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Apprezzi il gioco in streaming? Ti sbagli

Il videogioco del futuro è in streaming, e sarà una cosa fantastica. Il futuro appunto, perché nel presente non siamo pronti e perché non ci serve. E lo dico il giorno dopo l’annuncio di Amazon Luna e dopo un anno di Google Stadia (ve lo ricordavate?). Non parlo dei soliti “eh ma in Italia le linee…“, perché non mi riferisco alle connessioni o alle tecnologie, quanto all’utilità pratica. A parte il costo iniziale di avere a casa una PlayStation o una Xbox, l’unico problema è lo spazio in cui metterle, i fili e i joystick da piazzare su qualche tavolo o mensola. Stadia si è presentato un anno fa come l’antagonista capace di mettere KO sia Sony che Microsoft, ma 12 mesi dopo la situazione non è cambiata e anzi, il servizio di Google è un po’ sparito dai radar. Il motivo principale di questa (momentanea) disfatta? Che per adesso, fondamentalmente, il gioco in streaming non ci serve.

Finché vi trovate nella vostra abitazione potete permettervi di avere la linea super-professionale, ma se magari vi spostate nella seconda casa fuori città, dove magari ci passate un weekend ogni tanto e dove non conviene spendere soldi per avere tutto l’anno internet, il vantaggio dei servizi in streaming di poter giocare ovunque, a patto di avere la connessione wi-fi, diventa anche il suo limite. Avrete l’hotspot del cellulare, avrete anche la chiavetta con tanti GB da consumare, ma siete sicuri che vi bastino? Calcolando che (probabilmente) vi vedrete anche video su YouTube, serie tv su Netflix e così via. In questo caso nella peggiore delle ipotesi vi conviene mettere in valigia la vostra console, collegarla, e giocare a qualcosa di offline, dove non è necessario avere una connessione stabile.

In questa casa potete giocare al 100% con PlayStation e con Xbox. Con Google Stadia e Amazon Luna non è così scontato.

L’utilità del gioco in streaming

Prendendo un esempio dove ci troviamo fuori casa, invece, quindi ipotizziamo che stiate viaggiando in treno o in aereo. Ora potete tirare fuori lo smartphone/tablet (modalità aereo ovviamente) e giocare, o in alternativa una console portatile: Nintendo Switch? PlayStation Vita? Non è importante, quello che conta è l’avere un qualcosa di fisico, in mano, dedicato al videogame, che da solo può permettervi di farvi giocare senza essere dipendenti da nulla di esterno. Nel caso il wi-fi fosse messo a disposizione dalla compagnia, la connessione sarebbe venduta come un optional per il viaggio (e vi costerà più soldi), oppure sarebbe probabilmente molto lenta (e non potrete ugualmente giocare), visto che la banda dovete dividerla con altre centinaia di persone. Nel caso di pernottamento in hotel invece dovreste assicurarvi che sia incluso il wifi, e oggettivamente è più facile trovare una presa per caricare lo smartphone o una console portatile rispetto a una connessione abbastanza buona per giocare.

Il problema quindi non è che non abbiamo i mezzi oggi, perché qualcuno anche adesso li ha, e in futuro altri ancora li avranno. Il mio dubbio è che lo streaming può rendere al meglio finché siamo nella nostra comfort zone: nostra casa, linea, e così via. Ma in questo caso non ci sarebbe nessuna differenza rispetto ad ora, perché anche adesso possiamo personalizzare la postazione gaming in base alle nostre esigenze e vivere al meglio l’esperienza. Certo, vanno spesi 400/500 euro per una console, ma abbiamo l’opportunità di goderci i titoli anche offline. E se ci troviamo fuori, anche pagando i servizi di Google e Amazon, appena usciti dalla nostra comfort zone, il problema non viene risolto del tutto: avremo una connessione stabile per giocare? E se siamo in viaggio oppure ospiti in alberghi/bed & breakfast? Magari non avrete problemi, ma è comunque una grande incognita.

xCloud

xCloud è solo una parte dell’ecosistema Xbox: Microsoft infatti punta ancora tanto sulle console.

Google Stadia e Amazon Luna sono come Batman

Google Stadia e Amazon Luna guardano al futuro, ma è una mossa azzardata perché il mondo non è pronto. Dobbiamo sempre ricordarci che non è necessaria solo una connessione a internet, ma una buona connessione a internet. Diverso il discorso per Microsoft, perché xCloud è integrato nel Game Pass e di conseguenza è un plus, un qualcosa incluso in un altro servizio e che può essere usato all’occorrenza: non paghiamo 13 euro al mese solo per giocare sul cellulare, ma anche per avere questa possibilità.

I due colossi del web invece fondano il loro intero business proprio su questo, sulla non necessità di avere un supporto fisico. Ed è per questo che non la spunteranno. Ad oggi il gioco in streaming è un po’ come Batman, perché è il servizio che il videogiocatore merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso.

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