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Alessandro Barbucci

Alessandro Barbucci: Disney era solo l’inizio

Voler fare carriera con l’arte comporta un sacco di rischi e nessuna garanzia, qualsiasi sia il campo che si scelga. Se poi si tratta di un medium come il fumetto, dominato da pochi grandi publisher estremamente selettivi sulla scelta dei propri dipendenti e creativi, decisi ad arraffarsi quanto più pubblico possibile e sempre attentissimi sul contenuto pubblicato, dove tutti gli aspiranti creativi sgomitano per ottenere un contratto con i pezzi grossi, i rischi si moltiplicano e non poco.

A questo possiamo aggiungere il fatto di vivere in Italia, dove a causa di nepotismo e favoreggiamenti di sorta od anche solo per una mentalità tutta nostra, la fiducia verso i nuovi talenti nostrani è praticamente nulla, mentre si preferisce investire sempre sui soliti creativi come garanzia di guadagno (non a caso molti registi nel corso degli anni pubblicarono i propri lavori sotto pseudonimi, per mascherare il fatto di essere italiani).

Emergere come fumettista in Italia è una sfida su moltissimi livelli, eppure è una sfida che molti autori, con tanto coraggio e fegato da vendere, riescono a vincere. Fra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, uno di questi autori era Alessandro Barbucci.

Il giovane Barbucci su Disney Italia

Nato a Genova il giorno di Halloween del 1973, Alessandro Barbucci, che potremmo definire un ragazzino prodigio, coltiva sin da giovanissimo la passione per il fumetto che lo porterà a diplomarsi in un Liceo Artistico.

Distinguendosi grazie al suo talento e alle capacità acquisite da autodidatta, approda alla Walt Disney Company Italia da appena maggiorenne, dove disegna le sue prime storie già nel 1991.

Nel giro di pochissimi anni lavora per Topolino, Paperino Paperotto, Paperinik New Adventures ed altre proprietà intellettuali vincendo nel 1997 il suo primo Topolino d’Oro, fino ad arrivare alla Disney Academy Italia dove presiederà la cattedra di Tecniche Miste dal 1996 al 1998. Per moltissimi autori questo potrebbe essere il coronamento di una carriera, per il 27enne Alessandro questo è solo l’inizio.

Il Barbucci degli anni 2000 e W.I.T.C.H.

Se oggi, in Italia, è possibile recuperare manga e fumetti per ogni gusto in qualsiasi libreria ed edicola, soltanto 20 anni fa le possibilità di scelta erano infinitamente ridotte. Per i giovanissimi c’erano le storie dei personaggi Disney storici quali Topolino o Paperino, ma superata l’età target di questi vi era un enorme vuoto da colmare.

Dove i piccoli lettori “stufi” di Topolino potevano ripiegare su qualche testata supereroistica o quei pochi manga in circolazione all’epoca, le lettrici della stessa età si trovavano praticamente alla deriva.

Quasi tutte le serie figlie di Disney Italia nate a cavallo fra il secondo ed il terzo millennio puntavano ad ingraziarsi queste fette di pubblico prima di perderle fra le pagine dei sempre più numerosi manga tradotti in Italia.

Alessandro Barbucci

Così è grazie allo sforzo di Elisabetta Gnone, Alessandro Barbucci e la disegnatrice Barbara Canepa (con la quale continuerà a collaborare in numerosissime occasioni) che nel 1999, dopo quasi quattro anni di gestazione, nasce W.I.T.C.H..

Il target sono proprio le giovani ragazzine in età preadolescenziale fra le quali, in quegli anni, erano molto in voga i majokko. Il primo numero non uscì fino al 2001 e valse a Barbucci un altro Topolino d’Oro.

 

Le cinque protagoniste, Will, Irma, Taranee, Corenlia ed Hay Lin, tutte diverse ed uniche a modo loro, fanno subito breccia nel cuore delle giovani lettrici garantendo al fumetto successo internazionale e fama al punto da essere tradotto in oltre 50 paesi del mondo ed ottenere persino un adattamento animato di produzione franco-americana, nonché tonnellate di merchandise e varie pallide imitazioni.

Anche se nessuno fra Gnone, Barbucci e Canepa resterà a bordo della corazzata W.I.T.C.H. per più di sei numeri la serie si protrarrà per ben 11 anni. In questo lasso tempo le nostre protagoniste cambieranno moltissimo e muoveranno i loro primi incerti passi verso lo spaventoso mondo degli adulti, che fa un po’ meno paura se lo si affronta con i propri amici.

Sky Doll, nessuno è profeta in patria

 

Dopo quasi un decennio passato alla Disney, nel 2000 Alessandro Barbucci presenta un nuovo progetto assieme a Barbara Canepa, diverso da tutto ciò a cui avesse mai lavorato. Le prime pagine di Sky Doll vengono così pubblicate in Francia da Soleil Editions. Perché abbandonare lidi tanto sicuri? Come mai andarsene fino in Francia?

Lavorare per Disney e disegnare storie di personaggi conosciuti ed amati da milioni di persone ha senz’altro i sui vantaggi, ma può diventare un grosso limite se si vogliono affrontare determinati argomenti “delicati” e più maturi. Il Topo predilige storie e tematiche family friendly e rifugge qualsiasi presa di posizione netta su questioni sociali divisive.

Inoltre, come spiega lo stesso Barbucci in un’ intervista, pubblicare una storia del genere in Italia sarebbe stato pressoché impossibile. A causa della vicinanza della Chiesa e delle influenze che la stessa esercita anche nelle sfere laiche del Paese, trovare un editore italiano disposto a pubblicare Sky Doll sarebbe stato una perdita di tempo.

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Sky Doll è, infatti, un ambiziosissimo progetto che incapsula tutto ciò che né Disney né il bigottismo dell’italiano medio mai avrebbero potuto digerire, 20 anni fa come adesso. In poche decine di pagine troviamo feroci critiche alla Chiesa cattolica, allo strapotere dei media controllati dall’establishment, prostituzione, degrado e tavole sessualmente esplicite.

Questi sono solo alcuni dei temi affrontati nella storia, che dipinge un mondo governato da una dispotica autorità religiosa (un palese scimmiottamento della Chiesa cattolica) e dove tutto ciò che è profano viene stigmatizzato e condannato con ferocia. In questa cornice seguiamo le peripezie di un’automa singolare chiamata Noa.

Il ritorno di Barbucci a Disney e Monster Allergy

Il duo Barbucci-Canepa torna con Disney nel 2003, per creare sotto l’etichetta Buena Vista Comics la serie Monster Allergy. I testi e la sceneggiatura sono a cura di Katja Centomo e Francesco Artibani, mentre Barbucci e Canepa curano il character design ed i disegni del primo numero.

In questo stesso anno riceve un Prix Albert-Uderzo, il Sanglier de bronze come miglior giovane talento. Nel 2004 e nel 2007 riceve, rispettivamente, il Premio Micheluzzi per la miglior serie italiana ed il Premio Peng! per il miglior fumetto europeo, entrambi grazie a Monster Allergy. Dopo il #1, Barbucci resterà come supervisore dei disegni per tutta la vita editoriale del fumetto, conclusasi nel 2006.

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Il fumetto ha un successo tale che Monster Allergy approda sul piccolo schermo nel 2005, con una serie animata di due stagioni targata Rainbow e conclusa nel 2009, che vede coinvolti lo stesso Barbucci e Canepa per il character design dei personaggi.

Vengono inoltre realizzati un videogioco e delle figure dei protagonisti, entrambi distribuiti come sorprese all’interno delle confezioni delle merendine Kinder e Ferrero.

Gli anni 2010 ed il fumetto franco-belga

Essendosi trovato a suo agio nel panorama editoriale francese e forte del successo di Sky Doll (tutt’ora in corso), Barbucci dà vita assieme allo scrittore Christophe Arleston per conto della Glénat Editions alla serie Lord of Burger, il primo volume della quale riceve il Prix Livrentête nel 2011.

I due creano nel 2013 Ekhö monde miroir, stavolta per Soleil, una serie urban fantasy ambientata in una versione “specchiata” del nostro mondo dove non esiste l’elettricità, enormi draghi fungono da aerei di linea e colossali millepiedi sorreggono i vagoni della metropolitana.

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Formicola, una studentessa di 21 anni, viene catapultata ad Ekhö assieme ad un uomo di 39 anni chiamato Yuri, che le sedeva accanto sul volo commerciale che avrebbe dovuto portarli a New York.

Dal 2016, a 10 anni dalla sua conclusione, inizia la serie sequel di Monster Allergy, pubblicata dalla casa editrice Tunué. Monster Allergy Evolution vede di nuovo Artibani e Centomo alla sceneggiatura e Barbucci e Canepa ai disegni e ai colori. Nell’epoca moderna, Zick ed Elena vivono i propri 20 in modo decisamente fuori dall’ordinario; lui domatore di mostri con la testa fra le nuvole, lei rifugiatrice e medium dal pessimo carattere.

Il duo Barbucci-Canepa continua ancora oggi a disegnare Sky Doll, che è arrivato a contare 4 volumi per la storyline principale più vari volumi prequel e spin-off, mentre Alessandro lavora per la realizzazione di un nuovo volume di Ekhö ogni anno.

È inoltre possibile seguire Barbucci su Instagram e Twitter, supportarlo su Patreon ed apprendere importanti nozioni sul disegno grazie alla sua Masterclass gratuita.

Sono 30 anni che Alessandro Barbucci lavora nel fumetto ed è riuscito coi suoi disegni ad appassionare generazioni intere di lettori, dapprima con storie leggere e successivamente anche affrontando temi più scomodi. I suoi volti dai grandi occhi espressivi e le pose fluide e dinamiche sono stati per moltissimi nati fra i ’90 e i 2000 il primo approccio allo sconfinato mondo del fumetto, e sono tutt’oggi segni inconfondibili della sua mano.

E voi, cosa ne pensate di questo autore? Avete letto i suoi fumetti? Cliccate su questo link per un approfondimento su un altro importantissimo fumettista italiano, Leo Ortolani, oppure se volete potete leggere la nostra intervista allo stesso! Continuate a seguirci su MonkeyBit per rimanere aggiornati sulle novità e per scoprire altre interessanti informazioni e approfondimenti per quanto riguarda videogiochi, film, serie televisive e fumetti!

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