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Asteroids Recharge

Asteroids Recharged Recensione di un bellissimo relitto

Asteroids Recharged è uno di quei titoli che non si sentono nominare molto. Progetti del genere vengono spesso lasciati in secondo piano per via di giochi molto più importanti e soprattutto più innovativi. Se nel 2021 vederne un gameplay potrebbe causare ai più giovani, e con più giovani intendiamo dai 45 anni in giù, un’indifferenza quasi abissale, è bene ricordarsi di chi stiamo parlando.

Il mostro sacro del mondo arcade partorito da Atari nel lontano 1979 è semplicemente uno dei motivi per cui oggi i videogiochi sono così popolari. Asteroids non è solo importantissimo, ma ad una prima prova potrebbe persino riuscire a far divertire, nonostante i tantissimi anni alle spalle. Sarà riuscito quindi questo brand a tenere duro per tutti questi anni o stiamo parlando di un semplice ricordo? Vediamolo subito insieme parlando dell’argomento più importante: il gameplay.

Un bellissimo ricordo polveroso

Le premesse sono tanto semplici quanto difficili da realizzare: siamo degli astronauti e controlliamo una navicella in mezzo allo spazio attaccata da asteroidi e ufo. Queste entità vagheranno per lo schermo e nel caso riuscissero a collidere con noi sarebbe un game over istantaneo, niente barra della salute o vite extra. Quello che possiamo fare per sopravvivere sarà muoverci, attraverso dei comandi molto singolari, sparare per distruggere gli ostacoli o effettuare un piccolo teletrasporto in un’altra parte dello schermo, fine.

Poche premesse, tanta difficoltà e soprattutto tanta voglia di fare punti. Questi saranno la nostra stella polare e ad aiutarci ad accumularne il più possibile fanno la comparsa i power up. Non stiamo parlando di nulla di entusiasmante: spari multipli, spari a ventaglio, raggi laser e scudi, ma appena raccolti ci faranno sentire veramente invincibili. Il gioco base, l’originale Asteroids ripreso nella modalità arcade dentro Asteroids Recharged, è letteralmente tutto qui, e se vi sembra poco Atari interviene con un contentino per i nuovi giocatori.

Asteroids Recharged

Stiamo parlando della modalità sfida in cui verremo inseriti in contesti in cui dovremo sopravvivere per un determinato tempo o uccidere alcuni nemici. Come avevamo detto all’inizio, Asteroids ha tutto il diritto di essere invecchiato, e pretendere che riesca a far divertire come 42 anni fa è davvero impensabile. Nonostante questo si riescono a giocare bene i pochi gettoni evoluzione che la casa di sviluppo ha deciso di fornirgli senza snaturare per niente il prodotto originale.

Se avete voglia di fare punti e sconfiggere gli altri giocatori della classifica amerete questo titolo, altrimenti vi ritroverete con un fossile tra le mani senza riuscire nemmeno a utilizzarlo bene. A proposito, parliamo un momento dei comandi: con l’analogico sinistro farete ruotare la navicella, con R2 (o RT su Xbox) attiverete il propulsore per farla andare in avanti, con X (o A) sparerete nella direzione in cui siete ruotati e con triangolo (o Y) farete un piccolo teletrasporto.

Tecnicamente parlando: Asteroids

Il sistema di movimento nel cabinato originale era assolutamente innovativo e sostituiva la classica combo di un joystick e tasti con una doppia coppia di questi ultimi. Per quanto ci possiamo sforzare con l’immaginazione però, giocare con un sistema del genere su un controller per PlayStation 4 è davvero fastidioso e avremmo gradito dei compromessi più moderni, ad esempio il movimento in avanti direttamente imposto dall’analogico.

Ma tant’è, dato che il cabinato originale non aveva un joystick ma nemmeno lo spazio per un secondo giocatore, a differenza di questa riedizione. La modalità cooperativa a schermo è tutto sommato molto divertente e aggiunge qualche ora di svago in più all’offerta generale. Parliamoci chiaro, proporre ad un amico un pomeriggio a fare punteggi su Asteroids vi farebbe sembrare dei dinosauri, ma un piccolo ripasso sulla storia di questo medium non farebbe male a nessuno.

Asteroids Recharged

Tecnicamente parliamo di un’opera che non propone grandi innovazioni al titolo originale. Abbiamo anche qui l’immancabile grafica vettoriale, vera rivoluzione dei tempi, che ritorna addobbata da effetti grafici più o meno emozionanti. I nemici colorati riescono a regalare degli scenari davvero toccanti per gli amanti del retrogaming e le sfide, con colori diversi ogni volta, riescono a fornirci tantissimi nuovi sfondi per i nostri dispositivi. La colonna sonora di Asteroids Recharged fortunatamente non è la linea di basso ansiogena e i “pew pew” dell’opera originale, bensì una sequenza di tracce dai toni “spaziali” (con tantissimi raggi laser che vengono sparati ovunque) davvero incalzante.

Per quanto ci potremmo sforzare con altre parole, abbiamo analizzato letteralmente ogni contenuto che Atari ci propone in quest’offerta. In linea di massima non ci troviamo davanti ad un must-have del settore, e nemmeno ad un gioco che consiglieremmo a chiunque, bensì ad una semplice lezione di storia. Forse una decina di euro per giocare Asteroids nel 2021 sono un tantino eccessivi, ma siamo sicuri che questo sia stato l’unico compromesso per riuscire a pubblicarlo. Come al solito vi invitiamo a farci sapere la vostra sui nostri social e a continuare a seguirci qui su MonkeyBit per altre recensioni e contenuti originali.

The Review

7
7
Asteroids Recharged

Conclusione

Anche se passare le giornate a fare punteggi da confrontare con gli altri è ormai una pratica in disuso, Asteroids va giocato almeno una volta nella vita. Che voi vogliate affacciarvi alla versione originale o a quella Recharged, per fortuna, non fa molta differenza a parte qualche miglioria. L'attaccamento al passato però non è sempre un bene e a volte bisognerebbe rimodernarsi almeno il minimo indispensabile.
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