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Back 4 Blood Recensione: ora sì che si ragiona!

Back 4 Blood è un titolo sulla bocca di tutti, grazie alle premesse fuori di testa che porta nel panorama videoludico. Partendo dalla base che ci ha donato il leggendario Left 4 Dead – mostro sacro per qualsiasi amante degli zombie shooter – non ci sarebbe stato troppo lavoro da fare per renderlo un capolavoro.

Turtle Rock ha quindi deciso di creare il suo successore spirituale, radunando la vecchia squadra e creando qualcosa di assolutamente nuovo.

In parte ci sono riusciti, in parte no, ma il motivo è abbastanza chiaro: non c’era bisogno di rivoluzionare proprio un bel niente, poiché la formula era già perfetta così. Ma adesso entriamo nel dettaglio nella recensione ufficiale di MonkeyBit.

“Back 4 Blood è quello che avevo sempre sognato”

Partendo dagli inizi della storia del videogioco, possiamo concordare tutti che la chiave che li accomuna tutti è il divertimento. Opere odierne ottengono successo grazie ad un connubio perfetto tra grafica, storia e gameplay, specializzandosi in uno di questi aspetti.

Prendendo in esempio Left 4 Dead – per ovvie ragioni – possiamo affermare che la chiave del videogioco fosse proprio lo stile di gioco, così divertente e personalizzato. Back 4 Blood si evolve da questo concetto, e riesce ad utilizzare tutti i punti forti del suo predecessore e li porta ad un nuovo livello.

La trama, tanto per cominciare, è dettagliata, e ci colpisce in pieno come fosse un treno. Sin dal primo avvio, conosciamo i personaggi e cosa li rende così caratteristici, vediamo la storia che c’è dietro di loro, cosa li rende uniti e per quale motivo si trovino in questo enorme casino. Walker, il capo del gruppo, ci apparirà da subito come una persona forte ed autoritaria, seguito a ruota da Ma’, un agrodolce medico da campo.Back 4 Blood

Parlando poi dell’aspetto “umano” del gioco, ci sembrerà davvero di far parte di una comunità che cerca solo di sopravvivere, poiché bisognerà salvare dei superstiti intrappolati nelle loro case, viaggiare di avamposto in avamposto, e fare la conoscenza di molti altri esseri viventi proprio come noi. Appena ho visto questo elemento, non mi vergogno a dire che ho tirato un sospiro di sollievo: sinceramente, sono stanco di vedere opere horror in cui gli zombie non fanno altro che da inutile contorno, in Back 4 Blood questo non accade, enfatizzando quanto gli infetti siano pericolosi.

Nonostante la loro caratterizzazione carismatica, i personaggi presentano un design molto spartano, comune, quasi anonimo. I primi quattro che potremo utilizzare, saranno di sicuro i meno appetibili a livello estetico, lasciando a l’altra metà del roster il privilegio di sembrare più “unici”. Tuttavia, se analizzassimo questa scelta, la troveremo molto intelligente, poiché aiuta l’immedesimazione e la personalizzazione della nostra avventura (anche grazie alle skin).

“Ogni run ha un equipaggiamento diverso”

Uno dei rischi più grandi del gaming è sicuramente la ripetitività di un gioco. Abbiamo visto molti titoli morire in questo modo, curati da sviluppatori pigri e senza speranza. Back 4 Blood, tuttavia, sembra non soffrire di questa data di scadenza, garantendo sicuramente un ammontare notevole di ore disponibili, prima di averne le scatole piene.

La modalità Campagna infatti, oltre ad essere lunghissima in confronto ai suoi rivali, avrà la possibilità di risultare sempre diversa grazie all’enorme quantità di armi, personaggi, accessori e soprattutto alla meccanica dei mazzi.

Spiegata in poche parole, queste carte ci danno la possibilità di avere dei potenziamenti (o dei nerf) ad ogni round, costruendo l’interezza del nostro sopravvissuto come più ci piace: Walker specializzato in armi da corpo a corpo, Hollie amante dei fucili da cecchino, e così via.Back 4 Blood

Oltre alle infinite possibilità che ci danno questi elementi poi, bisognerà aggiungere la differenziazione donata anche dalle difficoltà, le skin da sbloccare, gli adesivi, i profili personalizzati e, soprattutto, la modalità Sciame. Avremo la possibilità infatti di vestire i panni degli infetti speciali ed annientare con le nostre mani i pochi sopravvissuti della razza umana.

I mostri tra cui potremo scegliere sono la Talpa, il Colosso, il Maleolente e l’Acuminata. Rispettivamente possiamo identificarli come Smoker, Charger, Boomer e Stalker, nel vecchio ed affidabile Left 4 Dead, e saranno le nostre armi per distruggere i poveri malcapitati (se non si fosse capito, questa modalità è leggermente impari, aspettiamoci quindi qualche nerf).

Abbiamo quindi decisamente molte opzioni per goderci Back 4 Blood, rendendo l’acquisto davvero avvalorato dalla sua longevità. Personalmente, ho amato quasi tutti gli aspetti del gioco, grazie al grado di sfida che offre misto al gameplay dinamico, che può variare anche nel round stesso cambiando armi.

“La next-gen si sente, ma nel modo giusto”

Molti titoli in uscita di recente hanno il difetto di una grafica troppo imponente, creando problemi per gli utenti che non hanno ancora fatto il salto generazionale. Back 4 Blood tuttavia, come altri titoli di ugual grandezza, possiede uno stile visivo incredibilmente curato e dettagliato, pur mantenendo i requisiti minimi… Beh, minimi. Il titolo è stato provato con una Nvidia 1070ti, e nonostante le opzioni ad ultra, gli FPS riuscivano a restare tranquillamente sui 144.

Le prestazioni in un gioco simile sono fondamentali, tanto quanto l’atmosfera che ci si crea attorno: non sarebbe possibile ammazzare zombie che escono da case completamente bianche, ne tanto meno sarebbe credibile un superstite senza nemmeno una macchia di sangue addosso.

Insomma, il realismo è l’elemento fondamentale quando si tratta di far esplodere teste di non-morti, e la creazione di Turtle Rock ha toccato l’apice, per ora. Ci aspettiamo in futuro di vedere nuovi eventi, skin, e magari con un pizzico di fortuna, anche delle mappe appena sfornate.Back 4 Blood

Parlando dei modelli invece, si sente un netto miglioramento rispetto a quelli a cui eravamo abituati, che si venga da Left 4 Dead o da CoD Zombie. Le texture li rendono terrificanti e decadenti e, a sorpresa, ci sono davvero un mare di modelli individuali: anche se molti non confermeranno, questo fattore è determinante per il realismo di un videogame.

Le armi invece, sembrano abbastanza classiche, nessuna modifica estrema – tranne quelle classiche come il mirino ACOG oppure il calcio. Effettivamente anche gli aspetti non sono un granché, aspetteremo però qualche tempo per giudicare, magari con un evento al lancio potranno inserire qualcos’altro.

Un altro degli interminabili punti a favore di Back 4 Blood, riguarda proprio il doppiaggio. La lingua italiana infatti verrà parlata dai nostri personaggi ed NPC, rendendo l’esperienza ancora più immersiva. Nonostante alcuni potrebbero storcere il naso, la localizzazione in italiano viene spesso messa da parte, ma Warner Bros ha deciso non solo di tradurre l’intero gioco, ma anche la sezione voice-over, regalandoci la possibilità di rimuovere i sottotitoli senza troppe preoccupazioni.

Il pericolo è dietro l’angolo per Back 4 Blood

Abbiamo lodato abbastanza Back 4 Blood, il seguito spirituale di Left 4 Dead, ma ciò non toglie che il pericolo è dietro l’angolo. Abbiamo visto molti giochi distrutti dalla community, l’online può diventare una lama a doppio taglio, proprio come la mia esperienza sul titolo: partecipare a campagne casualmente potrebbe risultare in una esperienza stressante. Ad esempio, potremmo trovarci a giocare con altre persone che, fregandosene altamente del proprio party, corrono fino alla prossima stanza sicura.

Questo va ad uccidere l’eventuale obiettivo del gioco, rendendo frustrante l’esperienza online con gli sconosciuti. Tuttavia, un aspetto simile non può essere programmato, sperando però che in futuro verrà corretto grazie ad un sistema di punizione, oppure un matchmaking più preciso.

Anche per quanto riguarda la cura del titolo ci sono brutte notizie, poiché sarà estremamente facile lasciare in rovina un’opera magnifica come questa. Warner Bros dovrà mettersi in testa di realizzare degli eventi azzeccati, magari partendo proprio da Halloween.Back 4 Blood

The Review

9
9
Back 4 Blood

In conclusione

Back 4 Blood viene spesso attribuito come seguito spirituale di Left 4 Dead, ma è molto di più. Ha una storia intrigante, è facile immedesimarsi nei carismatici protagonisti e sentire la difficoltà di una vita post-apocalittica con dei non-morti che vogliono divorarci. Il gioco è eseguito in maniera impeccabile anche a livello grafico, regalandoci uno stile visivo davvero curato e dettagliato, mostrandoci quanto la passione influisca sul lavoro eseguito. L'online, come ogni MMO, ha ancora qualche problemino, con delle persone che spesso ci lasciano indietro o, semplicemente, non daranno un contributo valido. Tuttavia, in molti altri casi riusciremo a stringere amicizia con persone che hanno la nostra stessa passione.
El Camino

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