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Star Wars: The Bad Batch

Star Wars: The Bad Batch Anteprima: si riparte dall’Impero

Abbiamo visto il primo episodio uscito il 4 maggio di Star Wars: The Bad Batch, Aftermath, e non siamo rimasti per nulla delusi. La nuova serie Targata Disney+ e Lucasfilm ci riporta dove Star Wars: The Clone Wars e la seconda trilogia di Star Wars ci avevano lasciato. Infatti ripartiamo dalle scene dello straziante ordine 66 e dalla nascita dell’impero galattico.

La storia si muove intorno appunto alla cosiddetta Bad Batch, ovvero una squadra di Cloni geneticamente modificatiHunter, il leader del gruppo ha i sensi molto sviluppati, Wrecker è amante delle esplosioni ed è superforte, Tech è intelligente e un abile hacker, Crosshair ha una vista e una mira eccezionali, Echo, in passato un clone regolare (o reg come li chiamano loro), è stato trasformato in un cyborg.

Lo show creato da Dave Filoni, responsabile anche del successo di The Mandalorian insieme a Jon Favreau, analizza molti spunti interessanti che l’universo di Star Wars offre. Primo tra tutti la libertà di scelta e il problema della scelta morale o di quella legale.

La scelta giusta e quella migliore

Il leitmotiv della puntata, e probabilmente della serie, è quello delle scelte da compiere e sul concetto di giustizia. Per non fare spoiler eccessivi, l’intera caratterizzazione del gruppo si fonda sul loro essere diversi dai cloni normali (caratteristica che avevamo già visto quando la Clone Force 99 era apparsa in Star Wars: The Clone Wars), e quindi di essere capaci di libero arbitrio.

Insomma è un problema che permea tutto il mondo di Star Wars, la scelta tra lato oscuro della forza e invece la fede dei Jedi per esempio, e rende anche questa serie animata una serie più adulta, come del resto anche gli altri prodotti animati del franchise, sebbene dedicati ad un pubblico più giovane.

Star Wars: The Bad Batch

Ma come può una squadra di soldati affrontare delle scelte con la libertà di decidere da che parte stare? Ricordiamoci che i cloni sono creati in laboratorio appunto per non dover affrontare problemi di questo tipo.

La differenza è che la squadra di Hunter è particolare proprio per questo, loro possono scegliere, e questo loro potere, oltre agli altri “poteri” derivanti dalla loro particolare struttura genetica, li rende molto più simili ai Jedi che a dei Cloni. Questo è forse l’aspetto più interessante. Loro possono e devono scegliere, e dalle loro scelte dipende l’ago della bilancia da una parte o dall’altra di questa guerra civile che sta iniziando.

Vediamo infatti, già da The Mandalorian, le azioni della forza dove questa fede è scettica, non sono più Sith o Jedi ad aver a che fare col destino della galassia e a decidere il peso degli avvenimenti che abbiamo visto al cinema, ma sono soldati, uomini molto più comuni e fino ad ora senza nome.

Pare quindi che il franchise della Lucasfilm stia andando sempre di più nel dettaglio delle storie, raccontandole non attraverso una dinastia come quella degli Skywalker, ma descrivendo le storie degli eserciti, dei mercenari, che fino ad ora erano stati marginali.

The Bad Batch

La squadra e la guerra

Star Wars :The Bad Batch si pone più o meno come prodotto seriale a metà tra i problemi politici di Star Wars: The Clone Wars e le avventure di squadra di Star Wars: Rebels, con dei personaggi ben caratterizzati già dalla prima puntata e una mappa di avvenimenti molto vasta che si svolge subito dopo la caduta della Repubblica e l’ascesa dell’Impero di Palpatine.

I personaggi sono molto ben definiti nei loro ruoli e studiati a dovere per quel che riguarda il character design di ognuno. Anzi è molto interessante che essendo cloni e avendo quindi la stessa matrice di partenza, siano sia caratterialmente che visivamente riconoscibili.

The Bad Batch

La prima puntata di Star Wars: The Bad Batch, uscita lo Star Wars Day, ha stupito molto i fan che già fanno ipotesi sulla natura di alcuni personaggi (come per esempio la piccola Omega, che già compariva nel secondo trailer uscito), la cosa interessante è sicuramente la tecnica utilizzata per le animazioni, ripresa dai precedenti progetti come Star Wars: The Clone Wars e Star Wars: Rebels, che oramai rappresenta parte dell’estetica del franchise.

In generale come inizio è sicuramente promettente, anche grazie alla seconda stagione di The Mandalorian ha ridato importanza anche alle serie animate, mostrando personaggi come Ahsoka Tano.

Noi non vediamo l’ora di vedere come si evolverà la serie e se resterà divisa dalla dinastia degli Skywalker oppure se le storie si intrecceranno, come alcune ipotesi dicono. Voi invece? Guarderete la serie o l’avete già vista? cosa ne pensate? Ditecelo sui nostri social!

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