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Army of the Dead

Army of the Dead Recensione del nuovo film di Zack Snyder

Il 21 maggio arriverà su Netflix Army of the Dead, una commedia action di tutto rispetto. Il lungometraggio è nato da Zack Snyder che solo qualche mese fa ha rilasciato la Snyder Cut. Ne abbiamo parlato innumerevoli volte, qua trovate tutti gli articoli a riguardo. Noi di MonkeyBit abbiamo avuto l’occasione di vederlo in anteprima e siamo pronti a darvi il nostro parere.

Va premesso che non è un film da prendere seriamente. Non vi aspettate realismo, credibilità o altro del genere. È tutto volutamente sopra le righe, frenetico e confusionale. Non per questo è un lavoro brutto, anzi, strappa molte risate. L’importante è considerarlo per quello che è, ma ci torneremo dopo.

Prima di cominciare vi raccontiamo brevemente il processo creativo che c’è stato per realizzare Army of the Dead. Zack Snyder ha scritto il soggetto nel 2007 e l’ha venduto alla Universal. La casa, in collaborazione con Warner Bros., ha cercato di creare il film ma, a seguito di vari imprevisti si è ritrovata in Development Hell. Nel 2019 Netflix compra i diritti e decide di assegnare all’autore originale il compito di scrivere la sceneggiatura e dirigere il tutto.

Potrete ammirare il risultato finale seguendo questo link il 21 maggio. Intanto continuate a seguire MonkeyBit per restare sempre aggiornati sulle ultime novità. Non dimenticate di andare anche sul nostro profilo Instagram per essere informati al 100%.

Una Las Vegas fuori dal comune

Army of the Dead inizia mostrandoci lo scoppio di un’apocalisse zombie. In pochi minuti assistiamo alla diffusione di un’epidemia che si diffonde per tutta Las Vegas. Durante questo montaggio frenetico facciamo la conoscenza di tre dei protagonisti: Scott Ward (Dave Bautista), Vanderohe (Omari Hardwick) e Maria Cruz (Ana de la Reguera). Sono persone comuni che si ritrovano a combattere insieme contro i morti viventi.

Vediamo tutto questo in pochi attimi con delle sequenze ricche di dettagli mentre Viva Las Vegas suona in sottofondo. Le scene sono adrenaliniche ma dicono davvero poco sui personaggi, rendendo difficile capire quali rapporti intercorrono tra loro.

Army of the Dead

Las Vegas viene messa in quarantena ed è esclusa dagli Stati Uniti. Scott lavora come cuoco in una hamburgeria. Tanaka, un sinistro uomo d’affari giapponese, ha una proposta da fargli. Lo stato ha deciso di lasciare una bomba nucleare sulla città per porre fine alla diffusione del virus.

Proprio per questo, tutto è stato evacuato. Il compito del protagonista sarà raggiungere un casinò in mezzo al nulla, circondato dagli zombie, prima che avvenga l’esplosione. Per compiere la missione si rivolge ai due amici citati prima e, insieme, chiama altri specialisti. Riuscirà la squadra a prendere i soldi e scappare prima che sia troppo tardi?

“È un lavoro pulito: dentro e fuori senza sorprese”

Parliamo subito dei difetti di Army of Dead. Le sottotrame sono uno dei problemi principali. Sono in tutto quattro, non ve le racconteremo per risparmiarvi degli inutili spoiler, ma sappiate che nessuna di queste ha senso. Si tratta di materiale palesemente riempitivo con dialoghi banalissimi, ma soprattutto scelte stupide. Non è questione di sospensione dell’incredulità ma di idiozie vere e proprie. Andare dove è palese che non bisognerebbe andare, discutere per interminabili minuti su decisioni più che ovvie.

Parliamoci chiaro, questi cliché sono sempre presenti negli zombie movie che Snyder ha voluto omaggiare, ma di solito risultano giustificati in qualche modo. Qua, invece, è tutto molto più infantile. È proprio questo il punto: è volutamente sopra le righe e gli stereotipi sono marcati eccessivamente di proposito.

Army of the Dead

Sì, perché anche i membri della squadra sono i classici personaggi che si ritrovano in qualsiasi tipo di film dove c’è un intero gruppo di protagonisti. Molti di loro, come era prevedibile, non sono per niente approfonditi, restando relegati al loro ruolo di ammazza-zombie dalla battuta ad effetto pronta. Magari, se avessero evitato alcune sottotrame decisamente noiose e prive di senso, avrebbero potuto dedicare maggiore attenzione al background dei protagonisti.

La cosa frustrante è che la conclusione è pressoché identica per tutte le storie che vediamo. Anche gli scontri con i non morti intelligenti e veloci vengono spenti da dialoghi fuori contesto. A dirla tutta non è che gli effetti speciali siano tanto meglio, ma questo è intenzionale.

Le esplosioni e mostri sono fatti abbastanza male, ma sappiamo che non si tratta di capacità o di budget. Basti pensare che Tig Notaro è entrata a far parte del cast a riprese ultimate ed è stata inserita completamente in digitale, cosa che non si nota per nulla. Anche la famosa tigre zombie già diventata iconica è davvero bella da vedere. Già, Zack Snyder ha voluto degli effetti brutti per omaggiare gli altri z-movie che utilizzavano le stesse tecniche.

Army of the Dead: ne vale davvero la pena?

La nostra risposta è sì. Nonostante gli innumerevoli difetti, Army of the Dead resta estremamente godibile e divertente da guardare. Non è un film serio, non ci troverete una morale anche se sembra voglia essercene una, ma riderete di sicuro. L’importante è non prenderlo seriamente, ma considerarlo un semplice mezzo d’intrattenimento.

Del resto, è palese sin dalla prima scena, quando vediamo cos’è che fa scoppiare la diffusione degli zombie. Insomma, guardatelo la sera con gli amici mangiando una pizza, non c’è contesto migliore per farlo. Dopo tutti i cinecomic dai toni cupi che ha realizzato Zack Snyder negli ultimi anni è bello vederlo dirigere una commedia horror leggera.

Army of the Dead

Il miscuglio di genere di per sé è già un buon motivo per vederlo. Guardare Army of the Dead è come vedere il figlio nato dall’unione di Ocean’s Eleven e Zombieland. Bautista e i suoi devono scassinare la cassaforte di un casinò di Las Vegas pieno zeppo di misure di sicurezza mentre un’orda enorme di zombie cerca di mangiare l’intera squadra. Il tutto alimentato dall’ansia della bomba atomica pronta a cadere da un momento all’altro proprio su di loro.

Non ne resterete delusi, è impossibile non ridere, senza contare le innumerevoli scene adrenaliniche. Fate un tentativo e dopo raccontateci cosa ne pensate. Noi scimmie saremo pronte a sentire la vostra opinione e a discuterne. Lasciate un commento per dirci la vostra!

Army of the Dead Recensione
6 / 10 VOTO
PRO
    - Estremamente divertente
    - Molto scorrevole
    - C'è Bautista
CONTRO
    - Pieno di cliché e stereotipi
    - Personaggi poco approfonditi
    - Sottotrame banali e noiose
VOTO
Rainbow Six Siege
El Camino

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