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Anna “Nel buio la luce”: La Conferenza stampa

Anna è una miniserie televisiva italiana del 2021 creata da Niccolò Ammaniti, composta da sei puntate, e basata sull’omonimo romanzo del 2015 dello scrittore. Nasce dalla storia di un libro che ha un grado di universalità che va oltre la semplice narrazione della storia e questo elemento ci regala una chiave di lettura del rapporto tra grandi e piccini. Ci fornisce gli elementi per comprendere il passaggio naturale e complesso dei piccoli che devono crescere più velocemente. Oggi 12 aprile 2021 abbiamo avuto l’opportunità di partecipare alla conferenza stampa della serie Anna in cui erano presenti i personaggi principali del cast e Niccolò Ammaniti, autore e regista.

Niccolò Ammaniti sulla creazione di Anna

Così Niccolò ci racconta e descrive le regole di un genere da lui reinventato, creando una distonia più realistica rispetto a quelle a cui siamo abituati:

“Dopo aver concluso il romanzo di Anna ho passato anni a continuare a pensare a questa storia. Riflettere sul personaggio, su come questa ragazza diventa madre senza esserlo e riesce a superare i limiti di questa strana esistenza che si trova a vivere. Più passava il tempo più avevo altre storie nella testa, volevo creare una versione più lunga, raccontare meglio il passato, mi sarebbe piaciuto sviluppare di più personaggi…

Poi ho avuto l’idea di allargare il romanzo, faro diventare una serie corale in cui ci sono più personaggi ben definiti. Io nel ruolo di regista? Pensavo di essere la persona più adatta perché volevo vedere se le mie storie si potevano incarnare nei bambini, ne approfitto infatti per ringraziare tutti gli attori e tutti i centinaia di bambini che hanno lavorato con noi, non si sono mai tirati indietro ed è stata una gioia enorme per me, perché io non ho figli e mi sono ritrovato ad avere a che fare con una grandissima famiglia”.

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A seguire viene chiesto a Francesca di raccontarci la sua esperienza per quanto riguarda la scrittura con Ammaniti:

“Per me è stata una gioia lavorare con Niccolò, è la persona con il tasso di idee più alta del mondo, vive in una proliferazione continua perché lui dorme poco… La cosa che amo del lavoro con Niccolò riguarda il fatto che abbiamo una visione del mondo simile.

Lui è una persona con forte spiritualità, io sono una persona piuttosto religiosa, entrambi abbiamo una discreta ironia riguarda l’esistenza: se devi scrivere restando dentro gli algoritmi diventa complicato, con Niccolò invece spacchi il meccanismo del concetto di antagonista e di colpo di scena, entri in un ottica in cui sei in contatto con la parabola che poi è il nucleo tematico del racconto.

Riusciamo così a dare un’interpretazione del rapporto tra bene e male, e sono l’ironia e la compassione a guidare la scrittura. Niccolò ha fatto un lavoro incredibile, infatti la serie la vedi e non percepisci la fatica della macchina, questo accade quando la visione guida una storia”.

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Giulia Dragotto sul suo ruolo in Anna

La giovane protagonista nel ruolo di Anna, Giulia Dragotto, ci racconta invece cosa ne pensa del personaggio che si è trovata a interpretare:

“Anna mi ha lasciata tante cose belle. Dopo essere entrata nella storia di questa ragazza io sono diversa. Sotto alcuni aspetti siamo molto simili, per altri punti di vista siamo diverse. Anna mi ha arricchito e se non mi fossi messa nei suoi panni non avrei capito molte cose. Anna è coraggiosa, non saprei come avrei agito e come mi sarei comportata se mi fossi trovata nella sua situazione”.

Elena Lietti nei panni di Mariagrazia

A Elena Lietti, che interpreta Mariagrazia, viene chiesto cosa ne pensa del suo personaggio:

“Anzitutto l’eredità è nelle azione di questa donna, Mariagrazia, donna indipendente autonoma libera da vincoli, fedele a se stessa ai bambini, vediamo in lei il coraggio l’autonomia, la libertà di pensiero di Anna. Il concetto di libertà lo ritroviamo nel libro, Mariagrazia intuisce cosa sta per accadere prima di altri e scrive un manuale di sopravvivenza, delle vere e proprie indicazioni, come l’importanza di tenere unita la famiglia. La mamma diventa il motore di tutta la ricerca del fratellino scomparso”.

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Roberta Mattei sul suo personaggio

“Il mio è personaggio chiave, molto affascinante, introdurrei il personaggio con la stessa difficoltà di doverlo introdurre senza doverne parlare: interpreto una ragazza con una forte personalità sceglie di vivere la propria natura o meglio secondo me si abbandona ad essa, natura chiara in ogni personaggio, la mia è difficile da descrivere, non saprei come descrivertela, è un unico adulto vivo in un mondo di bambini. Un personaggio abbastanza strano in un mondo di nani”.

La parola viene data nuovamente a Niccolò Ammaniti che descrive il personaggio di Pietro, interpretato da Giovanni Mavilla:

Pietro è il ragazzo che Anna incontra durante le vicende di questa storia e di cui si innamora in una maniera “difficile” perché Anna è molto determinata e all’idea di costruire una famiglia si oppone la ricerca di una verità, di andare oltre. Pietro è un personaggio che ricerca Anna, Giovanni è stato bravissimo perché era vicino ma allo stesso tempo distante. Anche nel set si sentiva questo senso di vicinanza e lontananza, erano amici, ma in competizione”.

Giovanni Mavilla, giovane attore esordiente, conferma questa descrizione:

“Nel set mi sono molto divertito, ho imparato qualcosa da Anna. Per me è stata un’esperienza nuova, qualcosa che rifarei sicuramente, si è creata quasi una famiglia tra il set e le persone che stavano dietro”.

Si tratta quindi di una serie che regala e vive di speranza, questa muove tutta la storia, diventa una spinta preclusiva per la storia di Anna. La speranza è simboleggiata dalla Sicilia, una terra divisa dal continente da un solo dito d’acqua che in realtà è una goccia enorme, sarà proprio Anna a partire da questa terra ad avanzare verso il futuro, per aprire un varco verso l’umanità. Per saperne di più sulla mini serie di Ammaniti rimanete aggiornati sul nostro sito MonkeyBit e buona visione.

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