MonkeyBit

Ashwalkers

Ashwalkers Recensione: una passeggiata rilassante durante l’apocalisse

Ashwalkers è un’avventura di stampo indipendente, sviluppata da Nameless XIII ed ambientata in un periodo post-apocalittico. Non è la prima volta che ci capita un titolo simile tra le mani, infatti ogni videogame che racconta la fine del mondo, lo fa in maniera soggettiva. Possiamo citarne alcuni, come Fallout e Metro 2033, ognuno dei quali riesce a mostrarci una interpretazione personale della fine dei tempi. Il titolo che andiamo ad analizzare parla proprio di questa tematica, ma in un modo totalmente diverso dalle opere che abbiamo appena citato. Verremo introdotti ad un mondo devastato da un cataclisma, il quale ha costretto la civiltà umana a rifugiarsi sotto delle cupole protettive per sopravvivere.

Ashwalkers: come sentirsi soli in compagnia

Come già detto in precedenza, in Ashwalkers, un cataclisma ha distrutto il genere umano, spaccandolo inevitabilmente in due fazioni: i primi, di cui faremo parte anche noi, che sono riusciti a rifugiarsi in delle strutture create appositamente per preservare la vita dal disastro, poi ci sono i meno fortunati, costretti a  sopravvivere nelle lande desolate e polverose con metodi molto spesso primitivi, dato che non è rimasto quasi più nulla della civiltà passata, prendendo il nome di “Selvaggi”. Sono rimaste solo delle rovine di quelle che furono le gesta compiute dal genere umano, coperte da un cupo e grigio manto di cenere che scende dal cielo, derivante da un grande vulcano che erutta ad ogni ciclo temporale, seguito da tempeste e tsunami da ogni parte del pianeta.

La nostra storia inizia quando gli scienziati della cupola maestra rilevano un pericolo per il pianeta: un’onda gigante che raderà al suolo la nostra casa. Per salvare la Terra, entreranno in azione i nostri protagonisti: Petra il capitano, Sinh il guerriero, Kali la diplomatica e Nadir l’esploratore. I personaggi che controlleremo infatti sono quattro e non uno solo. Essi sono l’ultima speranza di salvezza per la popolazione, la loro missione infatti sarà trovare una cupola leggendaria unica nel suo genere, in grado di resistere a qualsiasi calamità.

Ashwalkers

Una volta partiti, tutto passerà nelle nostre mani, questo perché la storia continuerà in base a quello che faremo durante tutta la durata del nostro viaggio. Oltre al prologo che vi abbiamo detto prima, non saremo a conoscenza di nulla, la narrazione del titolo è basata sulle nostre scoperte, sui dialoghi fra i personaggi o con alcuni selvaggi che incontreremo per strada. Uno dei temi che viene più trattato durante il gioco è quella dell’imperfezione dell’essere umano, che invece di ricostruire e darsi una mano a vicenda ha ceduto all’egoismo e preferisce dare priorità ai propri bisogni invece che aiutare il prossimo. Noi però non saremo da meno, tant’è che ci saranno alcune scelte morali che saremo costretti a compiere, con la possibilità di essere buoni o malvagi.

Un gameplay dove vige la regola del “scegli bene o muori male”

Il gameplay dell’opera si basa tutto sulle scelte che compiamo durante la partita. Le decisioni che prenderemo devono essere ben ponderate, dato che possono portare a delle conseguenze che, a volte saranno immediate, altre invece creeranno degli eventi futuri nella storyline. Un’altra cosa molto importante è decidere quando montare l’accampamento: ovviamente non siamo invincibili e abbiamo bisogno di mangiare, riposare, scaldarci, dormire e anche di parlare fra di noi. Una cosa che può mutare il corso degli eventi è l’umore dei nostri protagonisti, che calerà se il nostro gruppo non avrà un legame molto stretto.

Tornando alle scelte, ognuna di queste può portare a diversi finali, 34 per la precisione, alcuni dei quali potrebbero essere nefasti, purtroppo. Non preoccupatevi però, nonostante possano sembrare tanti non ci vorrà molto tempo per ottenerli, dato che la durata di ogni avventura sarà di circa 2-4 ore. L’unico problema, per chi vuole ottenere tutti i finali, è che non basterà cambiare le proprie scelte: ci sono molte variabili che permetteranno la riuscita o il fallimento di un determinato evento. Questa cosa, a lungo andare, potrebbe risultare frustrante per chiunque voglia completarlo al 100%. Una cosa importantissima per determinati finali sarà il nostro comportamento all’interno del viaggio, infatti cambieranno alcuni dettagli  in caso le nostre scelte siano state troppo aggressive, riflessive o diplomatiche.

Ashwalkers

Veniamo al cuore del gameplay di Ashwalkers: il survival, che si contraddistingue da qualsiasi altro titolo del genere. Cosa vuol dire? In sostanza, possiamo muoverci per tutta la mappa utilizzando il mouse e, mentre camminiamo, possiamo trovare tre tipologie di oggetti: legna da ardere, cibo e medicine, fondamentali per la nostra sopravvivenza e la riuscita del viaggio. Gli elementi di sopravvivenza vengono influenzati anche dalle condizioni meteo, che li farà scendere o meno dipendentemente da quello che sta succedendo, Per esempio, quando saremo inondati dalla pioggia di cenere scenderanno più velocemente rispetto a quando il cielo è sereno.

Per recuperare energia, di cui avremo bisogno per camminare e raccogliere oggetti, dovremo dormire, quest’ultima azione fa parte di alcuni compiti che dovremo assegnare agli avventurieri in modalità accampamento: Fare la guardia, Parlare fra di loro ed Esplorazione per delle risorse. Se ci tratterremo troppo in un posto, aumenterà la percentuale di pericolo e il rischio di ferirci. Ogni task ha una sua importanza, infatti riposare senza nessuna persona di guardia ci porterà ad una inevitabile rapina, per non parlare del morale del party, che scenderà sotto 0 senza delle chiacchere tra di loro.

Ashwalker: se l’angoscia fosse un colore

La grafica di Ashwalkers è uno speciale self-shaded che rende il gioco molto leggero, la particolarità dell’opera risiede nella sua scala di grigi.  Gli unici modelli definiti saranno solo quelli dei protagonisti, qualsiasi altro personaggio invece sarà rappresentato da un’ombra nera, sia che abbia o no cattive intenzioni. Il tutto è stato contestualizzato con la trama del gioco, a causa della cenere, che renderà tutto grigio. A dire il vero c’è un altro colore che non abbiamo menzionato, il rosso: il colore del sangue che farà la sua comparsa se avremo delle ferite su di noi o uccideremo degli esseri viventi durante il nostro cammino.

Tutto questo ci porterà ad un mare di solitudine, di quattro anime rinchiuse nelle loro celle, incapaci di abbattere questo mostro. Parlando invece del lato sonoro, esso rafforzerà queste sensazioni soprattutto nelle sezioni dove la musica sarà totalmente assente e a farci compagnia avremo solo il rumore del vento e dei nostri passi. Soffermandoci su questi due in particolare, sono resi terribilmente bene per enfatizzare la solitudine.

Ashwalkers

In conclusione,

Ashwalkers è un ottimo titolo per chi ama i survival ed i giochi con scelte multiple, anche se alle volte può sembrare noioso. Molto coinvolgente grazie al suo comparto tecnico e la storia che offre, l’opera ci da uno spunto interessante sull’immaginario apocalittico attuale. Ottima anche la possibilità di approcciarsi in molti modi diversi e decidere, per quanto concesso, come completare il nostro viaggio. Nonostante la gran quantità di finali non sarà troppo frustrante ottenerli a causa della ridotta durata delle avventure, cosa che ci porta a rigiocare il titolo. Ovviamente non è perfetto ma comunque anche con i suoi errori è molto godibile. Rimanete sintonizzati su MonkeyBit per news e guide sempre fresche ma soprattutto per essere sempre aggiornati sul mondo dei videogiochi.

Ashwalkers A Survival Journey
7.5 / 10 VOTO
PRO
    - Varietà di gameplay
    - Ottimo comparto tecnico
    - Storia Interessante
CONTRO
    - Assenza della lingua italiana
    - Muri invisibili che limitano l'open world
    - Troppo frustrante ottenere tutti i finali
VOTO
El Camino

What's your reaction?

Developed by SpawnLab