nella resa grafica è stato invece eseguito nell’ottimizzazione tecnica, sorprendentemente efficiente.

Anche nella modalità che abbiamo descritto prima abbiamo trovato veramente pochi problemi di stabilità e ciò è davvero atipico per una quantità di giocatori così ampia. 128 utenti si riescono a distinguere molto bene e anche nei momenti di calca estrema, come quelli ad inizio partita, e soprattutto si riesce comunque a capire cosa sta succedendo. A livello di colonna sonora troviamo veramente poca carne al fuoco con degli accompagnamenti epici alla fine di ogni partita ed un serioso silenzio nella maggior parte delle altre fasi.

Battlefield 2042

Cercando di tirare le somme quindi ci troviamo davanti ad un titolo che prometteva tanto ma che in effetti non presenta il massimo del suo splendore. Battlefield 2042 è un concentrato di possibilità che non vengono sfruttate a pieno, anche se ma per la maggior parte stiamo parlando di fattori sistemabili con patch e tempo. Non siamo certamente davanti ad un disastro simil-Cyberpunk, come suggerirebbero le valutazioni su Steam, ma nemmeno davanti allo sparatutto tattico definitivo.

Un titolo quindi da acquistare insieme al proprio gruppo di amici, da giocare interi pomeriggi ma che in poco tempo lascerà spazio ad altre offerte sicuramente più divertenti. Il tutto è quindi in divenire e sarà lo scorrere dei mesi a dirci il destino dell’ultima opera targata Electronic Arts, mesi che forse la larga utenza non è disposta ad attendere. Per altre notizie, guide e contenuti originali continuate a seguirci qui su MonkeyBit e sui nostri social. Battlefield 2042 può essere acquistato direttamente dal sito ufficiale che vi lasciamo qui.

The Review

7
7
Battlefield 2042

Conclusione

Davanti a noi si parano una serie di guerre enormi da combattere con ogni mezzo possibile, anche quelli più atipici. Un'esperienza futuristica che voleva sancire un nuovo passo per l'industria degli sparatutto riesce a diventare, per problemi davvero banali, una cartuccia in mezzo ad un mare di pallottole. Se tra qualche mese si parlerà ancora di Battlefield 2042 dipenderà solo da DICE ma per adesso tra le mani ci troviamo solo delle grandi occasioni sprecate. Il potenziale quindi c'è ma per splendere deve lasciare spazio ad una lunghissima serie di rifiniture.
El Camino

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